15 agosto 2026

FRANCO BARESI - il Capitano silenzioso

Ho scelto questa foto (snip Gazzetta), perché mostra il bel sorriso di Baresi, spesso ritratto come musone o taciturno. Era un vero condottiero. Ho anche pensato al fatto che tantissimi protagonisti dei Mondiali degli anni '70/'80 (e ora anche '90) stiano scomparendo negli ultimi anni: Pelé, Riva, Beckenbauer, Gerd Muller, Paolo Rossi, Maradona, Baresi, Vialli... (snip da gazzetta.it).

Il 31 luglio 2026 é morto Franco Baresi, uno dei miei eroi nel mondo  del calcio. Mi trovavo a Parma da mia mamma perché c'era da festeggiare il compleanno di mia sorella e la sera dopo, alla fiera di Fornovo, c'era il concerto di reunion dei Titty Twister il gruppo storico del Levo e del Pelo (per l'occasione ci sarebbero stati anche mia moglie ed i miei figli). Ho sentito un dolore acuto in quei giorni anche se si sapeva che Baresi era malato da tempo. Come per altri necrologi, metteró sotto un po' di foto e ricordi di questi ultimi giorni (cene sono tantissimi, alcuni li scelgo anche per le bellissime foto che hanno) e poi parleró di cosa ha rappresentato Franco Baresi per me.

- La prima pagina della Gazzetta del 1mo Agosto (fotografata al Bar Mauro di Collecchio).

- Una foto della Gazza da una delle bellissime sfide con il Napoli di Maradona di quegli anni.


- Una bella foto a scambiarsi i gagliardetti con Bergomi, storico capitano dell'Inter, in un derby a San Siro.



- La foto di Baresi con i compagni dopo la vittoria in Champions.


- Una bella foto con Maldini, altro grandissimo leader del Milan.


- La foto dopo il rigore sbagliato.



- La foto di Baresi che piange dopo la finale persa con il Brasile nel 1994.

- La maglia numero 6 di Baresi a quel Mondiale, esposta al Museo della Nazionale di Coverciano, che ho visitato nel 2023

- Il saluto del Milan.



- Il bellissimo ricordo di Maldini (anche perché si vede Baresi con la maglia sponsorizzata Cuore, una delle piú antiche).


- Il saluto di Zola.


- Il saluto di Ancelotti.


- Il saluto di Pietro Paolo Virdis.



- Il ricordo di Massaro.


- Il saluto di Gullit.


- Il ricordo di Cannavaro.



- La pagina comprata da Arrigo Sacchi sulla Gazzetta per ricordare Baresi.


Le foto sono prese dalla Gazzetta o da mie foto e post precedenti. Alcuni Links:

- il video di Maradona con la maglia di Baresi dopo una partita che lo omaggia

- l'omaggio nell'amichevole Milan-Inter giocata in Australia. Baresi ai 125 anni del Milan. La sua ultima intervista alla Gazzetta.

- le foto del funerale a Milano, con tanti ex-compagni venuti a salutarlo.

- Il ricordo di tanti compagni rossoneri: Albertini, Giovanni Galli, Dida, Seba Rossi, Bubu Evani, Sacchi, Savicevic, Rivera, Capello, Maldini

- Il ricordo della stampa estera e una lista di bellissime reazioni da tanti altri avversari o giocatori che hanno fatto un pezzo di strada con lui.

Come ho spiegato in altri post, sono diventato Milanista quasi da bastian contrario perché in casa mia erano tutti interisti. Il primo ricordo forte che ho da tifoso milanista é stata la retrocessione del Milan nella stagione 1981-82 (ultima giornata con vittoria inutile a cesena, seguita su 90mo minuto). Baresi all'epoca era giá una colonna portante della squadra (aveva vinto lo scudetto della stella quando c'era ancora Gianni Rivera, poi seguirá la prima retrocessione in B per lo scandalo scommesse che investí anche il Milan). Io peró ancora non lo avevo inquadrato bene all'epoca se non per il fatto che suo fratello Giuseppe giocava nell'Inter.

Ho iniziato a notarlo meglio al ritorno in A, ai tempi del Milan di Giuseppe Farina, quando Baresi era ormai il capitano. Io all'epoco tappezzavo la mia camera di poster di Mark Hateley, un amore intenso ma poco duraturo. Il Milan continuava  a fare fatica e ci vorrá l'arrivo di Berlusconi prima (fece in tempo a fare una stagione con Liedholm) e Sacchi poi (con vari importanti innesti di mercato) per svoltare le cose. Peró proprio quegli anni piú grami e faticosi (quelli delle difficoltá con il Waregem per capirci) mi fecero innamorare di Franco Baresi e della sua leadership silenziosa. Ha scritto una bellissima storia del calcio.

Sugli anni con Sacchi si é scritto tantissimo (io lo conoscevo bene perché ero spesso allo stadio a vedere il suo Parma, fa impressione pensare che Vincenzo Pincolini, preparatore atletico per Sacchi al Milan ed in nazionale, era stato il mio insegnante di ginnastica alle medie a Collecchio). Fu quel Milan a lanciare l'importanza delle notti di Champions a livello Europeo. Io normalmente guardavo le partite di coppa al bar da Franco Diemmi (da Milanista sfegatato avevo accesso privilegiato al tavolo della cucina dietro al bar, con Franco, Cervi e alle volte Corsi, un onore considerando la mia giovane etá). Oppure rimanevo a casa per il troppo nervosismo (dovevo mettere una gazzetta sotto i piedi tanto mi sudavano).

