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21 settembre 2026

SANDRO MAZZOLA

Nelle tante foto di questi giorni, mi é piaciuta molto questa perché c'é giá il baffo peró é ancora nella fase giovane (e piú vincente) degli anni '60.

Ci ha lasciato Sandro Mazzola.

Sandro Mazzola é venuto a mancare proprio nei giorni in cui si festeggiavano i 100 anni dello stadio San Siro, la scala del calcio. Sono in Irlanda perché mia figlia si sta trasferendo a Dublino per studiare medicina all'universitá. Eravamo tutti concentrati sull'inizio della stagione tra campionati e Champions, in attesa della nuova nazionale di Mancini. In queste ultime settimane, ci hanno lasciato in parecchi, da Igor Protti ad Osvlado Bagnoli, a Kevin Keegan. Ma per il calcio italiano, questa é una perdita che sta vicino a quella dal mio mito Franco Baresi. Prima di fare le mie considerazioni, voglio celebrare Mazzola attraverso alcune foto ed articoli piú belli di questi giorni (snips da gazzetta.it, ultimouomo.it, ilpost.it e skysports.it). Molto bella questa raccolta di Sky Sports, ormai spesso meglio della Gazza come archivio.

Il ricordo dell'Inter


Il saluto della FIGC



Il saluto di Javier Zanetti


Il saluto del Cagliari (e una bella foto con Gigi Riva)

La Gazzetta 


Una bella foto da Fazio con Rivera, qualche anno fa


La foto con Puskas dopo la vittoriosa finale in Coppa Campioni del 1964 



Sandro Mazzola era il figlio del grande Valentino, campione di quel Torino tragicamente perito nello schianto di Superga, al ritorno da una partita a Lisbona, contro il Benfica. Era cresciuto nelle giovanili dell'Inter (insieme al fratello Ferruccio) dove ebbe a che fare con miti come Lorenzi e Meazza, dove poi fece tutta la carriera (418 partite di Serie A con 116 reti). É stato un giocatore simbolo della grande Inter di Helenio Herrera (quella che includeva Sarti, Burgnich, Facchetti, Picchi, Jair, Corso, Luis Suarez e tanti altri). Ha vinto quattro scudetti e due Coppe Campioni (segnando in entrambe le finali). Nella prima di queste, nel 1964, segnó due reti in finale contro il leggendario Real Madrid di Puskas e Di Stefano (in questi giorni girano bellissimi ricordi su quella partita). Altre due finali invece le ha perse (non male pensando che a quei tempi si andava in Coppa Campioni solo da vincitori del campionato).


L'Inter che festeggia dopo la prima Coppa Campioni

Anche con la Nazionale (esordisce segnando in amichevole contro il Brasile di Pelé, nel 1963), fu un giocatore importantissimo (70 presenze e 22 reti): vinse l'Europeo 1968 e arrivó alla finale Mondiale del 1970, quella dello Stadio Azteca contro il Brasile di Pelé, quella dopo la semifinale contro la Germania del 4-3, conosciuta come la partita del secolo. Giocó pure i Mondiali 1966 e 1974. In ovvia rivalitá con Gianni Rivera, capitano del Milan durante lo stesso periodo, dovette soffire questa rivalitá anche in nazionale, soprattutto nel 1970, con la famosissima staffetta che tante critiche portó a Valcareggi (solo Totti e Del Piero nel 2002, o Vialli e Schillaci sfiorarono una simile vicenda, che peró duró solo quella competizione). La mia impressione é che, a differenza di Riva per esempio, fu piú una bandiera per il club che per la maglia azzurra (Riva lo fu per entrambe forse).


Mazzola con Valcareggi e Rivera a Messico 1970

Io lo ricordo soprattutto perché é stato il giocatore simbolo dell'Inter tanto amata da mio padre (che pure aveva una predilezione per Facchetti). Il baffo di Mazzola era onnipresente a quei tempi, prima come giocatore, poi nelle pubblicitá, nei dibattiti televisivi e anche come dirigente. Abbiamo avuto tantissimi giocatori importanti in quegli anni peró mi sembra indubbio che Riva, Mazzola e Rivera furono i giganti principali di quegli anni, cosí come prima lo erano stati Piola, Meazza e Parola o dopo Baggio, Del Piero, Totti (lo só semplifico molto). Se ne va un grandissimo protagonista della storia dell'Inter (come lui forse solo Bergomi e Javier Zanetti e poi Lautaro Martinez?) e di tutto il calcio italiano. Aveva dato un'ultima bellissima intervista con la Gazzetta proprio recentemente.


In un derby, con Gianni Rivera

Era magro e scattante, una specie di falso nove. Se dovessi pensare ai giocatori piú conosciuti mi verrebbe in mente Thierry Henry (alcuni parlano di Ronaldo il fenomeno o Mbappé). Ovviamente io l'ho visto solo su partite registrate e, guardando i video, é difficile non pensare che il calcio moderno forse cominció solo negli anni 1970 (anche se é un criterio molto personale). Sicuramente la sua carriera molto lunga gli ha permesso di diventare una bandiera, come Rivera.  Tra le sue reti piú famose, anche una fatta dopo soli 13 secondi in un derby contro il Milan. Arrivó secondo al Pallone D'Oro nel 1971 (dietro a Cruyff, che con l'Ajax vinse la Coppa Campioni proprio contro l'Inter quell'anno) ed é l'unico italiano ad essere stato capocannoniere in un edizione di Coppa Campioni. Ultima partita fu una finale di Coppa Italia contro il Milan, nel 1977. In questi giorni vi sono stati ricordi molto belli e tante emozioni ai suo funerali milanesi.


Una foto con il mitico Peppino Meazza, il cui nome é stato dato allo Stadio San Siro


Una foto della Nazionale Campione d'Europa 1968



Una foto a colori della Grande Inter


Contro il Brasile, nella finale 1970


Una foto da bambino con papá Valentino


30 agosto 2026

30 Agosto 2026: 7 anni di Marazico

Iniziano a sbiadirsi alcune delle scritte...

Eccoci al settimo anniversario di Marazico.

Il 30 Agosto di un anno fa, parlavamo della prima Champions del PSG (secondo triplete per Luis Enrique, entrambe le volte in finale contro una squadra italiana) e di come fosse arrivata dopo gli addii di Neymar, Messi e Mbappé. Parlavamo della tristezza dell'Inter, arrivata in fondo a campionato e Champions (e con che partite contro Bayern e Barcelona!) senza vincere nulla, dell'ennesimo scudetto di Conte al primo tentativo (il secondo del Napoli dell'era De Laurentis), dell'ascesa di Lamine Yamal come nuovo candidato ad erede di Messi, della vittoria del Portogallo in Nations League e del Chelsea nella prima edizione del Mondiale per Club. Per non farci mancare nulla, abbiamo parlato anche dell'esonero di Spalletti dopo la pessima partenza nelle qualificazioni per i Mondiali. 

Facendo invece un riassunto sugli scorsi anni, il 30 Agosto di due anni fa, parlammo della quinta Champions di Ancelotti, del trionfo spagnolo agli Europei e della bellissima Europa League dell'Atalanta. Tre anni fa, parlai del triplete del City, dei Mondiali di Messi, e delle belle stagioni di Inter e Napoli, oltre che degli addii a Vialli e Pelé. Quattro anni fa parlai della decisione di accantonare l'idea di una pagina Facebook per promuovere il Blog (soprattutto per la questione dei diritti sulle foto) e poi parlammo dei maggiori eventi seguiti durante l'anno precedente: la non qualificazione della Nazionale ai Mondiali, lo scudetto del Milan ed i record di allenatore di Ancelotti. Cinque anni fa, ci soffermammo sulla bellissima vittoria dell'Italia agli Europei, sulla morte di Maradona, Paolo Rossi e Gerd Muller, sullo scandalo SuperLega e sul cambio di squadra di Ronaldo e Messi. Sei anni fa', cercai di chiarire l'intenzione di questo Blog come un diario personale e poi mi soffermai sulla strana stagione creata dal COVID, il triplete del Bayern e le crisi di Juventus e Barcelona.

