30 agosto 2025

30 Agosto 2025: 6 anni di Marazico

 
Chissa quanto riusciremo ad andare avanti con questa foto in  proiezione...

Eccoci al sesto anniversario di Marazico.

Il 30 Agosto di un anno fa, parlammo della quinta Champions di Ancelotti, del trionfo spagnolo agli Europei e della bellissima Europa League dell'Atalanta. Due anni fa, parlai del triplete del City, dei Mondiali di Messi, e delle belle stagioni di Inter e Napoli, oltre che degli addii a Vialli e Pelé. Tre anni fa parlai della decisione di accantonare l'idea di una pagina Facebook per promuovere il Blog (soprattutto per la questione dei diritti sulle foto) e poi parlammo dei maggiori eventi seguiti durante l'anno precedente: la non qualificazione della Nazionale ai Mondiali, lo scudetto del Milan ed i record di allenatore di Ancelotti. Quattro anni fa, ci soffermammo sulla bellissima vittoria dell'Italia agli Europei, sulla morte di Maradona, Paolo Rossi e Gerd Muller, sullo scandalo SuperLega e sul cambio di squadra di Ronaldo e Messi. Cinque anni fa', cercai di chiarire l'intenzione di questo Blog come un diario personale e poi mi soffermai sulla strana stagione creata dal COVID, il triplete del Bayern e le crisi di Juventus e Barcelona.

In questa ultima stagione, quella della prima Champions del PSG (guarda caso dopo l'addio di Neymar, Mbappé e Messi), del secondo triplete di Luis Enrique, del crollo dell'Inter in finale di stagione, dell'ennesima impresa di Conte e dell'ascesa di Yamal come stella del calcio mondiale, sono usciti circa 64 post, distribuiti su questi temi:

- la stagione in partenza ed il mercato, nella sessione estiva ed invernale.

- le Coppe Europee (con attenzione speciale sulla Champions), dai sorteggi, al nuovo girone unico di qualificazione, ai vari turni di eliminazione diretta, fino alla finale, ma anche le altre finali di Europa League e Conference.

- I 5 principali campionati Europei (grande stagione di Barcelona, Liverpool, Bayern e Napoli con i nuovi allenatori), oltre ad un focus particolare sulla Serie A, dove abbiamo seguito la grande stagione della squadra di Conte (favorita dal crollo finale dell'Inter e dagli inceppi delle altre).

- La Coppa Italia (Bologna di Italiano, grande rivelazione del campionato, a sorpresa sul Milan di Conceicao), con una visione anche sulle altre Coppe Nazionali. 

- La prima edizione dei Mondiali per Club, vinti a sorpresa dal Chelsea di Maresca sul PSG.

- Il travagliato anno della nazionale, dalle buone prestazioni autunnali in Nations League. Alla sconfitta con la Francia che ci condanna agli spareggi, poi persi con la Germania. Alla bruttissima partenza nelle qualificazioni per i Mondiali 2026 che hanno portato all'esonero di Spalletti e l'arrivo di Gattuso.

- Il bilancio della stagione per Club, il nostro Pallone d'Oro (come sempre non scontato) e la Classifica generale per gli Allenatori.

Quest'anno abbiamo continuato a produrre episodi del progetto ANNO x ANNO dove siamo passati dai Mondiali 1986 attraverso tutte le (gloriose per le squadre italiane) stagioni fino agli Europei 1988 e Mondiali 1990

Abbiamo anche dato l'addio di grandi figure come grandi figure come Sven Goran ErikssonTotó Schillaci e Bruno Pizzul.  Per gli interessati, vi sono anche dei bei progetti degli anni scorsi, come le partite piú iconiche del decennio 2010-2020 ed il pantheon dei miei giocatori preferiti. 

La nuova stagione é iniziata da poco, mentre il mercato é ancora aperto e siamo in mezzo ai sorteggi per le Coppe. Poi ci sará la cerimonia del Pallone d'Oro e vedremo come andranno le qualificazioni per i Mondiali (per noi é giá molto dura).

Come anticipato lo scorso anno, ho deciso di cambiare la frequenza delle mie pubblicazioni su questo Blog e di passare ad un post mensile che racconti gli eventi principali del mese precedente da tutti i punti di vista: campionati, coppe, mercato, nazionale... É un esperimento percui puó darsi che decida poi di aumentare la frequenza dei post. Penso probabilmente di tenere un post riassuntivo su Europei e Mondiali. Vediamo, tanto é a mio uso e consumo!


27 agosto 2025

ANNO x ANNO: Mondiali 1990

 

La formazione azzurra che debuttó ai Mondiali contro l'Austria. Carnevale uscí quasi subito per Schillaci, poi anche Vialli per Baggio (con le saghe giornalistiche sull'infortunio del doriano). Troppa pressione sugli azzurri? 

Questo é un progetto speciale, si chiama ANNO x ANNO. Per l'introduzione ed i link alle puntate precedenti, cliccate qui.

I Mondiali 1990 furono forse quelli che seguí piú intensamente in tutta la mia vita. Era l'estate delle Notti Magiche, io stavo preparando la maturitá e presto sarei partito per un lungo viaggio in Interrail prima di cambiare vita andando all'Universitá. Fu un grande dispiacere in un'estate bellissima. L'Italia era la squadra piú forte e completa secondo me. Avrebbe meritato di vincere ed infatti, uscí in semifinale senza aver mai perso una partita e avendo subito un solo goal (non conto la finalina con l'Inghilterra, dovrebbero abolirle quelle partite). Fu forse la squadra azzurra piú forte che io ho mai visto (sulla carta quella del 2002 lo era ancora di piú ma credo fosse piú divisa e male allenata, ne parleremo). Dovendo scegliere un dispiacere ricevuto dalla maglia azzurra credo che questo sia il piú alto (piú ancora che il Mondiale 1994, dove avemmo molta fortuna), davanti all'Europeo 2000 e alla mancata qualificazione del 2022. Ora peró andiamo con ordine, tanto si sa giá come andó a finire.

L'avvicinamento dell'Italia ai mondiali 

La nazionale di Vicini non dovette affrontare un percorso di qualificazione ai mondiali, in quanto paese ospitante (cosí come l'Argentina come campione in carica). Dopo il bel calcio mostrato agli Europei 1988, Vicini cercó di usare le amichevoli (vedere italia1910.com per tabellini e highlights) disputate tra Ottobre 1988 e Marzo 1990 per sperimentare vari giocatori ed alternative. Nella stagione 1988-89, ad esempio, l'Italia giocó in amichevole contro  Norvegia, Olanda (vittoria con rete di Vialli sui Campioni d'Europa, esordio di Roberto Baggio in nazionale), Scozia, Danimarca, Austria, Romania (unica sconfitta), Uruguay (pareggio con rete di Baggio) e Ungheria. In quella stagione, oltre ai giocatori giá provati nel biennio precedente, Vicini sperimentó Berti, Baggio, Marocchi, Crippa, Borgonovo, Carnevale.