Ricordo di aver pensato che il Milan della stagione scudetto (a pensarci ora, che meraviglia gli scontri con il Napoli di Maradona) avesse espresso un picco di calcio piú bello di quello dell'anno successivo, con la prima Champions. Riguardo alla Champions, ricordo di aver pensato che l'andata della semifinale a Madrid (1-1) con il Milan in braghette nere, fosse stato ancor piú impressionante del 5-0 del ritorno a San Siro: le squadre italiane venivano da stagioni di sconfitte con il Real e di umiliazioni al Bernabeu; nessuno aveva messo il Real cosí in difficoltá a casa sua. 

La seconda Coppa Campioni, l'anno successivo, fu quasi vista come una formalitá (anche perché tutte le finali furono vinte da squadre italiane, potete anche capire con che autostima arrivammo ai Mondiali 1990). In realtá fu molto dura per il Milan che ormai sentiva l'usura del metodo Sacchi; quell'anno Baresi portó anche dei fiori all'Heysel per le vittime di Liverpool-Juve. Poi ci si scorda che all'epoca si andava in Champions solo con il primo posto in campionato, una bella differenza per chi fa i paragoni da fine anni '90 in poi. L'anno successivo ci fu la macchia della notte di Marsiglia (che costó un anno fuori dall'Europa per i rossoneri). Lí secondo me Baresi doveva alzare la voce.

Arrivó poi l'epoca Capello. Baresi, dopo aver re-inventato il ruolo di libero con Sacchi (soprattutto nella gestione del fuorigioco). Dovette re-inventarsi nel calcio piú tradizionale e cinico di Capello. Il Milan vinse 4 scudetti di fila, stabilí un record di 58 partite consecutive di campionato senza perdere e andó in finale di Champions tre volte consecutive, vincendo la famosa finale del 1994 contro il Barcelona di Cruyiff e Romario. All'epoca la Serie A era il centro del mondo del calcio e le squadre italiane arrivavano in finale in almeno una delle coppe (o piú di una) tutti gli anni. In tanti lo hanno paragonato a Beckenbauer.

Io peró stavo iniziando a seguire meno, un po' per motivi di altri interessi (l'universitá, la politica, la morosa,...), un po' perché non mi piaceva come Berlusconi comprasse tanti giocatori (un po' come il Real degli ultimi 15 anni), quasi piú per toglierli dal mercato (Berlusconi ha fatto un gran bene al calcio italiano ma é anche all'origine di tante storture del calcio contemporaneo) e presi ad avere piú simpatia per la Samp di Mancini o la Fiorentina di Batistuta (l'amore per il Parma c'era sempre e andavo molto allo stadio a vedere la squadra di Melli e Scala; anche loro peró inziarono a fare gli sbragoni con i soldi della Parmalat). 

In nazionale fu una storia strana. Bearzot lo convocó agli Europei 1980 e nel 1982 per i Mondiali, ma Franco non giocó mai e non credo andó mai nemmeno in panchina (in questi giorni si parla molto di lui come vincitore di quei mondiali ma non credo che lui si consideró mai trai i vincenti di quel trofeo. Nel 1984 saltammo gli Europei quindi niente (Baresi fu capitano della nazionale olimpica e litigó con Bearzot). Nel 1986, Bearzot gli preferí Tricella (campione d'Italia con il Verona di Bagnoli nel 1985) come secondo di Scirea e cercó di forzarlo a giocare a centrocampo (uno degli errori che rimprovero all'amato Vecio).

Nel 1988, il nuovo CT Azeglio Vicini portó molti dei suoi gioielli dell'Under 21 alla nazionale maggiore, con l'aggiunta di pochi vecchi (Baresi, Ancelotti, il capitano Altobelli e Beppe Bergomi). Da quel momento Baresi divenne titolare insostitutibile della difesa azzurra fino al 1994 (tranne un periodo  in cui consideró il ritiro nel 1992, forse per via di Sacchi?) e capitano dal 1991. Nel 1990 fece parte della spedizione dei Mondiali casalinghi (ancora con la maglia nr. 2, all'epoca si andava in ordine alfabetico, non c'erano ancora i nomi sulle maglie) con quella che secondo me rimane la nazionale piú forte di sempre (almeno come collettivo) ed il mio piú grande dispiacere a livello di calcio. 

La mancata qualificazione per gli Europei 1992 precipitó l'arrivo di Sacchi sulla panchina azzurra che ovviamente fece molto affidamento sui giocatori del Milan e del Parma. Ai Mondiali 1994, per capitan Baresi fu fatta un'eccezione e poté indossare la maglia numero 6 (ho messo una foto dalla mia visita al Museo di Coverciano). Fu il suo canto del cigno, con l'incredibile recupero dopo la lesione al menisco e la finale omerica contro Romario ed il Brasile. Le sue lacrime alla fine della partita sono un ricordo piú forte per me rispetto al rigore mancato di Baggio. Si ritiró dalla nazionale qualche mese dopo e dal calcio nel 1997 (ormai faceva fatica perché la sua difesa contava tantissimo su una capacitá di scatto rapidissima per recuperare l'attaccante e contrastarlo in tackle). 

Sono molto contento di aver preparato un mio pantheon dei miei giocatori preferiti giá anni fa cosí che i miei commenti su Baresi fossero registrati giá all'epoca (a differenza di tanti che si esprimono ora nell'emozione del lutto). Amavo soprattutto il suo scatto in conduzione con il pallone a testa alta a tagliare il centrocampo avversario (e naturalmente la maglia fuori dai pantaloncini). Incredibile pensare che abbia giocato con Rivera, ma poi anche con Paolo Rossi e Baggio, palloni d'oro italiani prima di Cannavaro (io a Baresi gliene ho dati due nella mia personale classifica). Al suo ritiro, il Milan ha ritirato il suo numero. 

Nessun commento: