30 agosto 2026

30 Agosto 2026: 7 anni di Marazico

Iniziano a sbiadirsi alcune delle scritte...

Eccoci al settimo anniversario di Marazico.

Il 30 Agosto di un anno fa, parlavamo della prima Champions del PSG (secondo triplete per Luis Enrique, entrambe le volte in finale contro una squadra italiana) e di come fosse arrivata dopo gli addii di Neymar, Messi e Mbappé. Parlavamo della tristezza dell'Inter, arrivata in fondo a campionato e Champions (e con che partite contro Bayern e Barcelona!) senza vincere nulla, dell'ennesimo scudetto di Conte al primo tentativo (il secondo del Napoli dell'era De Laurentis), dell'ascesa di Lamine Yamal come nuovo candidato ad erede di Messi, della vittoria del Portogallo in Nations League e del Chelsea nella prima edizione del Mondiale per Club. Per non farci mancare nulla, abbiamo parlato anche dell'esonero di Spalletti dopo la pessima partenza nelle qualificazioni per i Mondiali. 

Facendo invece un riassunto sugli scorsi anni, il 30 Agosto di due anni fa, parlammo della quinta Champions di Ancelotti, del trionfo spagnolo agli Europei e della bellissima Europa League dell'Atalanta. Tre anni fa, parlai del triplete del City, dei Mondiali di Messi, e delle belle stagioni di Inter e Napoli, oltre che degli addii a Vialli e Pelé. Quattro anni fa parlai della decisione di accantonare l'idea di una pagina Facebook per promuovere il Blog (soprattutto per la questione dei diritti sulle foto) e poi parlammo dei maggiori eventi seguiti durante l'anno precedente: la non qualificazione della Nazionale ai Mondiali, lo scudetto del Milan ed i record di allenatore di Ancelotti. Cinque anni fa, ci soffermammo sulla bellissima vittoria dell'Italia agli Europei, sulla morte di Maradona, Paolo Rossi e Gerd Muller, sullo scandalo SuperLega e sul cambio di squadra di Ronaldo e Messi. Sei anni fa', cercai di chiarire l'intenzione di questo Blog come un diario personale e poi mi soffermai sulla strana stagione creata dal COVID, il triplete del Bayern e le crisi di Juventus e Barcelona.

La stagione 2025-26 é stata la prima in cui ho sperimentato una nuova formula, pubblicando dei post sui maggiori eventi del mese precedente a livello di campionati, coppe europee e nazionali e, a seconda del bisogno, di mercato o nazionale. Il risultato sono stati meno post (22 invece dei soliti 60 o 70), ma molto piú densi (anche perché quest'estate c'erano i Mondiali, che invece  ho seguito in modo dettagliato come nell'edizione precedente). Questi sono stati gli argomenti principali:

- Il mercato dominato dal Liverpool, che peró non ha poi rispettato le previsioni (tanto che Arne Slot é stato esonerato).

- La malinconica tendenza crescente della Serie A a portare campioni a fine carriera (come il campionato turco) e le mie previsioni azzeccate della scarsa utilitá (per quando sono campioni che rispetto tantissimo) di Modric e De Bruyne per Milan e Napoli.

- Le tensioni negli spogliatoi di Real e Chelsea che portarono all'uscita delle maggiori promesse della stagione come allenatori: Xabi Alonso e Maresca.

- La noiosa soliditá dell'Arsenal di Arteta ed il Pallone d'Oro a Dembelé (io gli avevo preferito Nuno Mendes).

- La triste parabola di Vinicius e del Real mentre il Barcelona di Yamal prende il volo.

- L'incredibile finale della Coppa d'Africa tra Marocco e Senegal.

- La sorpresa Bodo Glimt in Champions, il naufragio delle italiane ed il gesto deprecabile di Bastoni nella partita contro la Juve.

- La tristissima parentesi di Gattuso sulla panchina azzurra, dalla condanna ai play-off causa una fortissima Norvegia alla sorprendente sconfitta con la Bosnia nello spareggio, con tanto di dimissioni sue, di Buffon e di Gravina.

- L'uscita di Barcelona e Bayern (le squadre piú spettacolari della stagione) dalla Champions (il 5-4 tra PSG e Bayern resterá nella memoria).

- Le vittorie del PSG in Champions, di Aston Villa in Europa League e dell'Arsenal in Premier, a suggellare una stagione nel nome degli allenatori spagnoli. Ma anche l'ottima prima stagione di Chivu all'Inter con scudetto e Coppa Italia.

- Tanto Mondiale, con la fase a gruppi allargata a 64 squadre e la novitá dei sedicesimi, fino ad arrivare alla vittoria della Spagna del collettivo contro l'Argentina dell'immortale.

- E poi naturalmente, oltre ad un bilancio della stagione per club e del Mondiale, anche la classifica degli allenatori piú forti di sempre ed il mio personale pallone d'oro.

- Non potevano infine mancare dei post specifici sulla pagliacciata del nuovo allenatore della nazionale e un addio commosso al mio idolo Franco Baresi (vedo che sto perdendo colpi sui saluti ai grandi protagonisti del nostro calcio, percui ho deciso di creare una post aggiornabile su quelli che ci hanno lasciato, la pubblicheró a fine anno).

Ho sospeso per ora la pubblicazioni di episodi del progetto ANNO x ANNO (un progetto per la pensione?). Per gli interessati, vi sono anche dei bei progetti degli anni scorsi, come le partite piú iconiche del decennio 2010-2020 (tra poco tocca al nuovo decennio) ed il pantheon dei miei giocatori preferiti. 

La nuova stagione é iniziata da poco con la SuperCoppa Europea, mentre il mercato é ancora aperto e siamo in mezzo ai sorteggi per le Coppe. Poi ci sará la cerimonia del Pallone d'Oro e vedremo come andrá la nuova nazionale di Mancini. Sto pensando di continuare coni post mensili ma magari di tenerli piú succinti e concentrati sulle notizie piú importanti del mese invece di una panoramica, vedremo.