Nella stagione 1989-90, l'Italia giocó in amichevole con Bulgaria, Brasile (sconfitta), Algeria (ultima vittoria poi tutti 0-0), Inghilterra, Argentina, Olanda e Svizzera (ultima amichevole, a Marzo 1990). L'ossatura della formazione rimase piú o meno la stessa degli Europei anche se si videro piú partecipazioni di De Agostini Carnevale e Baggio. Vialli e Giannini giocarono quasi sempre, mentre Mancini era spesso in panchina. Gli unici esperimenti furono quelli di Vierchowod (per Ferri) e Schillaci (per Vialli o Carnevale). Bisogna ammettere che, mentre per Bearzot nel periodo 1984-86 gli stimoli dalle squadre di club erano stati abbastanza miseri, per Vicini fu il contrario: nel biennio 1988-90, si poteva vedere il Milan di Sacchi a dominare in Europa, l'Inter di Trapattoni a vincere uno scudetto a suon di record, il Napoli a vincere scudetto e Coppa UEFA nello stesso anno, la Juve di Zoff ha vincere Coppa Italia e Coppa UEFA, la Sampdoria in due finali di Coppa delle Coppe consecutive, la Fiorentina a mettere in mostra la coppia Baggio-Borgonovo.

Mi servo della pagina FB "Alto Calcio Anni '80-'90" per mettere una foto del debutto di Roberto Baggio con la Nazionale A, il 16 Novembre 1988 nella vittoriosa amichevole contro i Campioni d'Europa dell'Olanda.

Le altre squadre qualificate

Il Mondiale di Italia 1990 si svolsero dal 8 Giugno al 8 Luglio in dodici stadi differenti, tra cui San Siro per il gioco di apertura e l'Olimpico di Roma per la finale. L'organizzazione dei Mondiali fu assegnata all'Italia nel 1984 e la sfida principale fu l'ammodernamento di stadi considerati obsoleti. La formula del torneo rimase la stessa di Messico 1986.  Le qualificazioni ai Mondiali 1990 videro la partecipazione di 116 squadre per 24 posti disponibili (due dei quali erano peró giá presi da Italia e Argentina). 10 posti erano stati presi dall'Argentina di Diego Armando Maradona, dal Brasile di Antonio Careca, dalla Colombia di Carlos Valderrama, dall'Uruguay di Enzo Francescoli, dal Camerun di Roger Milla oltre che da Costarica,  Egitto, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti (non sono riuscito a riconoscere giocatori sufficientemente conosciuti in queste squadre). Il Messico era stato squalificato dal Mondiale 1990, mentre Cile fu squalificato dai Mondiali 1990 e 1994 perché il suo portiere finse di essere colpito da un petardo durante una partita di qualificazione contro il Brasile (il portire fu poi squalificato a vita).

L'Europa aveva il contingente piú alto con i rimanenti 14 partecipanti. Oltre all'Italia, si qualificarono: l'Austria di Toni Polster, la Cecoslovacchia di Toni Skuhravi, la Romania di Gheorge Hagi, l'Unione Sovietica di Oleg Protassov, la Scozia di Gary McAllister, la Svezia di Glenn Stromberg, la Germania di Lothar Matthaus, la Jugoslavia di Dragan Stojkovic, il Belgio di Enzo Scifo, la Spagna di Emilio Butragueno, l'Inghilterra di Gary Lineker, l'Irlanda di John Aldridge e l'Olanda di Marco Van Basten. La principale assente tra le squadre europee, come agli Europei 1988, era la Francia, allenata da Michel Platini. Altre assenti di rilievo furono la Danimarca, il Portogallo e la Bulgaria. Il pallone ufficiale era sempre Adidas, chiamato "Etrusco unico".  



Ovviamente, i Campioni del Mondo dell'Argentina e quelli d'Europa dell'Olanda erano tra i favoriti, insieme ai soliti Germania e Brasile. L'Italia peró non poteva nascondersi: le sue squadre di Club avevano vinto 5 delle 6 Coppe Europee negli ultimi due anni. Gli azzurri giocavano in casa ed avevano una delle generazioni di calciatori piú forti della sua storia. Le teste di serie ai sorteggi per la creazione dei sei gironi erano Italia, Argentina, Brasile, Germania, Belgio e Inghilterra.

I convocati dell'Italia

Alla fine Vicini scelse la linea della continuitá, continuando a convocare i giocatori che avevano giocato negli ultimi 4 anni. Rispetto alle convocazioni per gli Europei 1988, gli unici cambi erano quelli di Pietro Vierchowod per Roberto Cravero, Nicola Berti per Luca Fusi, Giancarlo Marocchi per Francesco Romano, Andrea Carnevale per Alessandro Altobelli, Roberto Baggio per Ruggiero Rizzitelli, Aldo Serena (un attaccante) al posto di Giovanni Francini (un difensore) e due convocati in piú: il terzo portiere Luca Pagliuca e l'attaccante Totó Schillaci, che si era in messo in luce con la Juve di Zoff in quella stagione insieme a Pierluigi Casiraghi. Rimase a casa Stefano Borgonovo, che comunque aveva giocato poco anche nel Milan quell'anno. Io personalmente vedevo meglio Tassotti rispetto a Bergomi e Vierchowod rispetto a Ferri (giá agli Europei) e vedevo Pagliuca e Tacconi piú in forma di Zenga.


L'andamento dei vari gruppi

L'Italia era nel Gruppo A insieme a Austria, Cecoslovacchia e Stati Uniti. Gli azzurri debuttarono in un Olimpico gremito contro l'Austria con questa formazione: Zenga; Bergomi, Ferri, Baresi, Maldini; Donadoni, Ancelotti, Giannini, De Napoli; Vialli e Carnevale (praticamente la stessa degli Europei con Carnevale al posto di Mancini). Bergomi era ancora il capitano. Fu una partita difficile con l'Italia che faceva fatica a bucare la difesa avversaria. Nel primo tempo, Carnevale non concluse a rete una bella combinazione con Vialli e mancarono occasioni anche Giannini e Vialli. Nel secondo tempo entrarono De Agostini per Ancelotti e Schillaci per Carnevale. Proprio Schillaci inizió il suo incredibile mondiale insaccando un bel cross di Vialli. Finí 1 a 0 per l'Italia. Nell'altra partita, la Cecoslovacchia battté nettamente gli USA per 5 a 1 con doppietta di Schuravy.