La stagione 2025-26 é stata la prima in cui ho sperimentato una nuova formula, pubblicando dei post sui maggiori eventi del mese precedente a livello di campionati, coppe europee e nazionali e, a seconda del bisogno, di mercato o nazionale. Il risultato sono stati meno post (22 invece dei soliti 60 o 70), ma molto piú densi (anche perché quest'estate c'erano i Mondiali, che invece  ho seguito in modo dettagliato come nell'edizione precedente). Questi sono stati gli argomenti principali:

- Il mercato dominato dal Liverpool, che peró non ha poi rispettato le previsioni (tanto che Arne Slot é stato esonerato).

- La malinconica tendenza crescente della Serie A a portare campioni a fine carriera (come il campionato turco) e le mie previsioni azzeccate della scarsa utilitá (per quando sono campioni che rispetto tantissimo) di Modric e De Bruyne per Milan e Napoli.

- Le tensioni negli spogliatoi di Real e Chelsea che portarono all'uscita delle maggiori promesse della stagione come allenatori: Xabi Alonso e Maresca.

- La noiosa soliditá dell'Arsenal di Arteta ed il Pallone d'Oro a Dembelé (io gli avevo preferito Nuno Mendes).

- La triste parabola di Vinicius e del Real mentre il Barcelona di Yamal prende il volo.

- L'incredibile finale della Coppa d'Africa tra Marocco e Senegal.

- La sorpresa Bodo Glimt in Champions, il naufragio delle italiane ed il gesto deprecabile di Bastoni nella partita contro la Juve.

- La tristissima parentesi di Gattuso sulla panchina azzurra, dalla condanna ai play-off causa una fortissima Norvegia alla sorprendente sconfitta con la Bosnia nello spareggio, con tanto di dimissioni sue, di Buffon e di Gravina.

- L'uscita di Barcelona e Bayern (le squadre piú spettacolari della stagione) dalla Champions (il 5-4 tra PSG e Bayern resterá nella memoria).

- Le vittorie del PSG in Champions, di Aston Villa in Europa League e dell'Arsenal in Premier, a suggellare una stagione nel nome degli allenatori spagnoli. Ma anche l'ottima prima stagione di Chivu all'Inter con scudetto e Coppa Italia.

- Tanto Mondiale, con la fase a gruppi allargata a 64 squadre e la novitá dei sedicesimi, fino ad arrivare alla vittoria della Spagna del collettivo contro l'Argentina dell'immortale.

- E poi naturalmente, oltre ad un bilancio della stagione per club e del Mondiale, anche la classifica degli allenatori piú forti di sempre ed il mio personale pallone d'oro.

- Non potevano infine mancare dei post specifici sulla pagliacciata del nuovo allenatore della nazionale e un addio commosso al mio idolo Franco Baresi (vedo che sto perdendo colpi sui saluti ai grandi protagonisti del nostro calcio, percui ho deciso di creare una post aggiornabile su quelli che ci hanno lasciato, la pubblicheró a fine anno).

Ho sospeso per ora la pubblicazioni di episodi del progetto ANNO x ANNO (un progetto per la pensione?). Per gli interessati, vi sono anche dei bei progetti degli anni scorsi, come le partite piú iconiche del decennio 2010-2020 (tra poco tocca al nuovo decennio) ed il pantheon dei miei giocatori preferiti. 

La nuova stagione é iniziata da poco con la SuperCoppa Europea, mentre il mercato é ancora aperto e siamo in mezzo ai sorteggi per le Coppe. Poi ci sará la cerimonia del Pallone d'Oro e vedremo come andrá la nuova nazionale di Mancini. Sto pensando di continuare coni post mensili ma magari di tenerli piú succinti e concentrati sulle notizie piú importanti del mese invece di una panoramica, vedremo.

15 agosto 2026

FRANCO BARESI - il Capitano silenzioso

Ho scelto questa foto (snip Gazzetta), perché mostra il bel sorriso di Baresi, spesso ritratto come musone o taciturno. Era un vero condottiero. Ho anche pensato al fatto che tantissimi protagonisti dei Mondiali degli anni '70/'80 (e ora anche '90) stiano scomparendo negli ultimi anni: Pelé, Riva, Beckenbauer, Gerd Muller, Paolo Rossi, Maradona, Baresi, Vialli... (snip da gazzetta.it).

Il 31 luglio 2026 é morto Franco Baresi, uno dei miei eroi nel mondo  del calcio. Mi trovavo a Parma da mia mamma perché c'era da festeggiare il compleanno di mia sorella e la sera dopo, alla fiera di Fornovo, c'era il concerto di reunion dei Titty Twister il gruppo storico del Levo e del Pelo (per l'occasione ci sarebbero stati anche mia moglie ed i miei figli). Ho sentito un dolore acuto in quei giorni anche se si sapeva che Baresi era malato da tempo. Come per altri necrologi, metteró sotto un po' di foto e ricordi di questi ultimi giorni (cene sono tantissimi, alcuni li scelgo anche per le bellissime foto che hanno) e poi parleró di cosa ha rappresentato Franco Baresi per me.

- La prima pagina della Gazzetta del 1mo Agosto (fotografata al Bar Mauro di Collecchio).

- Una foto della Gazza da una delle bellissime sfide con il Napoli di Maradona di quegli anni.


- Una bella foto a scambiarsi i gagliardetti con Bergomi, storico capitano dell'Inter, in un derby a San Siro.



- La foto di Baresi con i compagni dopo la vittoria in Champions.


- Una bella foto con Maldini, altro grandissimo leader del Milan.


- La foto dopo il rigore sbagliato.



- La foto di Baresi che piange dopo la finale persa con il Brasile nel 1994.

- La maglia numero 6 di Baresi a quel Mondiale, esposta al Museo della Nazionale di Coverciano, che ho visitato nel 2023

- Il saluto del Milan.



- Il bellissimo ricordo di Maldini (anche perché si vede Baresi con la maglia sponsorizzata Cuore, una delle piú antiche).


- Il saluto di Zola.


- Il saluto di Ancelotti.


- Il saluto di Pietro Paolo Virdis.



- Il ricordo di Massaro.


- Il saluto di Gullit.


- Il ricordo di Cannavaro.



- La pagina comprata da Arrigo Sacchi sulla Gazzetta per ricordare Baresi.


Le foto sono prese dalla Gazzetta o da mie foto e post precedenti. Alcuni Links:

- il video di Maradona con la maglia di Baresi dopo una partita che lo omaggia

- l'omaggio nell'amichevole Milan-Inter giocata in Australia. Baresi ai 125 anni del Milan. La sua ultima intervista alla Gazzetta.

- le foto del funerale a Milano, con tanti ex-compagni venuti a salutarlo.

- Il ricordo di tanti compagni rossoneri: Albertini, Giovanni Galli, Dida, Seba Rossi, Bubu Evani, Sacchi, Savicevic, Rivera, Capello, Maldini

- Il ricordo della stampa estera e una lista di bellissime reazioni da tanti altri avversari o giocatori che hanno fatto un pezzo di strada con lui.

Come ho spiegato in altri post, sono diventato Milanista quasi da bastian contrario perché in casa mia erano tutti interisti. Il primo ricordo forte che ho da tifoso milanista é stata la retrocessione del Milan nella stagione 1981-82 (ultima giornata con vittoria inutile a cesena, seguita su 90mo minuto). Baresi all'epoca era giá una colonna portante della squadra (aveva vinto lo scudetto della stella quando c'era ancora Gianni Rivera, poi seguirá la prima retrocessione in B per lo scandalo scommesse che investí anche il Milan). Io peró ancora non lo avevo inquadrato bene all'epoca se non per il fatto che suo fratello Giuseppe giocava nell'Inter.

Ho iniziato a notarlo meglio al ritorno in A, ai tempi del Milan di Giuseppe Farina, quando Baresi era ormai il capitano. Io all'epoco tappezzavo la mia camera di poster di Mark Hateley, un amore intenso ma poco duraturo. Il Milan continuava  a fare fatica e ci vorrá l'arrivo di Berlusconi prima (fece in tempo a fare una stagione con Liedholm) e Sacchi poi (con vari importanti innesti di mercato) per svoltare le cose. Peró proprio quegli anni piú grami e faticosi (quelli delle difficoltá con il Waregem per capirci) mi fecero innamorare di Franco Baresi e della sua leadership silenziosa. Ha scritto una bellissima storia del calcio.