25 agosto 2026

STAGIONE 2025-26 - il mio Pallone d'Oro - Mbappé, nonostante tutto

Quest'anno la scelta era cosí dibattuta e discutibile che ho deciso di dare la copertina ad un campione che ci ha lasciato da poco ed il Pallone d'Oro lo ha vinto due volte: Kevin Keegan, il grande centrocampista inglese che ha marcato il calcio tra la seconda metá degli anni '70 e la prima degli anni '80, vestendo la maglia di Liverpool, Amburgo e Newcastle (tra altre), oltre che della nazionale inglese. (snip da wikipedia.org)

Eccoci dunque al mio voto personale sui migliori giocatori della stagione 2025-26. Devo ammettere che forse mai come quest'anno la scelta é stata difficile per me (e quindi molto opinabile), perché vi sono stati un sacco di giocatori che hanno avuto buoni momenti in stagioni non brillanti delle loro squadre o giocatori che, senza strabiliare, si sono trovati a vincere molto con le loro squadre. In aggiunta, spesso le prestazioni viste durante alla stagione  non sono equivalse con quelle viste al Mondiale. Ne parlo meglio piú sotto.

Nel 2025, il mio premio era andato a Nuno Mendes (quello ufficiale a Dembelé). Nel 2024, il mio premio era andato a Lautaro (quello ufficiale a Rodri). Nel 2023, il mio premio era andato a Modric (quello ufficiale a Messi). Nel 2022 nel 2021, il mio premio era andato a Karim Benzema (PdO ufficiali a Benzema e Messi); Nel 2020 a Robert Lewandowski (PdO ufficiale non assegnato) e nel 2019 a Sadio Mané (PdO ufficiale a Messi). 

Lo scorso anno, avevo premesso che fosse naturale che la vittoria andasse ad un giocatore del PSG (triplete senza grandi trofei per nazionali). Pur indicando che vi erano 7 o 8 giocatori candidabili, avevo scelto Nuno Mendes per la sua stagione di grandissima forza ed eleganza, conclusasi con la vittoria in Nations League con il Portogallo. Avevo anche dato ottimo peso alle ottime stagioni di Liverpool, Barcelona e Bayern e rettificato i giudizi sull'Inter (in corsa su tutto fino alla fine).

Quest'anno la faccenda era piú complicata perché c'erano di mezzo i Mondiali, la competizione sportiva piú seguita al Mondo e che spesso direziona di piú le opinioni sui premi individuali. Come ormai d'abitudine, ho preparato una tabella che cerca di elencare i giocatori che piú si sono messi in luce in questa stagione elencando i punteggi ottenuti dalle loro squadre (nazionali o di club). I punteggi della tabella qui sotto sono basati sulla stessa modalitá della mia speciale classifica allenatori.

Mettiamo un po' di punti in chiaro su questa tabella. Intanto, il fatto che non ho incluso tutte le squadre che sono andate a punti quest'anno (tipo quelle in Copa Libertadores, Conference o seconde nelle coppe nazionali). O perché non so abbastanza della stagione dei loro giocatori presi individualmente o perché non credo che fosse abbastanza rilevante da entrare questa classifica. Ho fatto un eccezione per Oyarzabal, capitano della Real Sociedad vincitrice della Copa del Rey ma anche capocannoniere della Spagna ai Mondialli.

Poi c'é un altro aspetto che probabilmente é quello piú aperto a critiche perché molto basato sulle mie osservazioni personali, ovvero il fatto che vi é tutta una serie di giocatori la cui squadra di club e quella nazionale sono andate a punti ma che secondo me non sono stati necessariamente quelli piú  in forma nell'una o nell'altra (salvo eccezioni come Hakimi, Kane o Olise). Penso a Rodri, Dembelé, Julian Alvarez, Lautaro, Dani Olmo, O'Reilly, Bellingham, Rice... Insomma cerco sempre di identificare chi si sia espresso al top nell'arco di un torneo o stagione.

Per fare un esempio pratico, se stessimo puramente sui punti conquistati dalle rispettive squadre, in testa alla classifica ci dovrebbe essere Fabian Ruiz, che oltre al Mondiale con la Spagna, ha vinto la Champions ed il campionato con il PSG. Peró per me, mentre é stato sicuramente un protagonista con la Spagna (anche se non il principale), non ha brillato nella stagione del PSG (soprattutto rispetto all'anno precedente). Lo stesso si puó dire di Pedri (al contrario): protagonista nella stagione del Barcelona, ma non in quella della Spagna ai Mondiali.

Ovvio che, come dicevo, é tutto opinabile. Ferran Torres per esempio é stato il capocannoniere del Barcelona in Liga e poi decisivo nella finale dei Mondiali.  Haaland é stato capocannoniere in Premier e decisivo nella storica vittoria della Norvegia sul Brasile. Per questo motivo secondo me, i punti sono importanti, ma non posso essere considerati il solo criterio. Anche perché sfavorisce giocatori che non fanno parte di nazionali forti o che giocano in campionati secondari (come Messi ed altri negli USA: per me non possono bastare i Mondiali per premiare un giocatore che gioca in questi campionati minori).

Insomma é sempre difficile bilanciare la prestazione individuale di un giocatore con quella di una squadra. Nella Spagna Campione del Mondo é difficile identificare un giocatore che spicchi sugli altri (ho scelto Cubarsi, Rodri, Unai Simon e Cucurella, ma altri potevano avere altre idee), soprattutto per il Mondiale in chiaroscuro di Lamine Yamal ed un discorso simile si puó fare per l'Arsenal di Arteta, in cui il collettivo sembra aver prevalso sulla prestazione individuale. Poi vi sono giocatori che hanno fatto un ottimo Mondiale, come Romero, Mac Allister e Bellingham, dopo una stagione abbastanza opaca.

Ovvio che in una stagione cosí poco buona per la nostra nazionale od i nostri club, é difficile argomentare per giocatori italiani o della Serie A. Forse l'unica eccezione é Lautaro, grandissimo in Campionato e Coppa Italia e comunque decisivo al Mondiale nel poco tempo che gli é stato dato. Come dicevamo gli scorsi anni, il calcio é crudele. Ci si ricorda di chi vince. Barcelona e Bayern sono state le squadre di club piú brillanti della stagione ma nella storia resta la 2nda Champions consecutiva del PSG. La Francia é stata la squadra piú spettacolare del Mondiale, ma nella storia resta il Mondiale della Spagna che bissa il successo dell'Europeo.

Dopo questo pippone, metto la mia personale classifica, che ovviamente potrebbe fare molto discutere:

- metto al terzo posto Kvaratskhelia. É stato il giocatore piú continuo e protagonista nella vittoria del PSG della seconda Champions (lo avevo giá detto nel bilancio di fine stagione e lui si é pure confermato nella recente vittoria di Super Coppa sull'Aston Villa). Non posso peró non tener conto del fatto che al Mondiale non c'era e che il PSG ha un campionato molto meno impegnativo dove puó ruotare spesso i suoi giocatori (critica lanciata anche da Arteta a Luis Enrique).