Nella seconda partita nel girone, gli azzurri affrontarono all'Olimpico gli Stati Uniti. Vicini avea inserito Berti al posto di Ancelotti. L'Italia passó in vantaggio rapidamente con un gran goal di Giannini su velo di Vialli, che poi sbaglió anche un rigore. Nel secondo tempo, Zenga fece un miracolo su una punizione avversaria e Schillaci, ancora subentrato a Carnevale (che mandó a quel paese Vicini e non giocherá piú), andó vicino al goal di testa, ma finí 1 a 0. Nell'altra partita, la Cecoslovacchia batté anche l'Austria per 1 a 0, percui ora la partita Italia-Cecoslovacchia era essenziale per decidere il primo posto nel girone visto che erano entrambe giá qualificate.

La panchina azzurra contro la Cecoslovacchia, segni di attrito?

Vicini approfittó della partita per provare da titolare (a furor di popolo) la coppia Schillaci-Baggio (giá prevista per la Juve dell'anno seguente, dato il tumultuoso passaggio di Baggio alla Juve prima dei Mondiali). Non ne rimase deluso: l'Italia creó tantissime occasioni e vinse 2 a 0 con le loro reti. Quella di Baggio (autore di una prova stupenda) rimase una delle piú belle che ha marcato in nazionale e una delle piú belle del mondiale. Ora Vicini si trovava con un grossissimo dilemma perché, arrivato al Mondiale con la previsione di basarsi su Vialli e Carnevale, si trovó Baggio e Schillaci in forma smagliante. Vittoria inutile invece per l'Austria contro gli Stati Uniti per 2 a 1.

Questa fu la partita che mise Roberto Baggio sulla vetrina mondiale. Fece una prestazione maestosa. Peró non si puó scordare che anche Giannini e Donadoni stavano facendo molto bene, per non parlare della difesa, con Baresi e Maldini in grande forma.

In realtá il Mondiale si aprí con il Gruppo B (Argentina, Romania, Camerun, Unione Sovietica), perché, come da tradizione, era la squadra campione in carica a debuttare dopo la cerimonia di apertura. L'Argentina giocó a San Siro contro il Camerun in un caldo pomeriggio di giugno e probabilmente pensava di cavarsela facilmente, potendo schierare giocatori come Pumpido, Ruggeri, Sensini, Batista, Burruchaga, Balbo e, dalla panchina, Caniggia, oltre ovviamente al pibe de oro Maradona. Invece fu il Camerun, con una stupenda tenuta e due cartellini rossi, ad imporsi per 1 a 0 con Oman Biyick, che andó a prendere in cielo un pallone altissimo, aiutato da una gatta di Pumpido (vi ricorda il Mondiale 2022?). Nella partita successiva contro l'Unione Sovietica (che aveva perso la prima partita per 2 a 0 con la Romania), l'Argentina doveva assolutamente vincere, e lo fece per 2 a 0, mentre il Camerun faceva il miracolo e batteva 2 a 1 la Romania con doppietta di Roger Milla (che inizió cosí il suo mitologico mondiale). Nell'ultima partita del girone, l'Argentina riuscí solo a pareggiare 1 a 1 con la Romania e passó solo come miglior terza, mentre il Cameroon crollava per 4 a 0 contro l'Unione Sovietica.

Nel Gruppo C (Brasile, Costa Rica, Scozia, Svezia), la grande sorpresa fu la qualificazione della Costarica, unita agli 0 punti della Svezia. Il Brasile era in una fase di transizione e schierava giocatori come Taffarel, Mozer, Dunga, Almeao, Valdo, Branco, Muller e Careca, mentre Romario e Bebeto (i futuri goleador di USA 1994), sedevano in panchina. Careca si fece subito vedere con una doppietta nel 2 a 1 contro la Svezia (tra gli svedesi segnó Tomas Brolin, futuro attaccante del mio Parma). Il Costarica batté per 1 a 0 la Scozia, ma poi perdette nella seconda partita per 1 a 0 contro il Brasile (rete di Muller). La Scozia si rifece battendo per 2 a 1 la Svezia (rete di Stromberg per gli svedesi), ma poi perse ancora 1 a 0, stavolta con il Brasile (ancora Muller a segno), nella terza partita, mentre il Costarica andó a battere anche la Svezia e conquistó il secondo posto nel girone.

Il Gruppo D (Germania, Jugoslavia, Colombia, Emirati Arabi Uniti) vedeva i tedeschi come favoriti e Colombia e Yugoslavia a disputarsi l'altro posto utile. La Germania aveva una squadra molto concreta e atletica, potendo contare su Illgner, Autenthaler, Berthold, Retuer, Hassler, Matthaus, Brehme, Voller e Klinsman (con Riedle, Moeller e Littbarski in panchina). I tdeschi partirono subito forte battendo la Jugoslavia (una squadra molto dotata con Stojkovic, Katanec, Savicevic, Vujovic, Pancev e Prosinecky a disposizione) per 4 a 1, mentre la Colombia del famoso portiere René Higuita batteva gli Emirati per 2 a 0. La Jugoslavia si riprese nella seconda partita battendo la Colombia per 1 a 0, mentre la Germania dilagava per 5 a 1 con gli Emirati (ancora a segno Klinsmann e Matthaus piú doppietta di Voeller). Anche la Jugoslavia strapazzó gli Emirati (4 a 1 con doppietta di Pancev) e finí seconda dietro i tedeschi, mentre la Colombia prese il terzo posto utile pareggiando 1 a 1 con la Germania.

Il Gruppo E (Spagna, Corea del Sud, Belgio, Uruguay) era forse il piú equilibrato. Il Belgio aveva giocatori come Preud'homme e Scifo ma era una squadra in declino. La Spagna invece poteva ancora contare su campioni del Real come Butragueno, Michel e Sanchis e l'Uruguay, detentore dell'ultima edizione della Copa America, era una squadra che poteva contare sul talento di Ruben Paz, Enzo Francescoli e Ruben Sosa, oltre che sulle reti di Carlos Aguilera e la grinta di José Perdomo. Nella prima partita il Belgio regoló per 2 a 0 la Corea (che era lontana dalla squadra di oggi), mentre Uruguay e Spagna si fermarono sullo 0 a 0. Nella seconda partita, il Belgio sorprese tutti battendo l'Uruguay per 3 a 1, mentre la Spagna batté 3 a 1 la Corea con tripletta di Michel. Nell'ultima partita, la Spagna si prese il primato del girone battendo il Belgio per 2 a 1, mentre l Uruguay batté la Corea con una rete a tempo scaduto di Daniel Fonseca e agguantó il terzo posto utile.