Sugli anni con Sacchi si é scritto tantissimo (io lo conoscevo bene perché ero spesso allo stadio a vedere il suo Parma, fa impressione pensare che Vincenzo Pincolini, preparatore atletico per Sacchi al Milan ed in nazionale, era stato il mio insegnante di ginnastica alle medie a Collecchio). Fu quel Milan a lanciare l'importanza delle notti di Champions a livello Europeo. Io normalmente guardavo le partite di coppa al bar da Franco Diemmi (da Milanista sfegatato avevo accesso privilegiato al tavolo della cucina dietro al bar, con Franco, Cervi e alle volte Corsi, un onore considerando la mia giovane etá). Oppure rimanevo a casa per il troppo nervosismo (dovevo mettere una gazzetta sotto i piedi tanto mi sudavano).

Ricordo di aver pensato che il Milan della stagione scudetto (a pensarci ora, che meraviglia gli scontri con il Napoli di Maradona) avesse espresso un picco di calcio piú bello di quello dell'anno successivo, con la prima Champions. Riguardo alla Champions, ricordo di aver pensato che l'andata della semifinale a Madrid (1-1) con il Milan in braghette nere, fosse stato ancor piú impressionante del 5-0 del ritorno a San Siro: le squadre italiane venivano da stagioni di sconfitte con il Real e di umiliazioni al Bernabeu; nessuno aveva messo il Real cosí in difficoltá a casa sua. 

La seconda Coppa Campioni, l'anno successivo, fu quasi vista come una formalitá (anche perché tutte le finali furono vinte da squadre italiane, potete anche capire con che autostima arrivammo ai Mondiali 1990). In realtá fu molto dura per il Milan che ormai sentiva l'usura del metodo Sacchi; quell'anno Baresi portó anche dei fiori all'Heysel per le vittime di Liverpool-Juve. Poi ci si scorda che all'epoca si andava in Champions solo con il primo posto in campionato, una bella differenza per chi fa i paragoni da fine anni '90 in poi. L'anno successivo ci fu la macchia della notte di Marsiglia (che costó un anno fuori dall'Europa per i rossoneri). Lí secondo me Baresi doveva alzare la voce.

Arrivó poi l'epoca Capello. Baresi, dopo aver re-inventato il ruolo di libero con Sacchi (soprattutto nella gestione del fuorigioco). Dovette re-inventarsi nel calcio piú tradizionale e cinico di Capello. Il Milan vinse 4 scudetti di fila, stabilí un record di 58 partite consecutive di campionato senza perdere e andó in finale di Champions tre volte consecutive, vincendo la famosa finale del 1994 contro il Barcelona di Cruyiff e Romario. All'epoca la Serie A era il centro del mondo del calcio e le squadre italiane arrivavano in finale in almeno una delle coppe (o piú di una) tutti gli anni. In tanti lo hanno paragonato a Beckenbauer.

Io peró stavo iniziando a seguire meno, un po' per motivi di altri interessi (l'universitá, la politica, la morosa,...), un po' perché non mi piaceva come Berlusconi comprasse tanti giocatori (un po' come il Real degli ultimi 15 anni), quasi piú per toglierli dal mercato (Berlusconi ha fatto un gran bene al calcio italiano ma é anche all'origine di tante storture del calcio contemporaneo) e presi ad avere piú simpatia per la Samp di Mancini o la Fiorentina di Batistuta (l'amore per il Parma c'era sempre e andavo molto allo stadio a vedere la squadra di Melli e Scala; anche loro peró inziarono a fare gli sbragoni con i soldi della Parmalat). 

In nazionale fu una storia strana. Bearzot lo convocó agli Europei 1980 e nel 1982 per i Mondiali, ma Franco non giocó mai e non credo andó mai nemmeno in panchina (in questi giorni si parla molto di lui come vincitore di quei mondiali ma non credo che lui si consideró mai trai i vincenti di quel trofeo. Nel 1984 saltammo gli Europei quindi niente (Baresi fu capitano della nazionale olimpica e litigó con Bearzot). Nel 1986, Bearzot gli preferí Tricella (campione d'Italia con il Verona di Bagnoli nel 1985) come secondo di Scirea e cercó di forzarlo a giocare a centrocampo (uno degli errori che rimprovero all'amato Vecio).

Nel 1988, il nuovo CT Azeglio Vicini portó molti dei suoi gioielli dell'Under 21 alla nazionale maggiore, con l'aggiunta di pochi vecchi (Baresi, Ancelotti, il capitano Altobelli e Beppe Bergomi). Da quel momento Baresi divenne titolare insostitutibile della difesa azzurra fino al 1994 (tranne un periodo  in cui consideró il ritiro nel 1992, forse per via di Sacchi?) e capitano dal 1991. Nel 1990 fece parte della spedizione dei Mondiali casalinghi (ancora con la maglia nr. 2, all'epoca si andava in ordine alfabetico, non c'erano ancora i nomi sulle maglie) con quella che secondo me rimane la nazionale piú forte di sempre (almeno come collettivo) ed il mio piú grande dispiacere a livello di calcio. 

La mancata qualificazione per gli Europei 1992 precipitó l'arrivo di Sacchi sulla panchina azzurra che ovviamente fece molto affidamento sui giocatori del Milan e del Parma. Ai Mondiali 1994, per capitan Baresi fu fatta un'eccezione e poté indossare la maglia numero 6 (ho messo una foto dalla mia visita al Museo di Coverciano). Fu il suo canto del cigno, con l'incredibile recupero dopo la lesione al menisco e la finale omerica contro Romario ed il Brasile. Le sue lacrime alla fine della partita sono un ricordo piú forte per me rispetto al rigore mancato di Baggio. Si ritiró dalla nazionale qualche mese dopo e dal calcio nel 1997 (ormai faceva fatica perché la sua difesa contava tantissimo su una capacitá di scatto rapidissima per recuperare l'attaccante e contrastarlo in tackle). 

Sono molto contento di aver preparato un mio pantheon dei miei giocatori preferiti giá anni fa cosí che i miei commenti su Baresi fossero registrati giá all'epoca (a differenza di tanti che si esprimono ora nell'emozione del lutto). Amavo soprattutto il suo scatto in conduzione con il pallone a testa alta a tagliare il centrocampo avversario (e naturalmente la maglia fuori dai pantaloncini). Incredibile pensare che abbia giocato con Rivera, ma poi anche con Paolo Rossi e Baggio, palloni d'oro italiani prima di Cannavaro (io a Baresi gliene ho dati due nella mia personale classifica). Al suo ritiro, il Milan ha ritirato il suo numero. 

11 giugno 2026

MONDIALI 2026 - l'edizione delle icone

Girano un sacco di pubblicitá stupende sui Mondiali. Questa é quella di una birra brasiliana. L'ho messo in copertina perché, seppure tutti si interrogano se Yamal o Olisé si prenderanno i posti di Cristiano Ronaldo e Messi come stelle del calcio mondiale, la grande novitá di questa edizione é la fede incredibile che il Brasile ha messo nelle azioni di Carletto Ancelotti, neanche fosse uno sciamano. Sicuramente avrá tutti gli occhi puntati addosso, é la mossa piú eccitante e pericolosa della sua carriera (snip da facebook.com)

Mentre stiamo archiviando la seconda Champions consecutiva del PSG (terza di Luis Enrique, come Guardiola, Zidane e Paisley, piú di Mourinho, Ferguson, Del Bosque o Sacchi), l'Arsenal in cima alla Premier dopo 20 anni, l'addio di Guardiola, il Bayern dei record, lo sfracelo del Real, la soliditá dell'Inter, la sorpresa Como e le delusioni Juve e Milan, si ripresenta l'appuntamento piú bello per ogni appassionato di calcio, trenta e piú giorni di emozioni intense, la competizione sportiva piú seguita al mondo e che aspettiamo per 4 anni: i Mondiali. Purtroppo anche questa volta non ci sará l'Italia (due vittorie per 1-0 nelle amichevoli con Lussemburgo e Grecia, reti di Pio Esposito) e ormai il rischio é quello di abituarsi. In un certo senso é quasi peggio del 2022, perché allora venivamo da Euro 2021...

