21 settembre 2026

SANDRO MAZZOLA

Nelle tante foto di questi giorni, mi é piaciuta molto questa perché c'é giá il baffo peró é ancora nella fase giovane (e piú vincente) degli anni '60.

Ci ha lasciato Sandro Mazzola.

Sandro Mazzola é venuto a mancare proprio nei giorni in cui si festeggiavano i 100 anni dello stadio San Siro, la scala del calcio. Sono in Irlanda perché mia figlia si sta trasferendo a Dublino per studiare medicina all'universitá. Eravamo tutti concentrati sull'inizio della stagione tra campionati e Champions, in attesa della nuova nazionale di Mancini. In queste ultime settimane, ci hanno lasciato in parecchi, da Igor Protti ad Osvlado Bagnoli, a Kevin Keegan. Ma per il calcio italiano, questa é una perdita che sta vicino a quella dal mio mito Franco Baresi. Prima di fare le mie considerazioni, voglio celebrare Mazzola attraverso alcune foto ed articoli piú belli di questi giorni (snips da gazzetta.it, ultimouomo.it, ilpost.it e skysports.it). Molto bella questa raccolta di Sky Sports, ormai spesso meglio della Gazza come archivio.

Il ricordo dell'Inter


Il saluto della FIGC



Il saluto di Javier Zanetti


Il saluto del Cagliari (e una bella foto con Gigi Riva)

La Gazzetta 


Una bella foto da Fazio con Rivera, qualche anno fa


La foto con Puskas dopo la vittoriosa finale in Coppa Campioni del 1964 



Sandro Mazzola era il figlio del grande Valentino, campione di quel Torino tragicamente perito nello schianto di Superga, al ritorno da una partita a Lisbona, contro il Benfica. Era cresciuto nelle giovanili dell'Inter (insieme al fratello Ferruccio) dove ebbe a che fare con miti come Lorenzi e Meazza, dove poi fece tutta la carriera (418 partite di Serie A con 116 reti). É stato un giocatore simbolo della grande Inter di Helenio Herrera (quella che includeva Sarti, Burgnich, Facchetti, Picchi, Jair, Corso, Luis Suarez e tanti altri). Ha vinto quattro scudetti e due Coppe Campioni (segnando in entrambe le finali). Nella prima di queste, nel 1964, segnó due reti in finale contro il leggendario Real Madrid di Puskas e Di Stefano (in questi giorni girano bellissimi ricordi su quella partita). Altre due finali invece le ha perse (non male pensando che a quei tempi si andava in Coppa Campioni solo da vincitori del campionato).


L'Inter che festeggia dopo la prima Coppa Campioni

Anche con la Nazionale (esordisce segnando in amichevole contro il Brasile di Pelé, nel 1963), fu un giocatore importantissimo (70 presenze e 22 reti): vinse l'Europeo 1968 e arrivó alla finale Mondiale del 1970, quella dello Stadio Azteca contro il Brasile di Pelé, quella dopo la semifinale contro la Germania del 4-3, conosciuta come la partita del secolo. Giocó pure i Mondiali 1966 e 1974. In ovvia rivalitá con Gianni Rivera, capitano del Milan durante lo stesso periodo, dovette soffire questa rivalitá anche in nazionale, soprattutto nel 1970, con la famosissima staffetta che tante critiche portó a Valcareggi (solo Totti e Del Piero nel 2002, o Vialli e Schillaci sfiorarono una simile vicenda, che peró duró solo quella competizione). La mia impressione é che, a differenza di Riva per esempio, fu piú una bandiera per il club che per la maglia azzurra (Riva lo fu per entrambe forse).


Mazzola con Valcareggi e Rivera a Messico 1970

Io lo ricordo soprattutto perché é stato il giocatore simbolo dell'Inter tanto amata da mio padre (che pure aveva una predilezione per Facchetti). Il baffo di Mazzola era onnipresente a quei tempi, prima come giocatore, poi nelle pubblicitá, nei dibattiti televisivi e anche come dirigente. Abbiamo avuto tantissimi giocatori importanti in quegli anni peró mi sembra indubbio che Riva, Mazzola e Rivera furono i giganti principali di quegli anni, cosí come prima lo erano stati Piola, Meazza e Parola o dopo Baggio, Del Piero, Totti (lo só semplifico molto). Se ne va un grandissimo protagonista della storia dell'Inter (come lui forse solo Bergomi e Javier Zanetti e poi Lautaro Martinez?) e di tutto il calcio italiano. Aveva dato un'ultima bellissima intervista con la Gazzetta proprio recentemente.


In un derby, con Gianni Rivera

Era magro e scattante, una specie di falso nove. Se dovessi pensare ai giocatori piú conosciuti mi verrebbe in mente Thierry Henry (alcuni parlano di Ronaldo il fenomeno o Mbappé). Ovviamente io l'ho visto solo su partite registrate e, guardando i video, é difficile non pensare che il calcio moderno forse cominció solo negli anni 1970 (anche se é un criterio molto personale). Sicuramente la sua carriera molto lunga gli ha permesso di diventare una bandiera, come Rivera.  Tra le sue reti piú famose, anche una fatta dopo soli 13 secondi in un derby contro il Milan. Arrivó secondo al Pallone D'Oro nel 1971 (dietro a Cruyff, che con l'Ajax vinse la Coppa Campioni proprio contro l'Inter quell'anno) ed é l'unico italiano ad essere stato capocannoniere in un edizione di Coppa Campioni. Ultima partita fu una finale di Coppa Italia contro il Milan, nel 1977. In questi giorni vi sono stati ricordi molto belli e tante emozioni ai suo funerali milanesi.


Una foto con il mitico Peppino Meazza, il cui nome é stato dato allo Stadio San Siro


Una foto della Nazionale Campione d'Europa 1968



Una foto a colori della Grande Inter


Contro il Brasile, nella finale 1970


Una foto da bambino con papá Valentino


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