Nel Gruppo F (Inghilterra, Olanda, Egitto, Irlanda), l'Inghilterra (che aveva aggiunto a Lineker e Bryan Robson anche Chris Waddle, Paul Gascoigne e, inizialmete in panchina, David Platt), si ritrovó subito di fronte l'Irlanda, sua bestia nera agli Europei. Fini 1 a 1 (rete di Lineker per gli inglesi, ovviamente sentiva l'odore dei Mondiali), mentre i Campioni d'Europa dell'Olanda, ora allenati da Leo Beenhakker, non riuscirono ad andare oltre il pareggio con l'Egitto. Nella seconda giornata, gli olandesi colsero uno scialbo 0 a 0 contro l'Inghilterra (sembrava proprio che Gullit, Van Basten e Rijkaard avessero dato giá tutto con il Milan), in una partita che rimase nella memoria per gli incidenti tra i tifosi, mentre l'Egitto costringeva al pareggio anche l'Irlanda. Nell'ultima partita, l'Inghilterra si prendeva il primo posto battendo di misura l'Egitto, mentre l'Olanda coglieva il suo terzo pareggio, stavolta con l'Irlanda e passava solo come miglior terza.

Questa formula é quella che poi sará usata per la versione allargata degli Europei. A me non piace perché praticamente passano quattro terze squadre su sei e questo toglie molto pathos alle partite dei gruppi. 

Passiamo agli Ottavi di Finale e partiamo dall'Italia ovviamente. Gli azzurri capitarono contro l'Uruguay, arrivato terzo nel Girone E. Vicini rimise Schillaci e Baggio in campo titolari ed i due crearono subito varie occasioni (venne annullato un goal su punizione per un dubbio fuorigioco). Gli azzurri dominavano ma non riuscirono a sbloccare il risultato fino al 65mo (nel frattempo era entrato anche Serena per Berti) con un bellissimo tiro di Schillaci. Nel finale raddoppió Serena mettendo al sicuro il passaggio del turno.



Totó Schillaci sta per scoccare il goal del meritatissimo vantaggio azzurro. É stata una meteora, ma per quel mese ad Italia '90 sembrava proprio che stesse replicando la gloria di Paolo Rossi del Mundial 1982. Fu capocannoniere con 5 reti e arrivó secondo al Pallone D'Oro dietro Lothar Matthaus (un'esagerazione secondo me). Lo amavamo tutti.

Facciamo ora un riassunto delle altre partite. Il Camerun continuó a stupire battendo la Colombia per 2 a 1 ai supplementari (un'altra doppietta per Roger Milla, che approfittó anche di un erroraccio di Higuita). La Cecoslovacchia fu fortunata e capitó con il Costarica che riuscí a batter per 4 a 1 con una trippletta di Thomas Skuhravi, che ovviamente diventó poi un oggetto di desiderio del mercato durante quell'estate. L'Irlanda invece riuscí a raggiungere una storica qualificazione ai quarti dopo aver eliminato la Romania di Hagi ai rigori, al termine di una partita senza reti. La Spagna invece fu eliminata dalla Jugoslavia, che guadagnó i quarti con una bella doppietta di Stojkovic.

Devo invece parlare un po' piú a lungo di Brasile-Argentina e Germania-Olanda perché furono due finali anticipate. La prima partita si giocó allo Stadio delle Alpi di Torino. I brasiliani misero l'Argentina sotto assedio creando varie azioni (ottimo Goycochea in porta per gli argentini) con Muller, Alemao e Careca e colpendo un palo con Dunga. Poi, quando la partita sembrava avviata ai supplementari, Maradona inventó un assist incredibile per Canniggia che superó Taffarel e mise in rete per l'1 a 0 finale. 

Nell'altra partita, la Germania e l'Olanda si affrontavano a San Siro in quella che era una rivincita della semifinale degli Europei 1988. Anche questa volta, fu una partita molto intensa, con nervosismo da entrambe le parti. La partita rimase famosa per la doppia espulsione di Voeller e Rijkaard, coinvolti in una minirissa con uno sputo su Voeller dell'olandese. Gli olandesi ebbero alcune buone ocasioni (anche Van Breukelen fece grandi parate), ma la Germania passó in vantaggio con Klinsmann e poi raddoppió con Brehme.  Gli olandesi continuarono a spingere e segnarono con Koeman su rigore, ma il risultato rimase 2 a 1 e gli olandesi dovettero andare a casa con un Van Basten particolarmente opaco. La partita peró fu forse la piú bella del Mondiale.

Il famoso sputo di Rijkaard su Voeller (quell'anno Rijkaard era nervosissimo, si vide anche nel finale di stagione con il Milan quando si fece espellere due volte)

Passiamo ai quarti di finale. L'Italia era capitata con l'Irlanda, rivelazione del torneo come giá agli Europei 1988. Vicini confermó la formazione con Baggio e Schillaci titolari, mettendo peró De Agostini al posto di Ancelotti. L'Italia passó in vantaggio con una rete di Schillaci (sembrava che ogni palla che toccasse andasse dentro) che approfittó di una respinta del portiere su tiro violento di Donadoni. Gli azzurri fecero piú fatica del previsto a trovare spazi contro una squadra molto chiusa che cercava le palle alte per i suoi in attacco. Baggio e Schillaci si videro annullati due goal per fuorigioco inesistente e Schillaci prese una traversa su una stupenda punizione. L'Italia ora poteva concentrarsi sulle semifinali, anche se c'erano molte discussioni sui giornali sullo stato d'animo di Gianluca Vialli, il giocatore che doveva essere il protagonista dell'Italia a questi mondiali.



Negli altri quarti di finale, l'Argentina buttó fuori la Jugoslavia ai calci di rigore (anche Maradona sbaglió per gli argentini, ma gli Jugoslavi fecero peggio), mentre la Germania buttó fuori la Cecoslovacchia grazie ad un rigore di Matthaus. Il quarto piú eccitante fu Camerun - Inghilterra. Passarono gli inglesi vincendo 3 a 2 grazie a un gran goal di Platt e due rigori trasformati da Lineker mentre il Camerun era avanti per 2 a 1. Fu un grande dolore per me perché quel Camerun stava per fare la storia e avrebbe meritato con tutte le occasioni che aveva creato.