Questa é la seconda edizione che seguo dopo Qatar 2022. Quella era stata la prima edizione invernale di sempre (stra-interessante). Questa si giocherá in tre paesi diversi: USA, Canada e Mexico. Purtroppo, come giá successe nel 1994 (a nostro svantaggio) o nel 2014 in Brasile, penso che il clima potrá creare squilibri enormi tra le squadre. Per noi spettatori, la differenza oraria, renderá difficile seguire molte delle partite (mi fa effetto che, a Messico 1986, uno dei Mondiali piú iconici di sempre, mio padre aveva solo 42 anni, mi ricordo le nottate con lui ed i miei fratelli ha vedere le partite con lui mangiando il gelato).

Ripeto qui qualche frase di 4 anni fa' che ritengo ancora valida: I Mondiali sono un momento marcante per ogni amante del calcio. Possono segnare la storia del paese, come quelli del 1982 per l'Italia, o inserire per sempre un giocatore nella memoria collettiva: come Gerd Muller (1974), Paolo Rossi (1982) o, ancora di piú, Diego Armando Maradona (1986) o Messi (2022). I Mondiali poi hanno consacrato giocatori meno conosciuto come Roger Milla (1990) o Jorge Hagi (1994). In tanti tifosi azzurri ci ricordiamo delle gesta di Bruno Conti nel 1982, di Roberto Baggio nel 1990, di Franco Baresi nel 1994 o Zidane, Gianluigi Buffon ed Andrea Pirlo nel 2006. Per stare a tempi piú recenti, alcune partite dei mondiali sono entrate nella storia dell'ultimo decennio, come la vittoria della Germania sul Brasile per 7 a 1 nel 2014 o la sfida Argentina-Olanda del 2022. Abbiamo rimarcato la bontá degli allenatori anche in base alle loro prestazioni guidando nazionali al Mondiale.

Qui peró devo anche ricordare quanto mi ero sbagliato nelle mie previsioni di quattro anni fa': avevo parlato della fine dell'era CR7 e Messi, ed in un certo senso é vero perché da anni si trovano i esilio dorato in Arabia Saudita o a Miami, non certo nel fulcro centrale del calcio (anche se Messi ha rivinto una Copa America con l'Argentina e Cristiano Ronaldo una Nations League con il Portogallo, entrambi da meno protagonisti peró). Peró all'epoca non avrei mai pensato che li avremmo ritrovati in questa edizione (soprattutto CR7 a 41 anni, anche se Messi sembrava quello meno interessato a proseguire), cosí come non avrei immaginato ci fossero ancora campioni come Modric, Neymar, De Bruyne, James Rodriguez, Harry Kane o Granit Xhaka.


Giusto per far capire quanto ero convinto. Anche se, in un certo senso la loro era é finita davvero allora e gli é rimasta l'appendice delle nazionali. Peró per uno come me che considera il calcio delle nazionali quello piú appasionante in assoluto (il calcio dei club é intrattenimento, le nazionali sono passione)...

A questo punto direi che il dibattito tra loro due si é spento da un pezzo. La mia tesi di 4 anni fa (che con la vittoria al Mondiale Messi fosse diventato il piú vincente della storia ed avesse stravinto la dualitá con CR7 giocandosi il titolo di + forte di sempre con Pelé e Maradona) é abbastanza accettata anche se occorre dire che Cristiano ha conservato con buon margine il record di goal (e presenze) in nazionale, oltre che in Champions. Entrambi stabiliranno un nuovo record assoluto di edizioni dei Mondiali giocate (6, peccato che nel 2018 ci sarebbe potuto arrivare Buffon) Messi ovviamente cercherá di ritoccare alcuni record giá stabiliti nel 2022: numero di partite in una fase finale e minuti giocati, oltre ovviamente a cercare di superare i 16 goal di Klose (li se la gioca anche con Mbappé).

Come sempre quando non c'e' l'Italia, tiferó con grande cuore il Portogallo. Oltre a vari italiani secondo me molto forti (Donnarumma, Barella, Tonali, Calafiori, ...), vorrei qui nominare vari assenti illustri a questo mondiale, o perché non qualificati, non convocati o infortunati (in neretto quelli che potrebbero non esserci al prossimo, anche da qualificati): Lewandowski, Zielinksi, Hojlund, Osimhen, Lookman, Kvaratskhelia, Mbeumo, Anguissa, Vlahovic, Szoboslzai, Kerkez, Alexis Sanchez, Sesko, Oblak, Aubameyang, Cole Palmer, Mastantuono, Foden, Joao Pedro, Benzema, Huijsen, Camavinga, Baumgartner, Xavi Simons, Militao, Antony Rodrygo (piú altri che menzioniamo sotto), Gnabry, Ekitié, Fermin Lopez, Minamino, De Ligt, Kudus. 

Questo peró sará secondo me il Mondiale di altre stelle di questi ultimi anni. Penso a Haaland, Yamal, Olisé, Vinicius, Doué, oltre al solito Mbappé. Vedremo chi di loro si confermerá e che novitá ci sorprenderanno. Provo ora a fare una piccola analisi delle squadre presenti al Mondiale (come sempre dipenderá molto dallo stato di forma ed infortuni in cui le squadre ci arrivano ed in una competizione cosí possono esserci molte soprese). Bisognerá anche vedere se l'aumento di squadre (48, un quarto delle nazionali disponibili?) diluirá la qualitá delle partite o le renderá meno interessanti. Per questo Mondiale tra l'altro, oltre alla solita sfida per lo spot piú bello tra Nike e Adidas, abbiamo visto spot molto divertenti anche per le convocazioni o la squadra.

Favorite: Argentina, Francia, Spagna

Sarei molto sorpreso se almeno una di queste tre non arrivasse in finale. 

L'Argentina é qui per motivi ovvi. Campione del Mondo (e d'America) in carica (oltre a prima nel girone di qualificazione), schiera il giocatore piú vincente della storia, gran parte dei pretoriani delle imprese degli ultimi anni (salvo Di Maria che si é ritirato) oltre a qualche novitá come Nico Paz, Almada e Simeone. Secondo me la grossa incognita non é tanto la forma di Messi (l'ultima Copa America l'hanno vinta praticamente senza di lui), ma quella dei vari De Paul, Paredes, Otamendi, Romero (ho meno dubbi su Mac Allister e Fernandez per motivi di etá). Vedremo se Scaloni ha avuto ragione anche stavolta ho fará l'errore di Mancini con gli azzurri di Euro2021 (o Deschamps con alcuni dei suoi nazionali) dopo il 2018.

La Francia, anche stavolta, rimane il serbatoio di talento piú impressionante di tutti. Ha detto addio a Lloris, Griezmann e Giroud, peró nel frattempo sono fioriti Olisé, Cherki, Koné, Doué... Insomma, come sempre per Deschamps (in uscita per Zidane, vedremo se Zizou riuscirá a portare la squadra a due finali Mondiali di fila, una persa solo ai rigori, oltre ad una finale Europei), il problema principale sará tenere tutte le sue stelle contente, soprattutto in attacco, dove c'é un'abbondanza incredibile. Io ho qualche dubbio sulla difesa (nonostante i nomi importanti), vi sono alcuni giocatori usurati (a partire da Maignan). Faccio il tifo per Thuram che mi sta simpaticissimo.

La Spagna é da anni la squadra piú organizzata di tutte come gioco, quella piú vicino ad un Club.  Ha vinto gli ultimi Europei con larghissimo merito, facendo sbocciare Lamine Yamal, Merino e Nico Williams ma anche valorizzando giocatori come Fabian Ruiz, Cuccurella, Olmo, Oyarzabal (oltre ovviamente alle grandi prestazioni di Rodri). Questo giro mancano senatori come Carvajal o Morata, peró giocatori come Pedri, Zubimendi o David Raya (io lo vedo meglio come portiere titolare) hanno ormai esperienza a livelli altissimi. Hanno perso Firmin Lopez per un infortunio e ci sono dubbi sulle condizioni di Lamine Yamal. Penso che il loro percorso potrá essere interrotto solo da piccoli dettagli (come i rigori del 2018 o del 2022).