- metto al secondo posto a pari posizione Kane e Olise. Le due stelle del Bayern sono state assoluti protagonisti nella campagna del Bayern (campionato, coppa nazionale e semifinali di Champions) e poi hanno guidato Inghilterra e Francia fino alle semifinali del Mondiale. Kane ha vinto la Scarpa D'Oro stagionale e ha letteralmente rivoltato da solo alcuni difficili momenti per la nazionale (anche se si é un po' spento verso la fine), mentre Olise ci ha fatto vedere forse i picchi di bellezza piú alta di questa stagione, incluso nei suoi assist ai Mondiali.

 - Daró fastidio a molti dando il primo posto a Mbappé: ha sofferto la brutta stagione del Real e ne é stato spesso indicato come il responsabile. Peró cosa dire di un attaccante che durante la sua stagione é capocannoniere in campionato, nella Champions e poi anche al Mondiale (é giá il marcatore piú prolifico della storia dei Mondiali con una media di un goal a partita!). A chi dice che contano i trofei e lui non he ha vinti, ricordo che nel 2010 Messi vinse il Pallone D'Oro in un anno che l'Inter vinse la Champions e la Spagna vinse il Mondiale. Se usassimo lo stesso criterio...

20 agosto 2026

Classifica dei migliori allenatori di sempre - aggiornamento 2026 - onda lunga spagnola

Ho messo questa foto per contenere i due allenatori protagonisti della stagione per club. Non é della finale di quest'anno (in realtá penso non si vogliano poi tanto bene, almeno da alcune delle ultime dichiarazioni). Se consideriamo anche De la Fuente con la Nazionale spagnola, il dominio di questi ultimi anni sembra simile se non piú netto di quello degli anni Del Bosque e Guardiola. Impressionante  (snip da pulsesports.co.ke) 

Siamo arrivati all'appuntamento annuale della classifica degli allenatori piú forti di sempre. É stata una stagione piena di attivitá, non solo sul fronte della stagione per club, ma anche per le nazionali, con la Coppa d'Africa (confesso che ho dato i punti in base alla vittoria ufficiale del Marocco, anche se secondo me era giusto restasse al Senegal) e, soprattutto, i Mondiali. Nel frattempo si sta giá preparando la prossima stagione, con il mercato e l'inizio dei campionati. 

Un piccolo ripassino: per quanto interessanti, ricordo che non conteggio la Coppa Intercontinentale e le SuperCoppe europee o nazionali nel mio conteggio dei punti per ogni allenatore. Queste le ragioni principali: molti di questi trofei sono molto recenti e darebbero ancora piú punteggi agli allenatori di vertice degli ultimi 10 anni (che giá spesso partecipano alla Champions tutti gli anni) rispetto a quelli precedenti; inoltre, molti di questi trofei sono il risultato di aver giá vinto un altro trofeo e quindi darebbero ancora piú peso agli allenatori dei club piú forti e ricchi. 

Qui spiego il concetto della nostra Classifica dei Migliori Allenatori di sempre. Per chi fosse interessato, qui si trova l'aggiornamento dopo la stagione 2019/2020, qui quello dopo la stagione 2020/21, qui quello per la stagione 2021-22 e qui quello per la stagione 2022-23, qui quello per la stagione 2023-24 e qui quello per la stagione 2024-25. Per le regole di attribuzione dei punti ed i criteri utilizzati, andate qui. Diamo ora qualche numero: 

- La lista completa che ho compilato include 710 allenatori. La gran parte di loro sono sotto i 50 punti. Quest'anno hanno fatto progressi significativi questi allenatori: Vincent Kompany (Bayern), Glasner (Crystal Palace), Kovacs (Dortmund), Ferreira (Palmeiras), Chivu (Inter) e Regragui (ex-Marocco).

- Di questi 710 allenatori, solo 138 (di questi, solo 32 sono ancora in attivitá) hanno passato i 50 punti (3 in piú dello scorso anno: Gasperini, De La Fuente e Arteta, un salto enorme per questi ultimi due). Solo 72 hanno superato i 100 punti (abbiamo visto passi avanti di Flick, Scaloni e Antonio Conte).

- Piú sotto presento la classifica generale dei primi 37 allenatori che sorpassano i 150 punti. Qui abbiamo avuto grossi passi avanti di Tuchel, Emery e Luis Enrique (altro grande salto per lui, é ora al 26mo posto). Sono tre anni, invece, che il numero di allenatori che sorpassano i 200 punti é fermo a 16. 

- L'unico grande progresso tra i primi posti l'ha fatto Guardiola, che ha sfondato il muro dei 400 punti e si é avvicinato al 2ndo posto di Ancelotti (sará durá per Carletto avendo solo i trofei per nazionali a disposizione, anche se sembra che Guardiola salterá un giro, almeno per quest'anno).



Confermiamo che questa classifica si muove lentamente, peró qualche movimento si vede e penso continuerá (anche se meno di quest'anno perché non vi sono grosse competizioni per nazionali):

- Diego Simeone potrebbe presto raggiungere Helenio Herrera come unico allenatore sudamericano sopra i 200 punti. Luis Enrique ha raggiunto Guardiola, Bob Paisley e Zidane a tre Champions.

- L'anno prossimo vi sono buone opportunitá per andare a punti oltre che per alcuni soliti noti (Arteta, Kompany, Flick, Emery), anche per altri allenatori che hanno cambiato squadra come: Mourinho (Real), Xabi Alonso (Chelsea) o Maresca (Manchester City).

- Tra gli italiani, Conte ha superato Sacchi. Quest'anno potrebbero fare punti Allegri (Napoli), Spalletti (Juve), Gasperini (Roma); vediamo se ci sono sorprese da Grosso o Gattuso. 

- Se é vero che continuiamo ad avere una grossa presenza (23 su 138 sopra i 50 punti, 7 su 37 sopra i 150 punti, 3 su 16 sopra i 200 punti, 2 su 5 sopra i 300 punti), la Spagna é il paese dove si vede piú crescita (2 nuovi entrati sono spagnoli, 5 allenatori dei 10 che hanno fatto progressi sono spagnoli).

A livello di punteggi parziali: 

- Scaloni e Deschamps si sono avvicinati fortemente ai punteggi record di Zagallo e Schon nelle competizioni per nazionali (se Scaloni rimane, potrebbe avanzare ancora, vedremo dove va Deschamps). De la Fuente ha giá raggiunto gente come Bearzot, Del Bosque e Rinus Michels.

- Carlo Ancelotti rimane davanti a Guardiola nella classifica punti per la Champions. Luis Enrique ha raggiunto Zidane e Van Gaal. Emery é il leader davanti a Trapattoni per le altre coppe europee.

- Guardiola é davanti ad Ancelotti ma ancora lontano da Ferguson nel punteggio piú alto nei campionati nazionali. Conte é ancora dietro ad Allegri tra gli italiani. Guardiola si é anche avvicinato a Wenger nella classifica per le coppe nazionali.


15 agosto 2026

FRANCO BARESI - il Capitano silenzioso

Ho scelto questa foto (snip Gazzetta), perché mostra il bel sorriso di Baresi, spesso ritratto come musone o taciturno. Era un vero condottiero. Ho anche pensato al fatto che tantissimi protagonisti dei Mondiali degli anni '70/'80 (e ora anche '90) stiano scomparendo negli ultimi anni: Pelé, Riva, Beckenbauer, Gerd Muller, Paolo Rossi, Maradona, Baresi, Vialli... (snip da gazzetta.it).

Il 31 luglio 2026 é morto Franco Baresi, uno dei miei eroi nel mondo  del calcio. Mi trovavo a Parma da mia mamma perché c'era da festeggiare il compleanno di mia sorella e la sera dopo, alla fiera di Fornovo, c'era il concerto di reunion dei Titty Twister il gruppo storico del Levo e del Pelo (per l'occasione ci sarebbero stati anche mia moglie ed i miei figli). Ho sentito un dolore acuto in quei giorni anche se si sapeva che Baresi era malato da tempo. Come per altri necrologi, metteró sotto un po' di foto e ricordi di questi ultimi giorni (cene sono tantissimi, alcuni li scelgo anche per le bellissime foto che hanno) e poi parleró di cosa ha rappresentato Franco Baresi per me.

- La prima pagina della Gazzetta del 1mo Agosto (fotografata al Bar Mauro di Collecchio).

- Una foto della Gazza da una delle bellissime sfide con il Napoli di Maradona di quegli anni.


- Una bella foto a scambiarsi i gagliardetti con Bergomi, storico capitano dell'Inter, in un derby a San Siro.



- La foto di Baresi con i compagni dopo la vittoria in Champions.


- Una bella foto con Maldini, altro grandissimo leader del Milan.


- La foto dopo il rigore sbagliato.



- La foto di Baresi che piange dopo la finale persa con il Brasile nel 1994.

- La maglia numero 6 di Baresi a quel Mondiale, esposta al Museo della Nazionale di Coverciano, che ho visitato nel 2023

- Il saluto del Milan.



- Il bellissimo ricordo di Maldini (anche perché si vede Baresi con la maglia sponsorizzata Cuore, una delle piú antiche).


- Il saluto di Zola.


- Il saluto di Ancelotti.


- Il saluto di Pietro Paolo Virdis.



- Il ricordo di Massaro.


- Il saluto di Gullit.


- Il ricordo di Cannavaro.



- La pagina comprata da Arrigo Sacchi sulla Gazzetta per ricordare Baresi.


Le foto sono prese dalla Gazzetta o da mie foto e post precedenti. Alcuni Links:

- il video di Maradona con la maglia di Baresi dopo una partita che lo omaggia

- l'omaggio nell'amichevole Milan-Inter giocata in Australia. Baresi ai 125 anni del Milan. La sua ultima intervista alla Gazzetta.

- le foto del funerale a Milano, con tanti ex-compagni venuti a salutarlo.

- Il ricordo di tanti compagni rossoneri: Albertini, Giovanni Galli, Dida, Seba Rossi, Bubu Evani, Sacchi, Savicevic, Rivera, Capello, Maldini

- Il ricordo della stampa estera e una lista di bellissime reazioni da tanti altri avversari o giocatori che hanno fatto un pezzo di strada con lui.

Come ho spiegato in altri post, sono diventato Milanista quasi da bastian contrario perché in casa mia erano tutti interisti. Il primo ricordo forte che ho da tifoso milanista é stata la retrocessione del Milan nella stagione 1981-82 (ultima giornata con vittoria inutile a cesena, seguita su 90mo minuto). Baresi all'epoca era giá una colonna portante della squadra (aveva vinto lo scudetto della stella quando c'era ancora Gianni Rivera, poi seguirá la prima retrocessione in B per lo scandalo scommesse che investí anche il Milan). Io peró ancora non lo avevo inquadrato bene all'epoca se non per il fatto che suo fratello Giuseppe giocava nell'Inter.

Ho iniziato a notarlo meglio al ritorno in A, ai tempi del Milan di Giuseppe Farina, quando Baresi era ormai il capitano. Io all'epoco tappezzavo la mia camera di poster di Mark Hateley, un amore intenso ma poco duraturo. Il Milan continuava  a fare fatica e ci vorrá l'arrivo di Berlusconi prima (fece in tempo a fare una stagione con Liedholm) e Sacchi poi (con vari importanti innesti di mercato) per svoltare le cose. Peró proprio quegli anni piú grami e faticosi (quelli delle difficoltá con il Waregem per capirci) mi fecero innamorare di Franco Baresi e della sua leadership silenziosa. Ha scritto una bellissima storia del calcio.

Sugli anni con Sacchi si é scritto tantissimo (io lo conoscevo bene perché ero spesso allo stadio a vedere il suo Parma, fa impressione pensare che Vincenzo Pincolini, preparatore atletico per Sacchi al Milan ed in nazionale, era stato il mio insegnante di ginnastica alle medie a Collecchio). Fu quel Milan a lanciare l'importanza delle notti di Champions a livello Europeo. Io normalmente guardavo le partite di coppa al bar da Franco Diemmi (da Milanista sfegatato avevo accesso privilegiato al tavolo della cucina dietro al bar, con Franco, Cervi e alle volte Corsi, un onore considerando la mia giovane etá). Oppure rimanevo a casa per il troppo nervosismo (dovevo mettere una gazzetta sotto i piedi tanto mi sudavano).

Ricordo di aver pensato che il Milan della stagione scudetto (a pensarci ora, che meraviglia gli scontri con il Napoli di Maradona) avesse espresso un picco di calcio piú bello di quello dell'anno successivo, con la prima Champions. Riguardo alla Champions, ricordo di aver pensato che l'andata della semifinale a Madrid (1-1) con il Milan in braghette nere, fosse stato ancor piú impressionante del 5-0 del ritorno a San Siro: le squadre italiane venivano da stagioni di sconfitte con il Real e di umiliazioni al Bernabeu; nessuno aveva messo il Real cosí in difficoltá a casa sua. 

La seconda Coppa Campioni, l'anno successivo, fu quasi vista come una formalitá (anche perché tutte le finali furono vinte da squadre italiane, potete anche capire con che autostima arrivammo ai Mondiali 1990). In realtá fu molto dura per il Milan che ormai sentiva l'usura del metodo Sacchi; quell'anno Baresi portó anche dei fiori all'Heysel per le vittime di Liverpool-Juve. Poi ci si scorda che all'epoca si andava in Champions solo con il primo posto in campionato, una bella differenza per chi fa i paragoni da fine anni '90 in poi. L'anno successivo ci fu la macchia della notte di Marsiglia (che costó un anno fuori dall'Europa per i rossoneri). Lí secondo me Baresi doveva alzare la voce.

Arrivó poi l'epoca Capello. Baresi, dopo aver re-inventato il ruolo di libero con Sacchi (soprattutto nella gestione del fuorigioco). Dovette re-inventarsi nel calcio piú tradizionale e cinico di Capello. Il Milan vinse 4 scudetti di fila, stabilí un record di 58 partite consecutive di campionato senza perdere e andó in finale di Champions tre volte consecutive, vincendo la famosa finale del 1994 contro il Barcelona di Cruyiff e Romario. All'epoca la Serie A era il centro del mondo del calcio e le squadre italiane arrivavano in finale in almeno una delle coppe (o piú di una) tutti gli anni. In tanti lo hanno paragonato a Beckenbauer.

Io peró stavo iniziando a seguire meno, un po' per motivi di altri interessi (l'universitá, la politica, la morosa,...), un po' perché non mi piaceva come Berlusconi comprasse tanti giocatori (un po' come il Real degli ultimi 15 anni), quasi piú per toglierli dal mercato (Berlusconi ha fatto un gran bene al calcio italiano ma é anche all'origine di tante storture del calcio contemporaneo) e presi ad avere piú simpatia per la Samp di Mancini o la Fiorentina di Batistuta (l'amore per il Parma c'era sempre e andavo molto allo stadio a vedere la squadra di Melli e Scala; anche loro peró inziarono a fare gli sbragoni con i soldi della Parmalat). 

In nazionale fu una storia strana. Bearzot lo convocó agli Europei 1980 e nel 1982 per i Mondiali, ma Franco non giocó mai e non credo andó mai nemmeno in panchina (in questi giorni si parla molto di lui come vincitore di quei mondiali ma non credo che lui si consideró mai trai i vincenti di quel trofeo. Nel 1984 saltammo gli Europei quindi niente (Baresi fu capitano della nazionale olimpica e litigó con Bearzot). Nel 1986, Bearzot gli preferí Tricella (campione d'Italia con il Verona di Bagnoli nel 1985) come secondo di Scirea e cercó di forzarlo a giocare a centrocampo (uno degli errori che rimprovero all'amato Vecio).

Nel 1988, il nuovo CT Azeglio Vicini portó molti dei suoi gioielli dell'Under 21 alla nazionale maggiore, con l'aggiunta di pochi vecchi (Baresi, Ancelotti, il capitano Altobelli e Beppe Bergomi). Da quel momento Baresi divenne titolare insostitutibile della difesa azzurra fino al 1994 (tranne un periodo  in cui consideró il ritiro nel 1992, forse per via di Sacchi?) e capitano dal 1991. Nel 1990 fece parte della spedizione dei Mondiali casalinghi (ancora con la maglia nr. 2, all'epoca si andava in ordine alfabetico, non c'erano ancora i nomi sulle maglie) con quella che secondo me rimane la nazionale piú forte di sempre (almeno come collettivo) ed il mio piú grande dispiacere a livello di calcio. 

La mancata qualificazione per gli Europei 1992 precipitó l'arrivo di Sacchi sulla panchina azzurra che ovviamente fece molto affidamento sui giocatori del Milan e del Parma. Ai Mondiali 1994, per capitan Baresi fu fatta un'eccezione e poté indossare la maglia numero 6 (ho messo una foto dalla mia visita al Museo di Coverciano). Fu il suo canto del cigno, con l'incredibile recupero dopo la lesione al menisco e la finale omerica contro Romario ed il Brasile. Le sue lacrime alla fine della partita sono un ricordo piú forte per me rispetto al rigore mancato di Baggio. Si ritiró dalla nazionale qualche mese dopo e dal calcio nel 1997 (ormai faceva fatica perché la sua difesa contava tantissimo su una capacitá di scatto rapidissima per recuperare l'attaccante e contrastarlo in tackle). 

Sono molto contento di aver preparato un mio pantheon dei miei giocatori preferiti giá anni fa cosí che i miei commenti su Baresi fossero registrati giá all'epoca (a differenza di tanti che si esprimono ora nell'emozione del lutto). Amavo soprattutto il suo scatto in conduzione con il pallone a testa alta a tagliare il centrocampo avversario (e naturalmente la maglia fuori dai pantaloncini). Incredibile pensare che abbia giocato con Rivera, ma poi anche con Paolo Rossi e Baggio, palloni d'oro italiani prima di Cannavaro (io a Baresi gliene ho dati due nella mia personale classifica). Al suo ritiro, il Milan ha ritirato il suo numero. 

07 agosto 2026

NAZIONALE - nuova dirigenza: oltre al danno la beffa

Con le avvilenti notizie di queste ultime settimane sulla nazionale, incluse le scelte dettate da interessi economici fatte da Pirlo o, tempo prima, Mancini, é difficile non riandare col pensiero ad un grande che ci ha, anche lui, lasciato da poco tempo: Osvaldo Bagnoli. Se in tanti ricordano lo scudetto di Ranieri con il Leicester, lo scudetto di Bagnoli al Verona fu un'impresa di simile o forse piú alta grandezza nella Serie A di allora, il campionato piú importante al mondo, contro squadare come la Juve di Platini (vincitrice della Coppa Campioni), l'Inter di Rummenigge, il Napoli di Maradona o la Samp di Mancini e Vialli (vincitrice della Coppa Italia).   (snip da hellasverona.it)

Mentre i Mondiali stavano decorrendo e in Italia bruciavamo dovendo seguire le saghe di Messi, Mbappé, Haaland, Kane e via dicendo, la nostra FIGC ha deciso che non potevamo rimanere oscurati dalle notizie calcistiche e percui ha deciso di imbastire una commedia da fare ingelosire anche gli autori dei programmi preferiti di mia madre, come Beautiful o La Promessa. Parlo della saga per la scelta di un nuovo allenatore. In questo post metteró qualche punto breve perché non riesco a resistere nel mettere anch'io un commento (anche perché penso che sia importante registrarli i propri commenti per poi rileggerseli tempo dopo e controllare). Iniziamo:

- A giugno, dopo le amichevoli della Nazionale A guidate da Baldini (entrambe finite con una vittoria e giocate da molti Under 21), si é finalmente consumata l'elezione del nuovo Presidente dell FIGC (ma davvero c'era bisogno di tre mesi con tutte le scadenze che abbiamo) e come previsto é risultato vincente Giovanni Malagó, espero dirigente sportivo con ottimi risultati al CONI.

- Poco dopo la sua elezione, Malagó ha fatto capire di avere in mente un progetto ambizioso, che contemplava la nomina di un Direttore Tecnico. Rapidamente l'attenzione si é rivolta a Maldini, forse il nostro giocatore piú ammirato all'estero (si credo anche piú di Buffon, Baggio, Del Piero, Totti o del  mio amato Baresi). É iniziato un corteggiamento fortissimo con una lunga trattativa, il che é sembrato un segnale di serietá da parte di entrambe le parti.

- A luglio la nomina di Maldini é stata confermata, in tandem con Leonardo, ex rossonero (lo ricordiamo meno per i suoi trascorsi nel Brasile o per la sua breve carriera di allenatore) ed esperto dirigente del primo PSG. Ci siamo tutti esaltati e naturalmente é iniziato il gossip su chi sarebbe stato l'allenatore prescelto, con i nomi a circolare da Conte e Mancini o qualche possibile novitá. Presto é iniziato a sentirsi parlare addirittura di Guardiola.

- Qui secondo me c'é stato un primo errore molto grave: Maldini e Leonardo non dovevano fare scoprire questa trattativa. Ogni cosa che arrivava dopo sarebbe stato un ripiego. Non solo, nella loro unica conferenza stampa, hanno confermato e pure detto che avevano parlato anche con Ancelotti perché li consideravano i migliori. Ma come fai a dire cosí senza avere in mano una soluzione certa? e poi proporre la panchina ad altri allenatori? Come si sentiranno?

- Molto presto la pista Guardiola si é sgonfiata (soldi? piani personali? forse anche il fatto che pure Pep avrá capito che la situazione necessita interventi che vanno oltre l'allenatore). A quel punto, il nome di Andrea Pirlo (un altro dei giocatori italiani piú ammirati nel mondo) che giá circolava da giorni come possibile alternativa, é venuto fuori prepotentemente come la scelta di Maldini. É noto quanto si stimino i due ex-compagni. Ovviamente in tanti, hanno iniziato a parlare della sua scarsa carriera di allenatore e a parlare di un nuovo caso Gattuso.

- A mandare tutto all'aria ci ha pensato Pirlo stesso che, tempo prima, aveva accettato per fare da testimonial per un sito di scomesse russo. Allora possiamo parlare di attacco ipocrita (la Gazzetta ha un sito di scomesse, gente come Baggio, Totti o Cannavaro fa il testimonial), peró é ovvio che la domanda (ed il rimando alla copertina con Bagnoli) rimane ovvia (cosí come ci fu ai tempi della fuga di Mancini in Arabia): ma questi soldi non vi bastano mai? Ma che limiti date alla vostra decenza? Pure Shevchenko era rimasto deluso con Pirlo.

- A quel punto é saltata anche la strada Pirlo. Maldini l'ha presa molto male, si é sentito tradito da Malagó e poco dopo si é dimesso anche lui (con Leonardo). In tutto sono durati 16 giorni. Si puó discutere se sia stato coerente o troppo spigoloso (tralascio i commenti ipocriti della Gazzetta peró una successiva interevista di Maldini al Corriere in cui diceva che la questione era rifondare le basi del nostro calcio sono in stridente contraddizione sul mollare perché non gli fanno prendere Pirlo). Fatto sta che nel giro di niente abbiamo bruciato due mostri sacri come Maldini e Pirlo. Complimenti per chi parlava di nuovo ciclo. 

- Malagó é rimasto col cerino in mano. Ha deciso che bisognava fare presto ed é tornato al suo candidato preferito, Roberto Mancini (amico e compagno nei tornei di calcetto). Non potendo smentirsi sull'idea del Direttore Tecnico, ha chiamato addirittura Ranieri (nonostante la brutta esperienza di dirigente alla Roma) e pure Zola per le nazionali giovanili. Io ovviamente li tifo tutti sono personaggi che amo molto anche loro. Certo rimane la domanda del perché non si poteva puntare su un allenatore federale (ci si riempie tanto la bocca con De la Fuente), come Nunziata, che tanto bene aveva fatto con le giovanili.

- Ora vedremo come andrá per Mancini. Ho riletto il mio post di commento sul suo addio nell'agosto 2023. Penso che riscriverei tutto. Ci sono rimasto molto male con lui all'epoca ma non ho dimenticato quello che ci ha dato con il record di partite senza sconfitte, le finali di Nations League ed il bellissimo Europeo 2021. Per me vale molto (poi io ammetto di essere un po' di parte perché l'ho amato tantissimo anche come giocatore, sottovalutato rispetto a Baggio e co.).

- Cosí come vale molto il fatto che la sua nazionale non ha mai subito gli avversari (Spagna ma anche altri) come hanno fatto le nazionali di Spalletti o Gattuso. Ora stiamo in attesa di vedere cosa succederá. Ci aspettano durissime partite di Nations League a Settembre, importanti per il morale ed il ranking in ottica qualificazioni. Secondo me Mancini sará trattato malissimo ed in molti rimpiangeranno Conte (anche secondo me é perfetto per la nazionale, peró ha il vizio di andarsene presto).

04 agosto 2026

MONDIALI 2026 - Un Bilancio: il ritorno del calcio posizionale?