Non fu in quella partita che danzó, ma in quella precedente; peró voglio rendere omaggio a Roger Milla per aver fatto sognare il suo paese, e tanti di noi, a quei Mondiali.

Passiamo guindi alle semifinali. L'Italia si spostó a giocare al San Paolo di Napoli per la partita con l'Argentina e ovviamente c'era timore che i napoletani avrebbero tifato per il loro idolo Diego. Non fu cosí (anche se Maradona fece pressing psicologico) peró forse si guastó qualcosa nella chimica della nazionale. La sorpresa fu che, nonostante la squadra avesse fatto molto bene con la coppia Baggio-Schillaci, Vicini decise di lasciare fuori Baggio e rimettere titolare Vialli. Inizialmente le cose andarono come sperava lui, perché l'Italia passó in vantaggio con Schillaci proprio su un tiro di Vialli respinto dal portiere. Sembrava che le cose potessero mettersi bene per l'Italia, l'Argentina non sembrava troppo pericolosa, anche se nel secondo tempo gli argentini ci diedero vari grattacapi. Il goal del pareggio venne su una uscita ridicola di Zenga su un colpo di testa di Canniggia male controllato da Ferri (il mio senno di poi: secondo me ci volevano Ancelotti, che si era ripreso dalla contrattura, e Vierchowod in quella partita). Nei supplementari, l'Italia colse una traversa con Baggio (entrato nel secondo tempo come Serena, al posto di Vialli) su punizione, poi fu la lotteria dei rigori e sbagliammo con Donadoni e Serena. Fu una delusione enorme ed anche l'inizio di una maledizione. L'Italia fu sconfitta ai rigori in altri due mondiali dopo quello.

Un incubo che mi assale ancora. Il finale piú brutto per una bellissima favola. Dopo quella sconfitta ero cosí deluso che smisi di seguire il calcio con la stessa passione e assiduitá per vari anni.

Anche Germania-Inghilterra finí ai rigori dopo che i tempi regolamentari erano finiti sull'1 a 1 (rete di Brehme su punizione deviata e pareggio molto bello di Lineker). L'Inghilterra perse e cosí andó alla finalina contro l'Italia (che serví a Schillaci per vincere la classifica cannonieri con un'altra rete) La Germania cosí si guadagnó la sua terza finale mondiale consecutiva, che era anche una rivincita contro l'Argentina di Maradona. Fu una bruttissima finale, vinta dai tedeschi vinta dai tedeschi grazie ad un rigore messo a segno da Andreas Brehme (morto a Febbraio 2024) con l'Argentina finita in 9 a causa di due espulsioni. Tra le due squadre sicuramente aveva meritato di piú la Germania per quello che aveva mostrato durante il Mondiale. Quella finale, con gli inni del pubblico al momento dell'inno argentino, fu uno degli strappi che portó all'addio di Maradona a Napoli, alla Serie A e all'Italia, insomma la fine di un'era

Le due formazioni all'Olimpico prima di iniziare.

L'inno argentino fischiato dai tifosi italiani all'Olimpico, Maradona che dice Hijos de Puta, sta finendo l'idilio italiano del Pibe de Oro, che scapperá letteralmente dall'Italia ad inizio 1991


La formazione dei Campioni del Mondo 1990. Con l'unificazione della Germania qualche mese dopo, si pensava che la nazionale sarebbe diventata ancora piú forte. Non fu cosí.


Italia '90 fu il Mondiale con la media-goal tra le piú basse di sempre. Sicuramene fu molto equilibrato, peró io non condivido le critiche, fu un ottimo mondiale con squadre molto forti. Penso che l'Olanda fu la delusione maggiore rispetto alle attese e l'Inghilterra invece fece un'ottima prestazione, oltre le attese. Le sorprese furono il Camerun e l'Irlanda. L'Italia mostró una grandissima difesa con un Baresi favoloso. Anche Donadoni fece un gran mondiale. Mi dispiaque soprattutto per loro. Il tentativo di replicare l'onnipotenza del Milan di Sacchi spingerá, un anno dopo, a chiamare il tecnico di Fusignano sulla panchina azzurra, dopo che Vicini fallí le qualificazioni agli Europei 1992. A quel punto, con Vicini fuori anche Vialli fece dichiarazioni molto pesanti contro Vicini, secondo me ingiuste.

Il sogno si é infranto, ma é stato bello comunque averlo.

Erano in formissima. Un errore non farli partire insieme con l'Argentina. Per me in quel mondiale Baggio era addirittura meglio che nel 1994


Chiudiamo ricordando che, quello stesso anno, l'Egitto vinse la Coppa d'Africa contro il Camerun.



Fonti per informazioni e snip:
- Wikipedia
- mondialidicalcio.org
- storiedicalcio.altervista.org
- Italia1910.com
- Solocalcio.com
- Fifa.com
- gameofgoals.it
- vivadiego.com
- ultimouomo.com
- memorieondiali.it
- quattrotretre.it

20 agosto 2025

ANNO x ANNO - Stagione 1989-1990 - le squadre italiane conquistano l'Europa


Ho scelto questa foto perché sull'aereo di Alitalia si intravede giá il logo di CIAO, la mascotte dei mondiali. Poi purtroppo all'epoca non c'era la tradizione di sollevare la Coppa in campo e cosí poter inquadrare Baresi con i compagni. Fu l'apice del Milan di Sacchi ma anche l'inizio della fine: l'insofferenza per i suoi modi di fare, l'usura di vari giocatori portarono poi alla rottura e la fine di quella bellissima esperienza.

Eccoci ad un'altra puntata del progetto ANNO x ANNO. Questa fu una stagione in cui la Storia del mondo influenzó tutto: la caduta del Muro di Berlino portó alla fine del comunismo e della guerra fredda. Fu l'ultima stagione con squadre della Germaia Est e presto non vi saranno piú squadre dalla URSS (ne parleremo anche per i Mondiali del 1990). In Italia vi era un atmosfera elettrizzante per l'arrivo dei Mondiali in casa oltre che per le dimostrazioni di forza dei club italiani in Europa la stagione precedente. Quella fu anche l'ultima, bellissima, stagione di Roberto Baggio alla Fiorentina (per me il suo periodo migliore). Il suo trasferimento alla Juve prima del mondiale fu forse il piú contestato nella storia della Serie A, con seri incidenti di piazza a Firenze. Rimase una stagione di apice, se non la stagione di apice, per le squadre italiane in Europa (4 squadre in finale di tre coppe). Fu una giusta celebrazione per il Milan degli olandesi ed il Napoli di Maradona, anche se stavano per cambiare molte cose.

L'anno 1989-90 fu un anno di transizione per me. Certo ci furono tante cose molto belle: la patente della macchina ed il piacere di guidare, la gita scolastica a Bruxelles e Amsterdam, il diploma con 60/60. Peró vi furono anche delusioni amorose, la consapevolezza che stava finendo un periodo di vita e di amicizie, ed il pensiero per quello che sarebbe stato dopo. L'estate dei mondiali d'Italia fu speciale perché passai da solo in casa la prima metá di luglio (non era mai successo prima, due sere prima degli orali vidi Vasco a San Siro per Fronte del Palco) per via degli orali della maturitá. Fu una sensazione speciale. La sera della finale facemmo una cena da me con gli amici del paese (fu forse l'unica volta che gli amici di San Martino si riunirono da noi al 2/E). Poi fu speciale perché feci l'Interrail con Guido e Pepe e girammo tutta Europa in treno in un mese (andammo anche a Berlino, attraversammo il muro). Fu forse il seme che mi diede la curiositá per un futuro che mi permettesse viaggiare e conoscere posti nella mia vita.


INGHILTERRA

Quell'anno, le porte delle qualificazioni alle competizioni europee si riaprirono per le squadre inglesi (un solo posto per la Coppa UEFA) tranne che per il Liverpool che era ancora bandito. La grande novitá di quella stagione fu il ritorno di Gary Lineker in Inghilterra, per giocare con il Tottenham, che nel frattempo vendette Chris Waddle al Marsiglia. L'Aston Villa acquistó Tony Cascarino, mentre il Liverpool prese Glenn Hysen dalla Fiorentina e vendette John Aldridge alla Real Sociedad. Tra gli altri trasferimenti: Clive Allen torno in Inghilterra per giocare nel Manchester City; il Manchester United acquistó Paul Ince dal West Ham. Lo scudetto lo vinse ancora il Liverpool di Dalglish, davanti ad Aston Villa e Tottenham. Lineker si mise subito in luce come capocannoniere. Alex Ferguson vinse il suo primo trofeo con il Manchester United, la FA CUP.

SPAGNA

La tremenda umiliazione subita dal Milan durante la stagione precedente, portó al divorzio tra il Real Madrid e Leo Beenhakker, l'allenatore dei tre campionati consecutivi. Fu sostituito dal gallese John Toshack, che aveva fatto bene al Real Sociedad (vi tornerá rapidamente). Il Real si rafforzó in difesa con Oscar Ruggeri e Fernando Hierro oltre che con il portiere Julen Lopetegui (poi allenatore), mentre lasciarono la squadra Ricardo Gallego e José Antonio Camacho. L'Atletico Madrid acquistó l'attaccande argentino José Alberto Percudani, ma il colpi di mercato piú grossi li fece il Barcelona con gli arrivi di Ronald Koeman e Michael Laudrup, che lasció cosí l'Italia. Tra gli altri trasferimenti degni di nota: lo Sporting Gijon acquistó il giovane Luis Enrique (avrá una grande carriera come giocatore e come allenatore); il Valencia acquistó il centravanti bulgaro Lyuboslav Penev (lo vedremo anche ai Mondiali 1994) e rimandó Rabah Madjer al Porto; la Real Sociedad salutó il ritiro del grande portiere Luis Arconada e compró John Aldridge dal Liverpool;  Hugo Maradona se ne andó dal Rayo Vallecano per giocare in Venezuela. Ancora una volta il Real vinse il campionato e Hugo Sanchez tornó ad essere il capocannoniere del campionato per la quinta volta (solo Messi lo superó come numero di volte). Il Barcelona arrivó terzo dietro il Valencia e dovette consolarsi con la Copa del Rey, vinta contro il Real Madrid.

GERMANIA

Il Bayern si rafforzó ulteriormente con gli arrivi di Jurgen Kohler e Thomas Strunz (poi famoso per un monologo di Trapattoni). Il Colonia invece, salutó il ritiro del glorioso Morten Olsen e oltre a Kholer, vendette pure Flemming Povlsen al PSV. Tra gli altri trasferimenti si possono notare: l'acquisto del giovane Brian Laudrup (fratello di Michael e poi famoso agli Europei 1992) da parte del Bayer 05 Uerdingen; l'uscita di Klinsmann e Katanec dallo Stoccarda verso l'Italia; l'addio di Manfred Kaltz all'Amburgo; il trasferimento di Oliver Bierhoff e Igor Belanov al BMG; l'arrivo di Jorginho e Andreas Thom al Leverkusen. Il Bayern vinse ancora il campionato davanti al Colonia. L'Eintracht arrivó terzo, mentre il Werder Brema perse un'altra finale di Coppa di Germania, questa volta contro il Kaiserslautern.

FRANCIA

I campioni in carica del Marsiglia si rafforzarono ulteriormente con gli arrivi di Enzo Francescoli, Carlos Mozer, Manuel Amoros, Chris Waddle e del giovane centrocampista Didier Deschamps (che poi fece la storia della nazionale francese come capitano e come allenatore). Il Monaco acquistó Ramon Diaz dall'Inter, mentre il Bordeaux acquistó Patrick Battiston e Klaus Allofs, cedendo Enzo Scifo all'Auxerre e il suo storico campione Jean Tigana al Marsiglia Tra gli altri trasferimenti da ricordare: Eric Cantona si trasferí al Montpellier; Yannick Stopyra andó verso il Cannes; Guy Lacombe e Bernand Genghini si ritirarono ed i fratelli Vujovic si divisero (uno andó al PSG e l'altro alla Stella Rossa). Il Marsiglia rivinse il campionato, chiaramente piú forte degli avversari e pronto per far sentire la sua voce in Europa, anche con la forza di Jean Pierre Papin, capocannoniere per la terza volta di fila (con trenta reti!). Bordeaux e Monaco rimasero delusi, mentre il Montpellier vinse la Coppa di Francia.

ITALIA


Roberto Baggio. Só che abbiamo tanti anni di lui davanti e só che vi sono tanti altri nomi che meritavano di stare qui ora, da Tacconi, a Vialli, Vierchowod, Donadoni e via dicendo... Peró questo fu il mio Baggio preferito (cosi come quello del Mondiale 1990, rispetto al 1994) e volevo celebrarlo con la maglia della Fiore.

Il mercato fu attivissimo anche nell'estate 1989: Il Milan fece un mercato meno dispendioso dei precedenti due e "si accontentó" di Marco Simone, Stefano Carobbi, Andrea Pazzagli, Giovanni Stroppa e Diego Fuser. I rossoneri cedettero i due terzini ex Parma Walter Bianchi e Roberto Mussi al Torino e salutarono Pietro Paolo Virdis che fu venduto al Lecce. Al Napoli partirono Antonio Carannante e Francesco Romano, mentre gli arrivi principali furono Massimo Mauro, Marco Baroni ed il giovane sardo Gianfranco Zola (uno dei miei fantasisti preferiti di sempre), anche se la novitá principale fu l'arrivo di Alberto Bigon come allenatore, probabilmente dovuto al clima sempre piú difficile tra Ottavio Bianchi e la squadra. L'Inter acquistó l'attaccante tedesco Jurgen Klinsmann (quasi cercando di replicare le fortune del Milan con gli olandesi) e il giovane centrocampista Enrico Cucchi. La Juventus salutó il campione del mondo Antonio Cabrini (andó al Bologna) e Michael Laudrup andando ad acquistare il sovietico Sergey Aleynikov, il giovane attaccante Pierluigi Casiraghi, il difensore Dario Bonetti ed un attaccante siciliano, Salvatore Schillaci (che per poco non emulerá Paolo Rossi ai mondiali 1990). 

La Roma acquistó vari giovani, oltre al difensore Thomas Berthold dal Verona. Renato Portaluppi tornó al Flamengo dopo una stagione deludente, Collovati fu ceduto al Genoa e Daniele Massaro tornó al Milan a fine prestito. La Fiorentina acquistó, tra gli altri, Marco Nappi, Stefano Pioli, Giuseppe Iachini e Renato Buso, cedendo peró tanti giocatori tra cui Stefano Carobbi ed il gioiellino Stefano Borgonovo, che tornó al Milan per la fine del prestito. La Sampdoria acquistó Srecko Katanec e Attilio Lombardo. L'Udinese acquistó Nestor Sensini, Ricardo Gallego e Abel Balbo (i due argentini faranno molto bene). Il Genoa acquistó i tre uruguayani José Perdomo, Ruben Paz e Carlos Aguilera. La Lazio fece l'errore di cedere Gigi Di Biagio, mentre il Verona si riprese Pietro Fanna dall'Inter e prese in prestito il giovane portiere Angelo Peruzzi dalla Roma, oltre all'attaccante Maurizio Iorio. Tra gli altri trasferimenti, da notare: l'argentino Gustavo Dezotti alla Cremonese; Bruno Giordano, il bulgaro Nikolay Iliev ed il tedesco Herbert Waas al Bologna, Claudio Caniggia e Mario Bortolazzi passarono dal Verona all'Atalanta, che promose in prima squadra Pierluigi Orlandini; Spillo Altobelli si trasferí al Brescia mentre il difensore Silvano Fontolan si ritiró. 

Sicuramente lo straniero piú importante che arrivó quell'anno fu Jurgen Klinsmann. Volevo qui peró parlare anche di tanti giocatori 'minori' che andarono a squadre meno titolate (anche se Balbo giocó anche alla Roma e al Parma quando il Parma era molto forte) facendo anche tanti goal, come appunto Balbo, Aguilera, Casagrande e tanti altri.

In Serie A c'erano aspettative molto alte per questa stagione: Milan e Napoli avevano vinto in Europa, l'Inter aveva dominato il campionato di rivincita, la Fiorentina e la Sampdoria mostravano ottimo calcio e la Juve aveva sete di rivincite. Esordivano come allenatori in Serie A Marcello Lippi al Cesena e Franco Scoglio al Genoa. Il Girone di Andata fu scossa dalla scomparsa di Gaetano Scirea in un inicidente stradale. Il Napoli partí subito forte nonostante le assenze di Maradona, in rotta con la societá. Alla quinta giornata, il Napoli batté la Fiorentina per 3 a 2, ma ció che rimase nella memoria fu il favoloso goal di Roberto Baggio (guardando i reperti video di quegli anni si puó notare che le seconde maglie di Fiorentina e Napoli erano stupende in quegli anni), che andó a segnare partendo dalla sua metá campo. Solo il Milan di Sacchi riusciva a tenere testa al Napoli, mentre l'Inter faceva fatica. I partenopei finirono primi il girone di andata, avendo perso solo con la Lazio (in quella partita Lionello Manfredonia ebbe un attacco cardiaco e dovette abbandonare il calcio) e dopo aver battuto nettamente le due milanesi (stupende le reti di Maradona in entrambe le partite).

Nel girone di ritorno, il Napoli ebbe un calo ed il Milan ne approfittó per rifarsi sotto, anche grazie alla vittoria nello scontro diretto. Il Milan riuscí addirittura a superare il Napoli in classifica dopo che i partenopei furono sconfitti anche dall'Inter. Il Milan restó in testa anche nelle settimane seguenti, nonostante due pesanti sconfitte con Juventus ed Inter. Alla 31ma giornata, peró, il Napoli vinse a tavolino a Bergamo per una monetina che colpí in testa Alemao (con tutte le polemiche per l'invito al brasiliano del massaggiatore Salvatore Carmando di restare a terra). Il finale di campionato fu un crollo di nervi del Milan che consentí al Napoli di vincere lo scudetto: i rossoneri persero a Verona alla penultima giornata ebbero vari espulsi. I rossoneri perdono anche la Coppa Italia, facendosi battere dalla Juventus per 1 a 0 a San Siro dopo che, nella partita di andata a Torino, Rijkaard si fece espellere, come in campionato (collezionerá una terza espulsione al mondiale, quell'estate). Rijkard ed i rossoneri si consoleranno in Europa (il suo grido di esultanza dopo il goal in finale fa capire che qualcosa a livello di personalle stava andando male). Per la Juve di Zoff una bella soddisfazione che si unirá alla Coppa UEFA.

Quello scudetto lo perse soprattutto il Milan, peró é vero che il Napoli meritava di vincerne almeno un secondo dopo i due precedenti campionati ad altissimo livello in cui aveva sfiorato il titolo. Fu un'altra grande stagione anche per Ciro Ferrara.

Capite perché arrivammo ai mondiali convinti di spaccare il mondo?

Partiamo come sempre dalle "altre coppe" per poi dare piú spazio alla Champions in fondo alla sezione (e non scordiamoci che le squdre inglesi erano ancora bandite dalle competizioni dopo l'Heysel). In Coppa delle Coppe, la Sampdoria di Boskov si prese la rivincita per la finale persa l'anno prima e stavolta vinse la Coppa contro l'Anderlecht di Georges Grun e Luis Oliveira (li vedremo in Italia). I blucerchiati furono trascinati dalle reti di Vialli, capocannoniere e autore di una doppietta ai supplementari in finale. Schivarono il Barcelona (eliminato dall'Anderlecht), ma dovettero buttare fuori il Borussia Dortmund e poi il Monaco in semifinale. Una parentesi sulla Copa Libertadores, dove l'Olimpia di Asunción raggiunge ancora la finale e questa volta vince, contro il Barceona di Guayaquil.