Seconda Fascia: Brasile, Germania, Inghilterra, Portogallo

Il Brasile non vince da cosí tanto tempo che é difficile metterlo tra le favorite, anche se ci scordiamo che nel 2022, uscí immeritatamente ai quarti ed era la squadra piú forte del torneo fino a quel punto. Io ovviamente li appoggio per via di Ancelotti (diventerebbe irraggiungibile come allenatore). Ho peró qualche dubbio sulle alternative in difesa (soprattutto in caso di infortunio). Poi non ho capito la mancata convocazione di Joao Pedro (posso solo pensare a questioni di spogliatoio), un centravanti che il Brasile cercava da tantissimo tempo (soprattutto penando che sono rimasti a casa anche Richarlison e Gabriel Jesus... io avrei lasciato a casa Martinelli piuttosto, hai giá un sacco di gente sulla fascia sinistra). Insomma é veramente un'incognita e per questo non é in prima fascia.

La Germania normalmente sta in tutte le prime fasce, ma anche loro negli ultimi anni ci hanno abituato a grossi alti e bassi. Nel 2022 uscirono molto male ai Mondiali, mentre nel 2024 furono eliminati (secondo me immeritatamente) dalla Spagna nella partita piú bella del torneo, vera finale anticipata. Manuel Neuer é riuscito a sopravvivere a Ted Stengen ed é tornato titolare. Vi sono altri giocatori esperti come Kimmich, Rudiger, Goretzka o Havertz insieme a talenti come Wirtz o Musiala e nuove stelle come Undav, Karl e Woltemade (non esplosivo come mi sarei aspettato quest'anno peró). Io peró non sono convintissimo dall'assortimento di giocatori, penso molto dipenderá da come ci arriveranno sul piano atletico.

L'Inghilterra é stabilmente ai piani alti da anni: semifinali 2018 e quarti 2022, con due finali agli Europei. La novitá é Tuchel in panchina (cercherá di riuscire dove Eriksson o Capello fallirono). La squadra ha un potenziale enorme e sembra ben fornita in tutti i reparti (meno garanzie forse in difesa ed in porta) con giocatori di grande esperienza. Scomparso Grealish, mi ha lasciato molti dubbi la non convocazione di Foden e, soprattutto Cole Palmer, che per me in nazionale é una sentenza, peró é anche vero che vi erano tantissime alternative. Secondo me il fatto che vi sono cosí poche attese potrebbe aiutarli, loro soffrono di piú le pressioni.

Il Portogallo é la mia squadra del cuore dopo l'Italia. Li metto in seconda fascia anche per motivi di scaramanzia. La squadra di Roberto Martinez é, se possibile, ancora piú forte di quella del 2024 o del 2022. Abbiamo Vitinha, Joao Neves e Nuno Mendes nel pieno della maturazione, cosí come Bruno Fernandes in formissima (ha perso peró la soliditá di Pepe in difesa). Conceicao, Trincao o Pedro Neto potrebbero essere tra le sorprese del Mondiale, metre nutro dubbi piú forti per Joao Felix, Leao (si é fatto buttare fuori in amichevole) o Cancelo. Purtroppo, il grande problema é quello di cui parlavamo due anni fa: non aver fatto i conti con CR7. Cristiano Ronaldo ovviamente vorrá giocare sempre per coltivare i suoi record individuali e questo potrebbe oscurare il talento dei compagni, come giá visto in passato. Spero di sbagliarmi!

Outsiders: Belgio, Croazia, Marocco, Olanda

Faccio qualche considerazione sparsa: Belgio e Croazia rimangono squadre fortissime e molto costanti ai Mondiali delle ultime edizioni anche se mi sembrano ancora in transizione tra vecchie e nuove generazioni (vi sono giá nomi fortissimi). Il Marocco é qui d'obbligo dopo una storica semifinale Mondiale ed una Coppa d'Africa persa in modo rocambolesco (non ci sará Ziyech ma c'é Brahim Diaz che vorra sicuramente riscattarsi), anche se il suo allenatore si é dimesso tre mesi fa. L'Olanda ha fatto bene sia nel 2022 che nel 2024 (paradossalmente fa meglio quando é poco considerata). Ha un Malen in grandissima forma.

Sorprese: Turchia, Norvegia, Colombia,

In realtá le possibile sorprese sono tantissime (Svizzera e Austria lo furono all'ultimo Europeo, Marocco, Senegal e Giappone lo furono agli ultimi Mondiali). Potremmo stare a parlare di Ghana, Costa D'Avorio, o una dei padroni di casa (e non abbiamo parlato di Scozia, Uruguay, Svezia... insomma possibilitá infinite). Ho messo Turchia, Norvegia e Colombia per come sono andate nei gironi di qualificazione e per la classe di giocatori come Odegaard, Luis Diaz o Arda Guler. Io ovviamente tifo i turchi per via di Montella, oltre a tifare contro Svizzera e Svezia (e ora Norvegia, ma con meno accanimento) per ovvi motivi.

Gruppo piú interessante: Direi quello di Brasile, Marocco e Scozia, c'é molta diversitá. Altri interessanti e con possibili trappole sono quelli di Francia, Senegal, Norvegia e di Olanda, Svezia, Giappone.

Giocatori da tenere d'occhio (oltre alle scelte piú ovvie o giá menzionate): Sono molto curioso di vedere se Endrick troverá spazio, sembra molto in forma. Poi starei attento a Conceicao che con la nazionale si esalta. Vediamo se Isak si rilancia dopo la brutta stagione al Liverpool o se Alphonso Davies si carica il Canada sulle spalle. Si parla molto di Diomande della Costa d'Avorio, confesso che lo conosco poco.

Basta cosí, ora si parte!



27 agosto 2025

ANNO x ANNO: Mondiali 1990

 

La formazione azzurra che debuttó ai Mondiali contro l'Austria. Carnevale uscí quasi subito per Schillaci, poi anche Vialli per Baggio (con le saghe giornalistiche sull'infortunio del doriano). Troppa pressione sugli azzurri? 

Questo é un progetto speciale, si chiama ANNO x ANNO. Per l'introduzione ed i link alle puntate precedenti, cliccate qui.

I Mondiali 1990 furono forse quelli che seguí piú intensamente in tutta la mia vita. Era l'estate delle Notti Magiche, io stavo preparando la maturitá e presto sarei partito per un lungo viaggio in Interrail prima di cambiare vita andando all'Universitá. Fu un grande dispiacere in un'estate bellissima. L'Italia era la squadra piú forte e completa secondo me. Avrebbe meritato di vincere ed infatti, uscí in semifinale senza aver mai perso una partita e avendo subito un solo goal (non conto la finalina con l'Inghilterra, dovrebbero abolirle quelle partite). Fu forse la squadra azzurra piú forte che io ho mai visto (sulla carta quella del 2002 lo era ancora di piú ma credo fosse piú divisa e male allenata, ne parleremo). Dovendo scegliere un dispiacere ricevuto dalla maglia azzurra credo che questo sia il piú alto (piú ancora che il Mondiale 1994, dove avemmo molta fortuna), davanti all'Europeo 2000 e alla mancata qualificazione del 2022. Ora peró andiamo con ordine, tanto si sa giá come andó a finire.

L'avvicinamento dell'Italia ai mondiali 

La nazionale di Vicini non dovette affrontare un percorso di qualificazione ai mondiali, in quanto paese ospitante (cosí come l'Argentina come campione in carica). Dopo il bel calcio mostrato agli Europei 1988, Vicini cercó di usare le amichevoli (vedere italia1910.com per tabellini e highlights) disputate tra Ottobre 1988 e Marzo 1990 per sperimentare vari giocatori ed alternative. Nella stagione 1988-89, ad esempio, l'Italia giocó in amichevole contro  Norvegia, Olanda (vittoria con rete di Vialli sui Campioni d'Europa, esordio di Roberto Baggio in nazionale), Scozia, Danimarca, Austria, Romania (unica sconfitta), Uruguay (pareggio con rete di Baggio) e Ungheria. In quella stagione, oltre ai giocatori giá provati nel biennio precedente, Vicini sperimentó Berti, Baggio, Marocchi, Crippa, Borgonovo, Carnevale.