Lo só che dovrei mettere una foto della Spagna campione, del goal di Ferran Torres (rimarrá nella storia come quello di Iniesta nel 2010) oppure delle premiazioni e dell'ultima partita di Messi ad un Mondiale (a meno che...). Ho deciso peró di mettere questo fantastico assist di Olise per Mbappé nella finalina con l'Inghilterra. Penso che, al momento di fare il bilancio di questo torneo sia importante ricordarci che, fino al deludente passo falso contro la Spagna, la Francia é stata la squadra piú bella di questa competizione e lí nessuno parlava di organizzazione tattica, gioco posizionale o altre storie, semplicemente dello spettacolare talento di questa squadra (snip da youtube.com)

Sono passati circa 10 giorni dalla fine dei Mondiali CAN-USA-MEX. Ormai l'attenzione si é spostata sul calciomercato e sul prossimo inizio delle competizioni (almeno in Europa), spesso l'antipasto é la SuperCoppa. Per noi italiani, un sacco di attenzione é sulla nuova FIGC di Malagó e, purtroppo per noi, la figuraccia incredibile che abbiamo fatto nella ricerca di un nuovo allenatore e che ha coinvolto tantissimi nomi: Maldini, Leonardo, Guardiola, Pirlo, Mancini, Ranieri. Ne parlaremo in un post a parte perché é veramente troppo grossa.  Come fatto per gli Europei 2021 e 2024 o per i Mondiali 2022, vorrei stilare un mio bilancio della competizione.

La formula e le altre novitá di questo Mondiale

Personalmente, a me la formula allargata é piaciuta (penso sarebbe bellissimo se una stagione si giocasse un campionato per le 16 nazionali piú forti, cosí giusto per vedere cosa succede - ora si parla anche di una possibile Nations League globale staccata dalla FIFA). Forse non capisco tutte le implicazioni, ma non vedo tutti sti problemi nell'allargare la competizione a 64 squadre: promuovendo solo le prime due di ogni gruppo, anche i gruppi sarebbero piú eccitanti e si arriverebbe a 32 squadre ai sedicesimi come ora. Mi sono piaciute anche varie novitá nel regolamento per cercare di far perdere meno tempo durante la partita. Continuo a pensare che occorra testare l'espulsione a tempo ed una piccola area per proteggere il portiere durante calci da fermo, inclusi i corner, oltre ad obbligare l'arbitro a controllare al VAR per ogni goal, rigore o espulsione contestata (inserendo un limite di tempo massimo per andare indietro a livello di falli precedenti).

A livello organizzativo, non mi é piaciuto molto avere un Mondiale pensato per vari paesi ma poi tenutosi in gran parte negli USA, penso le partite dovrebbero essere suddivise piú equamente. Poi penserei di piú se fare giocare i Mondiali in altre stagioni per evitare il caldo intenso che incide sullo spettacolo. Per il resto, trovo le altre robe (pause per bere, cerimonie metá tempo, artisti coinvolti allo stadio, ...) come delle americanate che male si combinano con il pathos che circonda una partita di calcio, soprattutto a quel livello (niente a che vedere con il modo in cui Football Americano e Basket vengono ridotte a puro intrattenimento con tanto di musichette durante il gioco).

Previsioni iniziali e  risultati finali

Ci ho preso ancora piú che in Qatar (purtroppo). Le mie tre favorite (Argentina, Francia, Spagna) sono arrivate in semifinale (la quarta era l'Inghilterra che avevo messo un gradino piú sotto insieme a Brasile, Germania e Portogallo, sopra ad Olanda, Marocco, Croazia, Belgio) e due di loro si sono sfidate in Finale. Sulle sorprese (Turchia, Norvegia, Colombia) ho avuto risultati meno netti. Certo, ora molti potranno dire che era molto facile concludere cosí, peró io queste previsioni le ho scritte prima di partire, e molte altre che ho letto all'epoca andavano in direzioni diverse, anche se ora magari si rimangiano tutto. Per un'analisi tattica interessante della competizione, rimando a Lobanovski di Ultimo Uomo, che mi ha anche ispirato il titolo di questo post. La Spagna infatti rappresenta, come all'Europeo, la vittoria del gioco posizionale su quello piú improvvisato o ad uomo tipico di queste competizioni per nazionali (vediamo chi riuscirá a farli smontare).

Iniziamo subito dicendo che la Spagna ha meritato la vittoria (non cosí nettamente come all'Europeo secondo me). Hanno subito un solo goal e Unai Simon ha dovuto fare solo 10 parate (forse spiega la stitichezza dell'attacco). Come abbiamo giá detto, hanno battuto il Portogallo di CR7, il Belgio di De Bruyne, la Francia di Mbappé, ed infine l'Argentina di Messi. Lo hanno fatto con Yamal, Williams e Pedri fuori forma. Peró penso sarebbe sbagliato leggere ora le cose partendo dalla vittoria finale, ovvero come un percorso di dominio. Queste competizioni non sono mai cosí ma contengono molte sliding doors.  La partita con il Portogallo, piú che quella con il Belgio, lo é stata sicuramente per le furie rosse; molto equilibrata, decisa da dettagli e piú persa dal Portogallo che vinta dalla Spagna. Con la Francia, c'é voluta l'ingenuitá di Digne per inclinare il piano partita. E poi con l'Argentina, nonostante una netta superioritá, ha segnato solo al 106mo minuto!

Sorprese positive e negative

Io metto l'Argentina tra le sorprese positive. Lo só che sembra strano perché era tra le mie favorite, ha Messi ed ha pure avuto un occhio di favore dagli arbitri. Peró, pure facendo questa tara, non mi aspettavo che fossero tanto vivi, presenti e competitivi. Poi scendendo piú in giu, non si puó non parlare di Capo Verde, unica squadra a non perdere con nessuna delle due finaliste (almeno nei tempi regolamentari), oltre che di RDC, sorprendenti in un gruppo molto difficile e poi molto competitivi contro l'Inghilterra. Aggiungo anche un apprezzamento per il bel gioco mostrato da USA (l'affare Balogun gli si é ritorto contro) ed il Messico (meritavano di piú con l'Inghilterra). Vi sono poi squadre che sapevo essere forti, come la Norvegia e la Svizzera che peró hanno fatto perfino un salto di qualitá se possibile. Della Croazia invece mi ha sorpreso come potessero essere ancora tanto competitivi (mentre il Belgio penso abbia avuto un po'di fortunta) e dell'Egitto mi ha impressionato il coraggio contro l'Argentina (il goal annullato resterá nella memoria almeno quanto le vogate vichinghe).

Tra le sorprese negative, in testa metto sicuramente la Germania (fu cosí anche 4 anni fa, vedremo con Klopp), l'Uruguay (ma forse pesa molto la scelta di Bielsa in panchina) e la Turchia (quanto talento sprecato). Dopo queste, anche a se a livello inferiore, metto anche la Corea del Sud (ci ha illuso nella prima partita), l'Olanda ed il Giappone (soprattutto per come erano partiti; sono stati anche sfortunati negli accoppiamenti) e la Svezia (piú per la coppia d'attacco, in veritá non meritava nemmeno di andarci ai Mondiali). Poi vi sono squadre come la Francia, l'Inghilterra, il Marocco o la Colombia che hanno fatto un'ottima campagna ma sono forse mancate nel momento decisivo e quindi la loro partecipazione viene sporcata da quest'ultimo atto (non sará facile per Zidane fare meglio secondo me, mentre Tuchel ha molto da farsi perdonare). Discorso simile, ma solo in parte, per il Brasile. La squadra di Marquinhos e Gabriel é uscita contro la Norvegia per una sequenza di episodi negativi peró, tranne uno sprazzo contro il Giappone, non hanno mostrato la soliditá che ci saremmo aspettati (troppo presto per mettere in discussione Carletto secondo me). Per il Portogallo, discorso a parte, ne parlo piú sotto.

Giocatori: Sorprese positive e negative

Come dicevamo, questo é stato un mondiale dei giganti. Se uno scorre la classifica marcatori, mai come quest'anno trovi molti dei piú grandi: Mbappé, Messi, Haaland, Bellingham, Dembelé, Kane... e, sugli assist, Olise (giocatore piú estroso del Mondiale secondo me), Odegaard, Brahim Diaz,... Ora molti possono dire che era previsto, peró mi sembra troppo facile. C'erano molti interrogativi sulla forma di Messi, se Mbappé, Bellingham o Vinicius avrebbero mostrato gli stessi problemi visti al Real, se Kane, Haaland o Dembelé erano sazi. Secondo me sono andati oltre alle aspettative, soprattutto Mbappé, Messi e Odegaard (sembrava giá in declino all'Arsenal). Per me Mbappé ha fatto un Mondiale incredibile e probabilmente merita il premio di miglior giocatore del Mondiale, piú di Messi (ed invece di Rodri). Ora si parla molto di Fabian Ruiz perché ha vinto la Champions con il PSG (poco protagonista quest'anno peró) e ora il Mondiale (qui molto bravo nel rimpiazzare Pedri). 

Tra gli argentini Mac Allister e Julian Alvarez hanno fatto molto bene (per non dimenticare Lautaro nel poco tempo avuto a disposizione), mentre Romero mi ha sorpreso per come si é rilanciato. Passando a giocatori di cui si parla meno o meno conosciuti, direi che gli spagnoli Oyarzabal, Cucurella e Porro hanno sorpreso (anche Unai Simon considerando che c'era Raya in panchina). Abbiamo giá detto di Cubarsí. Non dobbiamo scordarci peró che molti spagnoli eccellono grazie ad un collettivo che li esalta. Vi sono stati giocatori che hanno giocato meno partite ma sono riusciti comunque ad impressionarci: penso ai marocchini Bouaddi e Ounahi, lo statunitense Balogun, gli ivoriani Diomande e Diallo, il croato Sucic il congolese Wissa, il giapponese Ueda, lo svizzero Manzambi (peccato l'infortunio), il colombiano Munoz, il francese Kone, l'australiano Circati, lo svedese Elanga, l'egiziano Ziko, il messicano Quinones, il senegalese Sarr, oltre ovviamente al portiere Vozinha, una delle star create da questo torneo.

Tra le delusioni, molti partono da CR7. Confesso che non lo metto in testa perché non mi aspettavo molto, dopo ció che avevamo giá visto in Qatar o ad Euro2024. Mi hanno deluso di piú le prestazioni di Bruno Fernandes o Vitinha (Nuno Mendes era mezzo infortunato, ha fatto anche troppo), oltre che di Pedro Neto o di subentrati come Conceicao o Rafa Leao. Anche Lamine Yamal non ha impressionato come ci si poteva aspettare, peró sapevamo che era mezzo infortunato (cosí come Raphinha nel Brasile). Mi aspettavo di piú da Reilly e Rashford nell'Inghilterra (ma forse sono stati usati poco e male, cosí come Endrick nel Brasile). Poi tra gli altri, penso abbiano reso meno del previsto giocatori sta-forti come Hakimi, Doku, Yildiz e Guler, Malen e Dumfries, Pavlovic, Woltemade e Wirtz (la Germania é piú una roba collettiva), Pulisic, David, Gabriel, Sorloth, Gyokeres o Valverde. Come con CR7 non mi hanno troppo sorpreso le partite brillanti solo a tratti (o per niente) di giocatori avanti con gli anni come Salah, Lukaku, James Rodriguez, Mané, Modric, De Bruyne, Neymar o Casemiro.

I goal piú belli e le partite piú emozionanti

Ce ne sono stati di bellissimi in tutte le fasi. É molto difficile scegliere. Mi vengono in mente questi: il goal di Haiti contro il Marocco, il goal di Alvarez contro la Svizzera, il goal del Senegal contro l'Irak, il goal di Capo Verde contro l'Argentina, il goal della Norvegia con la Costa d'Avorio (Nusa), il goal di Quinones con l'Ecuador, i due goal di Mbappé nella finalina con l'Inghilterra o quelli con la Svezia , il secondo goal di Kane contro il Congo, il goal di Saibari contro il Brasile (che assist!). Sicuro che ne dimentico qualcuno!  Come partite, mi sono piaciute molto Marocco-Brasile, Olanda-Giappone, Brasile- Giappone, Messico-Inghilterra, Norvegia-Brasile, Inghilterra-RDC, Egitto-Argentina e varie della Francia prima della Spagna per la leggerezza con cui giocavano.

Un commento finale

Non ne ho parlato sopra, ma penso che la delusione maggiore, almeno per me, sia il Portogallo. E paradossalmente non c'entra Ronaldo, o meglio c'entra nel senso che il problema del suo ruolo da titolare, giá presente negli ultimi Europei e Mondiali, non é stato risolto e la squadra ne ha risentito. Peró al di lá di questo, tutta la squadra (a parte Diogo Costa e Veiga forse), non é sembrata all'altezza del suo potenziale. Rimarrá il pensiero di cosa poteva essere se il Portogallo avesse vinto contro RDC e preso il primo posto del girone, trovandosi l'Argentina ai quarti (secondo me un incrocio piú giocabile per loro rispetto a questa Spagna). Mi auguro non sprechino questa generazione fortissima come ha fatto il Belgio (anche se il nuovo allenatore Jesus non mi ha rassicurato su CR7 per ora). Parlando di sliding doors, devo confessare che mi é rimasto addosso l'interrogativo del perché la Norvegia ha lasciato la vittoria alla Francia ai gironi, quasi avesse giá scelto in che lato del tabellone stare. L'ho trovato quasi sospetto, dico la veritá.