Nella stagione 1989-90, l'Italia giocó in amichevole con Bulgaria, Brasile (sconfitta), Algeria (ultima vittoria poi tutti 0-0), Inghilterra, Argentina, Olanda e Svizzera (ultima amichevole, a Marzo 1990). L'ossatura della formazione rimase piú o meno la stessa degli Europei anche se si videro piú partecipazioni di De Agostini Carnevale e Baggio. Vialli e Giannini giocarono quasi sempre, mentre Mancini era spesso in panchina. Gli unici esperimenti furono quelli di Vierchowod (per Ferri) e Schillaci (per Vialli o Carnevale). Bisogna ammettere che, mentre per Bearzot nel periodo 1984-86 gli stimoli dalle squadre di club erano stati abbastanza miseri, per Vicini fu il contrario: nel biennio 1988-90, si poteva vedere il Milan di Sacchi a dominare in Europa, l'Inter di Trapattoni a vincere uno scudetto a suon di record, il Napoli a vincere scudetto e Coppa UEFA nello stesso anno, la Juve di Zoff ha vincere Coppa Italia e Coppa UEFA, la Sampdoria in due finali di Coppa delle Coppe consecutive, la Fiorentina a mettere in mostra la coppia Baggio-Borgonovo.

Mi servo della pagina FB "Alto Calcio Anni '80-'90" per mettere una foto del debutto di Roberto Baggio con la Nazionale A, il 16 Novembre 1988 nella vittoriosa amichevole contro i Campioni d'Europa dell'Olanda.

Le altre squadre qualificate

Il Mondiale di Italia 1990 si svolsero dal 8 Giugno al 8 Luglio in dodici stadi differenti, tra cui San Siro per il gioco di apertura e l'Olimpico di Roma per la finale. L'organizzazione dei Mondiali fu assegnata all'Italia nel 1984 e la sfida principale fu l'ammodernamento di stadi considerati obsoleti. La formula del torneo rimase la stessa di Messico 1986.  Le qualificazioni ai Mondiali 1990 videro la partecipazione di 116 squadre per 24 posti disponibili (due dei quali erano peró giá presi da Italia e Argentina). 10 posti erano stati presi dall'Argentina di Diego Armando Maradona, dal Brasile di Antonio Careca, dalla Colombia di Carlos Valderrama, dall'Uruguay di Enzo Francescoli, dal Camerun di Roger Milla oltre che da Costarica,  Egitto, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti (non sono riuscito a riconoscere giocatori sufficientemente conosciuti in queste squadre). Il Messico era stato squalificato dal Mondiale 1990, mentre Cile fu squalificato dai Mondiali 1990 e 1994 perché il suo portiere finse di essere colpito da un petardo durante una partita di qualificazione contro il Brasile (il portire fu poi squalificato a vita).

L'Europa aveva il contingente piú alto con i rimanenti 14 partecipanti. Oltre all'Italia, si qualificarono: l'Austria di Toni Polster, la Cecoslovacchia di Toni Skuhravi, la Romania di Gheorge Hagi, l'Unione Sovietica di Oleg Protassov, la Scozia di Gary McAllister, la Svezia di Glenn Stromberg, la Germania di Lothar Matthaus, la Jugoslavia di Dragan Stojkovic, il Belgio di Enzo Scifo, la Spagna di Emilio Butragueno, l'Inghilterra di Gary Lineker, l'Irlanda di John Aldridge e l'Olanda di Marco Van Basten. La principale assente tra le squadre europee, come agli Europei 1988, era la Francia, allenata da Michel Platini. Altre assenti di rilievo furono la Danimarca, il Portogallo e la Bulgaria. Il pallone ufficiale era sempre Adidas, chiamato "Etrusco unico".  



Ovviamente, i Campioni del Mondo dell'Argentina e quelli d'Europa dell'Olanda erano tra i favoriti, insieme ai soliti Germania e Brasile. L'Italia peró non poteva nascondersi: le sue squadre di Club avevano vinto 5 delle 6 Coppe Europee negli ultimi due anni. Gli azzurri giocavano in casa ed avevano una delle generazioni di calciatori piú forti della sua storia. Le teste di serie ai sorteggi per la creazione dei sei gironi erano Italia, Argentina, Brasile, Germania, Belgio e Inghilterra.

I convocati dell'Italia

Alla fine Vicini scelse la linea della continuitá, continuando a convocare i giocatori che avevano giocato negli ultimi 4 anni. Rispetto alle convocazioni per gli Europei 1988, gli unici cambi erano quelli di Pietro Vierchowod per Roberto Cravero, Nicola Berti per Luca Fusi, Giancarlo Marocchi per Francesco Romano, Andrea Carnevale per Alessandro Altobelli, Roberto Baggio per Ruggiero Rizzitelli, Aldo Serena (un attaccante) al posto di Giovanni Francini (un difensore) e due convocati in piú: il terzo portiere Luca Pagliuca e l'attaccante Totó Schillaci, che si era in messo in luce con la Juve di Zoff in quella stagione insieme a Pierluigi Casiraghi. Rimase a casa Stefano Borgonovo, che comunque aveva giocato poco anche nel Milan quell'anno. Io personalmente vedevo meglio Tassotti rispetto a Bergomi e Vierchowod rispetto a Ferri (giá agli Europei) e vedevo Pagliuca e Tacconi piú in forma di Zenga.


L'andamento dei vari gruppi

L'Italia era nel Gruppo A insieme a Austria, Cecoslovacchia e Stati Uniti. Gli azzurri debuttarono in un Olimpico gremito contro l'Austria con questa formazione: Zenga; Bergomi, Ferri, Baresi, Maldini; Donadoni, Ancelotti, Giannini, De Napoli; Vialli e Carnevale (praticamente la stessa degli Europei con Carnevale al posto di Mancini). Bergomi era ancora il capitano. Fu una partita difficile con l'Italia che faceva fatica a bucare la difesa avversaria. Nel primo tempo, Carnevale non concluse a rete una bella combinazione con Vialli e mancarono occasioni anche Giannini e Vialli. Nel secondo tempo entrarono De Agostini per Ancelotti e Schillaci per Carnevale. Proprio Schillaci inizió il suo incredibile mondiale insaccando un bel cross di Vialli. Finí 1 a 0 per l'Italia. Nell'altra partita, la Cecoslovacchia battté nettamente gli USA per 5 a 1 con doppietta di Schuravy.

Nella seconda partita nel girone, gli azzurri affrontarono all'Olimpico gli Stati Uniti. Vicini avea inserito Berti al posto di Ancelotti. L'Italia passó in vantaggio rapidamente con un gran goal di Giannini su velo di Vialli, che poi sbaglió anche un rigore. Nel secondo tempo, Zenga fece un miracolo su una punizione avversaria e Schillaci, ancora subentrato a Carnevale (che mandó a quel paese Vicini e non giocherá piú), andó vicino al goal di testa, ma finí 1 a 0. Nell'altra partita, la Cecoslovacchia batté anche l'Austria per 1 a 0, percui ora la partita Italia-Cecoslovacchia era essenziale per decidere il primo posto nel girone visto che erano entrambe giá qualificate.

La panchina azzurra contro la Cecoslovacchia, segni di attrito?

Vicini approfittó della partita per provare da titolare (a furor di popolo) la coppia Schillaci-Baggio (giá prevista per la Juve dell'anno seguente, dato il tumultuoso passaggio di Baggio alla Juve prima dei Mondiali). Non ne rimase deluso: l'Italia creó tantissime occasioni e vinse 2 a 0 con le loro reti. Quella di Baggio (autore di una prova stupenda) rimase una delle piú belle che ha marcato in nazionale e una delle piú belle del mondiale. Ora Vicini si trovava con un grossissimo dilemma perché, arrivato al Mondiale con la previsione di basarsi su Vialli e Carnevale, si trovó Baggio e Schillaci in forma smagliante. Vittoria inutile invece per l'Austria contro gli Stati Uniti per 2 a 1.

Questa fu la partita che mise Roberto Baggio sulla vetrina mondiale. Fece una prestazione maestosa. Peró non si puó scordare che anche Giannini e Donadoni stavano facendo molto bene, per non parlare della difesa, con Baresi e Maldini in grande forma.

In realtá il Mondiale si aprí con il Gruppo B (Argentina, Romania, Camerun, Unione Sovietica), perché, come da tradizione, era la squadra campione in carica a debuttare dopo la cerimonia di apertura. L'Argentina giocó a San Siro contro il Camerun in un caldo pomeriggio di giugno e probabilmente pensava di cavarsela facilmente, potendo schierare giocatori come Pumpido, Ruggeri, Sensini, Batista, Burruchaga, Balbo e, dalla panchina, Caniggia, oltre ovviamente al pibe de oro Maradona. Invece fu il Camerun, con una stupenda tenuta e due cartellini rossi, ad imporsi per 1 a 0 con Oman Biyick, che andó a prendere in cielo un pallone altissimo, aiutato da una gatta di Pumpido (vi ricorda il Mondiale 2022?). Nella partita successiva contro l'Unione Sovietica (che aveva perso la prima partita per 2 a 0 con la Romania), l'Argentina doveva assolutamente vincere, e lo fece per 2 a 0, mentre il Camerun faceva il miracolo e batteva 2 a 1 la Romania con doppietta di Roger Milla (che inizió cosí il suo mitologico mondiale). Nell'ultima partita del girone, l'Argentina riuscí solo a pareggiare 1 a 1 con la Romania e passó solo come miglior terza, mentre il Cameroon crollava per 4 a 0 contro l'Unione Sovietica.

Nel Gruppo C (Brasile, Costa Rica, Scozia, Svezia), la grande sorpresa fu la qualificazione della Costarica, unita agli 0 punti della Svezia. Il Brasile era in una fase di transizione e schierava giocatori come Taffarel, Mozer, Dunga, Almeao, Valdo, Branco, Muller e Careca, mentre Romario e Bebeto (i futuri goleador di USA 1994), sedevano in panchina. Careca si fece subito vedere con una doppietta nel 2 a 1 contro la Svezia (tra gli svedesi segnó Tomas Brolin, futuro attaccante del mio Parma). Il Costarica batté per 1 a 0 la Scozia, ma poi perdette nella seconda partita per 1 a 0 contro il Brasile (rete di Muller). La Scozia si rifece battendo per 2 a 1 la Svezia (rete di Stromberg per gli svedesi), ma poi perse ancora 1 a 0, stavolta con il Brasile (ancora Muller a segno), nella terza partita, mentre il Costarica andó a battere anche la Svezia e conquistó il secondo posto nel girone.

Il Gruppo D (Germania, Jugoslavia, Colombia, Emirati Arabi Uniti) vedeva i tedeschi come favoriti e Colombia e Yugoslavia a disputarsi l'altro posto utile. La Germania aveva una squadra molto concreta e atletica, potendo contare su Illgner, Autenthaler, Berthold, Retuer, Hassler, Matthaus, Brehme, Voller e Klinsman (con Riedle, Moeller e Littbarski in panchina). I tdeschi partirono subito forte battendo la Jugoslavia (una squadra molto dotata con Stojkovic, Katanec, Savicevic, Vujovic, Pancev e Prosinecky a disposizione) per 4 a 1, mentre la Colombia del famoso portiere René Higuita batteva gli Emirati per 2 a 0. La Jugoslavia si riprese nella seconda partita battendo la Colombia per 1 a 0, mentre la Germania dilagava per 5 a 1 con gli Emirati (ancora a segno Klinsmann e Matthaus piú doppietta di Voeller). Anche la Jugoslavia strapazzó gli Emirati (4 a 1 con doppietta di Pancev) e finí seconda dietro i tedeschi, mentre la Colombia prese il terzo posto utile pareggiando 1 a 1 con la Germania.

Il Gruppo E (Spagna, Corea del Sud, Belgio, Uruguay) era forse il piú equilibrato. Il Belgio aveva giocatori come Preud'homme e Scifo ma era una squadra in declino. La Spagna invece poteva ancora contare su campioni del Real come Butragueno, Michel e Sanchis e l'Uruguay, detentore dell'ultima edizione della Copa America, era una squadra che poteva contare sul talento di Ruben Paz, Enzo Francescoli e Ruben Sosa, oltre che sulle reti di Carlos Aguilera e la grinta di José Perdomo. Nella prima partita il Belgio regoló per 2 a 0 la Corea (che era lontana dalla squadra di oggi), mentre Uruguay e Spagna si fermarono sullo 0 a 0. Nella seconda partita, il Belgio sorprese tutti battendo l'Uruguay per 3 a 1, mentre la Spagna batté 3 a 1 la Corea con tripletta di Michel. Nell'ultima partita, la Spagna si prese il primato del girone battendo il Belgio per 2 a 1, mentre l Uruguay batté la Corea con una rete a tempo scaduto di Daniel Fonseca e agguantó il terzo posto utile.

Nel Gruppo F (Inghilterra, Olanda, Egitto, Irlanda), l'Inghilterra (che aveva aggiunto a Lineker e Bryan Robson anche Chris Waddle, Paul Gascoigne e, inizialmete in panchina, David Platt), si ritrovó subito di fronte l'Irlanda, sua bestia nera agli Europei. Fini 1 a 1 (rete di Lineker per gli inglesi, ovviamente sentiva l'odore dei Mondiali), mentre i Campioni d'Europa dell'Olanda, ora allenati da Leo Beenhakker, non riuscirono ad andare oltre il pareggio con l'Egitto. Nella seconda giornata, gli olandesi colsero uno scialbo 0 a 0 contro l'Inghilterra (sembrava proprio che Gullit, Van Basten e Rijkaard avessero dato giá tutto con il Milan), in una partita che rimase nella memoria per gli incidenti tra i tifosi, mentre l'Egitto costringeva al pareggio anche l'Irlanda. Nell'ultima partita, l'Inghilterra si prendeva il primo posto battendo di misura l'Egitto, mentre l'Olanda coglieva il suo terzo pareggio, stavolta con l'Irlanda e passava solo come miglior terza.

Questa formula é quella che poi sará usata per la versione allargata degli Europei. A me non piace perché praticamente passano quattro terze squadre su sei e questo toglie molto pathos alle partite dei gruppi. 

Passiamo agli Ottavi di Finale e partiamo dall'Italia ovviamente. Gli azzurri capitarono contro l'Uruguay, arrivato terzo nel Girone E. Vicini rimise Schillaci e Baggio in campo titolari ed i due crearono subito varie occasioni (venne annullato un goal su punizione per un dubbio fuorigioco). Gli azzurri dominavano ma non riuscirono a sbloccare il risultato fino al 65mo (nel frattempo era entrato anche Serena per Berti) con un bellissimo tiro di Schillaci. Nel finale raddoppió Serena mettendo al sicuro il passaggio del turno.



Totó Schillaci sta per scoccare il goal del meritatissimo vantaggio azzurro. É stata una meteora, ma per quel mese ad Italia '90 sembrava proprio che stesse replicando la gloria di Paolo Rossi del Mundial 1982. Fu capocannoniere con 5 reti e arrivó secondo al Pallone D'Oro dietro Lothar Matthaus (un'esagerazione secondo me). Lo amavamo tutti.

Facciamo ora un riassunto delle altre partite. Il Camerun continuó a stupire battendo la Colombia per 2 a 1 ai supplementari (un'altra doppietta per Roger Milla, che approfittó anche di un erroraccio di Higuita). La Cecoslovacchia fu fortunata e capitó con il Costarica che riuscí a batter per 4 a 1 con una trippletta di Thomas Skuhravi, che ovviamente diventó poi un oggetto di desiderio del mercato durante quell'estate. L'Irlanda invece riuscí a raggiungere una storica qualificazione ai quarti dopo aver eliminato la Romania di Hagi ai rigori, al termine di una partita senza reti. La Spagna invece fu eliminata dalla Jugoslavia, che guadagnó i quarti con una bella doppietta di Stojkovic.

Devo invece parlare un po' piú a lungo di Brasile-Argentina e Germania-Olanda perché furono due finali anticipate. La prima partita si giocó allo Stadio delle Alpi di Torino. I brasiliani misero l'Argentina sotto assedio creando varie azioni (ottimo Goycochea in porta per gli argentini) con Muller, Alemao e Careca e colpendo un palo con Dunga. Poi, quando la partita sembrava avviata ai supplementari, Maradona inventó un assist incredibile per Canniggia che superó Taffarel e mise in rete per l'1 a 0 finale. 

Nell'altra partita, la Germania e l'Olanda si affrontavano a San Siro in quella che era una rivincita della semifinale degli Europei 1988. Anche questa volta, fu una partita molto intensa, con nervosismo da entrambe le parti. La partita rimase famosa per la doppia espulsione di Voeller e Rijkaard, coinvolti in una minirissa con uno sputo su Voeller dell'olandese. Gli olandesi ebbero alcune buone ocasioni (anche Van Breukelen fece grandi parate), ma la Germania passó in vantaggio con Klinsmann e poi raddoppió con Brehme.  Gli olandesi continuarono a spingere e segnarono con Koeman su rigore, ma il risultato rimase 2 a 1 e gli olandesi dovettero andare a casa con un Van Basten particolarmente opaco. La partita peró fu forse la piú bella del Mondiale.

Il famoso sputo di Rijkaard su Voeller (quell'anno Rijkaard era nervosissimo, si vide anche nel finale di stagione con il Milan quando si fece espellere due volte)

Passiamo ai quarti di finale. L'Italia era capitata con l'Irlanda, rivelazione del torneo come giá agli Europei 1988. Vicini confermó la formazione con Baggio e Schillaci titolari, mettendo peró De Agostini al posto di Ancelotti. L'Italia passó in vantaggio con una rete di Schillaci (sembrava che ogni palla che toccasse andasse dentro) che approfittó di una respinta del portiere su tiro violento di Donadoni. Gli azzurri fecero piú fatica del previsto a trovare spazi contro una squadra molto chiusa che cercava le palle alte per i suoi in attacco. Baggio e Schillaci si videro annullati due goal per fuorigioco inesistente e Schillaci prese una traversa su una stupenda punizione. L'Italia ora poteva concentrarsi sulle semifinali, anche se c'erano molte discussioni sui giornali sullo stato d'animo di Gianluca Vialli, il giocatore che doveva essere il protagonista dell'Italia a questi mondiali.



Negli altri quarti di finale, l'Argentina buttó fuori la Jugoslavia ai calci di rigore (anche Maradona sbaglió per gli argentini, ma gli Jugoslavi fecero peggio), mentre la Germania buttó fuori la Cecoslovacchia grazie ad un rigore di Matthaus. Il quarto piú eccitante fu Camerun - Inghilterra. Passarono gli inglesi vincendo 3 a 2 grazie a un gran goal di Platt e due rigori trasformati da Lineker mentre il Camerun era avanti per 2 a 1. Fu un grande dolore per me perché quel Camerun stava per fare la storia e avrebbe meritato con tutte le occasioni che aveva creato.

Non fu in quella partita che danzó, ma in quella precedente; peró voglio rendere omaggio a Roger Milla per aver fatto sognare il suo paese, e tanti di noi, a quei Mondiali.

Passiamo guindi alle semifinali. L'Italia si spostó a giocare al San Paolo di Napoli per la partita con l'Argentina e ovviamente c'era timore che i napoletani avrebbero tifato per il loro idolo Diego. Non fu cosí (anche se Maradona fece pressing psicologico) peró forse si guastó qualcosa nella chimica della nazionale. La sorpresa fu che, nonostante la squadra avesse fatto molto bene con la coppia Baggio-Schillaci, Vicini decise di lasciare fuori Baggio e rimettere titolare Vialli. Inizialmente le cose andarono come sperava lui, perché l'Italia passó in vantaggio con Schillaci proprio su un tiro di Vialli respinto dal portiere. Sembrava che le cose potessero mettersi bene per l'Italia, l'Argentina non sembrava troppo pericolosa, anche se nel secondo tempo gli argentini ci diedero vari grattacapi. Il goal del pareggio venne su una uscita ridicola di Zenga su un colpo di testa di Canniggia male controllato da Ferri (il mio senno di poi: secondo me ci volevano Ancelotti, che si era ripreso dalla contrattura, e Vierchowod in quella partita). Nei supplementari, l'Italia colse una traversa con Baggio (entrato nel secondo tempo come Serena, al posto di Vialli) su punizione, poi fu la lotteria dei rigori e sbagliammo con Donadoni e Serena. Fu una delusione enorme ed anche l'inizio di una maledizione. L'Italia fu sconfitta ai rigori in altri due mondiali dopo quello.

Un incubo che mi assale ancora. Il finale piú brutto per una bellissima favola. Dopo quella sconfitta ero cosí deluso che smisi di seguire il calcio con la stessa passione e assiduitá per vari anni.

Anche Germania-Inghilterra finí ai rigori dopo che i tempi regolamentari erano finiti sull'1 a 1 (rete di Brehme su punizione deviata e pareggio molto bello di Lineker). L'Inghilterra perse e cosí andó alla finalina contro l'Italia (che serví a Schillaci per vincere la classifica cannonieri con un'altra rete) La Germania cosí si guadagnó la sua terza finale mondiale consecutiva, che era anche una rivincita contro l'Argentina di Maradona. Fu una bruttissima finale, vinta dai tedeschi vinta dai tedeschi grazie ad un rigore messo a segno da Andreas Brehme (morto a Febbraio 2024) con l'Argentina finita in 9 a causa di due espulsioni. Tra le due squadre sicuramente aveva meritato di piú la Germania per quello che aveva mostrato durante il Mondiale. Quella finale, con gli inni del pubblico al momento dell'inno argentino, fu uno degli strappi che portó all'addio di Maradona a Napoli, alla Serie A e all'Italia, insomma la fine di un'era. 

Le due formazioni all'Olimpico prima di iniziare.

L'inno argentino fischiato dai tifosi italiani all'Olimpico, Maradona che dice Hijos de Puta, sta finendo l'idilio italiano del Pibe de Oro, che scapperá letteralmente dall'Italia ad inizio 1991


La formazione dei Campioni del Mondo 1990. Con l'unificazione della Germania qualche mese dopo, si pensava che la nazionale sarebbe diventata ancora piú forte. Non fu cosí.


Italia '90 fu il Mondiale con la media-goal tra le piú basse di sempre. Sicuramene fu molto equilibrato, peró io non condivido le critiche, fu un ottimo mondiale con squadre molto forti. Penso che l'Olanda fu la delusione maggiore rispetto alle attese e l'Inghilterra invece fece un'ottima prestazione, oltre le attese. Le sorprese furono il Camerun e l'Irlanda. L'Italia mostró una grandissima difesa con un Baresi favoloso. Anche Donadoni fece un gran mondiale. Mi dispiaque soprattutto per loro. Il tentativo di replicare l'onnipotenza del Milan di Sacchi spingerá, un anno dopo, a chiamare il tecnico di Fusignano sulla panchina azzurra, dopo che Vicini fallí le qualificazioni agli Europei 1992. A quel punto, con Vicini fuori anche Vialli fece dichiarazioni molto pesanti contro Vicini, secondo me ingiuste.

Il sogno si é infranto, ma é stato bello comunque averlo.

Erano in formissima. Un errore non farli partire insieme con l'Argentina. Per me in quel mondiale Baggio era addirittura meglio che nel 1994


Chiudiamo ricordando che, quello stesso anno, l'Egitto vinse la Coppa d'Africa contro il Camerun.



Fonti per informazioni e snip:
- Wikipedia
- mondialidicalcio.org
- storiedicalcio.altervista.org
- Italia1910.com
- Solocalcio.com
- Fifa.com
- gameofgoals.it
- vivadiego.com
- ultimouomo.com
- memorieondiali.it
- quattrotretre.it