Con una tripletta cosí non potevo mettere le foto di tutte le vincitrici. Questa Samp era ormai pronta a fare il salto decisivio anche in Serie A, sará una delle piú belle favole del nostro campionato. Peccato che Vialli e, soprattutto, Mancini non riuscirono a mostrare tutto questo talento anche in nazionale.

I tempi sono cambiati e l'unico bianconero campione del mondo 1982 siede in panchina e fa l'allenatore. Ma questa Juve operaia, soprattutto grazie ad un Tacconi in forma strepitosa (in quel periodo lui e Pagliuca erano probabilmente piú in forma di Zenga) 

In Coppa UEFA, l'Italia domina la competizione con una finale tra Juventus e Fiorentina. Ai trentaduesimi esce subito l'Atalanta contro lo Spartak Mosca. Il Napoli invece arriva fino agli ottavi, ma poi crolla in casa del Werder Brema. Juventus e Fiorentina arrivano alla finale dopo aver eliminato squadre di calibro come Atletico Madrid, PSG, Dinamo Kiev, Amburgo, Colonia e Werder Brema. La finale verrá in un momento delicato per la Fiorentina: l'allenatore Bruno Giorgi (che aveva sostituito Eriksson) viene esonerato e la squadra é affidata temporaneamente a Francesco Graziani. Oltretutto, proprio in quel periodo, la Juventus sta facendo una corte fortissima alla Fiorentina per avere Roberto Baggio. A Torino vince la Juve per 3 a 1 e questo le basta per bloccare il ritorno sullo 0 a 0. Un peccato per la Fiorentina, un trofeo sarebbe stato stupendo per marcare l'era Baggio. É il secondo successo di fila per una squadra italiana, la Coppa UEFA ci vedrá spesso in finale negli anni successivi. Nonostante i sucessi in Coppa UEFA e Coppa Italia, Zoff verrá poi rimosso a favore di Gigi Maifredi, che a Bologna veniva spacciato come un nuovo Sacchi.

Stessa formazione della finale 1989, eccetto per Evani al posto di Donadoni. Perfino la secona maglia bianca viene ripetuta. Bisogna dire che quella partita premió giustamente tutto il lavoro fatto da Rijkaard, che poi vincerá un'altra Champions con l'Ajax, proprio contro il Milan e diventerá anche un ottimo allenatore, vincendo una Champions con il Barcelona.

Nella Coppa Campioni del 1989/90, l'Italia era rappresentata dal Milan di Sacchi e dall'Inter di Giovanni Trapattoni. Tra gli avversari principali vi erano il Malines, il solito Real Madrid, il Bayern Monaco, lo Steaua Bucarest di George Hagi, l'Olympique Marsiglia, il Benfica e il PSV dove si mise in luce con 6 reti un giovane attaccante brasiliano: Romario. L'Inter fu una delusione ed uscí subito ai sedicesimi contro il Malmo. Il Milan invece ebbe una competizione molto piú dura dell'anno precedente perché per arrivare in finale dovette battere, nell'ordine, il Real Madrid (gli spagnoli cercano di buttarla sull'intimidazione al ritorno ma il Milan non ci casca), il Malines (doppia gara durissima e risolta solo ai supplementari) ed il Bayern Monaco (Milan afflitto dalle assenze e costretto ancora ai supplementari, risolti grazie ad una rete di Borgonovo). Il Benfica invece aveva avuto un tragitto piú facile, salvo per le semifinali, dove superó il Marsiglia solo per la legge dei goal fuori casa. La finale di Vienna fu molto dura (come l'anno precedente, vedi quasi tutte le partite del Milan in Coppa nel cucinino di Franco Diemmi, barista di San Martino), perché i portoghesi, rafforzati dalla presenza dei brasiliani Aldair e Valdo, giocavano molto coperti ed il Milan era chiaramente esausto dopo una stagione combattuta su tutti i fronti e con molti infortuni. Decise la partita una rete di Rijkaard (molto bella la combinazione con Van Basten) nel secondo tempo. Bisognerá aspettare il Real Madrid di Zidane per vedere una squadra difendere vittoriosamente il titolo conquistato l'anno prima. 

Chiudiamo come sempre con l'assegnazione del Pallone D'Oro. In quell'anno vinse il Pallone D'Oro Lothar Matthaus, capitano della Germania Campione del Mondo, davanti a Salvatore Schillaci, capocannoniere ai Mondiali e Andreas Brehme, marcatore della rete decisiva in finale. Quando c'é una competizione internazionale estiva, soprattutto un Mondiale, l'assegnazione del Pallone D'Oro ne risente tantissimo, per me perfino esageratamente. Io ad esempio non credo che Schillaci o Brehme meritino questo piazzamento. Detto questo, é molto difficile esprimere giudizi in un anno in cui si sono messi in luce tanti giocatori, da quelli del Milan, a Vialli nella Samp, Tacconi nella Juve e pure Papin, capocannoniere con il Marsiglia in campionato ed in Champions. Nella mia classifica, tuttavia, ho deciso di premiare Franco Baresi, che, da capitano, ha rivinto la Champions sfiorando anche lo scudetto e la Coppa Italia con il Milan, oltre a guidare una nazionale che ha subito un solo goal in tutto il mondiale. Ovviamente anche gli olandesi del Milan potrebbero avere ambizioni, ma quest'anno penso meriti piú lui. Metto dietro di lui Matthaus per la vittoria al mondiale e poi Maradona, che comunque ha vinto uno scudetto durissimo con il Napoli e raggiunto la finale con l'Argentina, contro ogni pronostico.


Matthaus, Maradona e Baresi appaiono giá nelle fotografie dei post precedenti, percui ho deciso di mettere qui la foto di Jean Pierre Papin. Un campione francese a cavallo tra la generazione di Platini e quella di Zidane. Lo ricordiamo poco, ma vinse la classifica cannonieri nel Campionato francese per 5 anni di fila e quella della Champions per 4. Vinse il Pallone D'Oro l'anno successivo.

Tra gli altri italiani direi che quell'anno si misero in luce specialmente Roberto Baggio, Alberigo Evani, Roberto Donadoni e gli altri difensori del Milan, Vialli, Pagliuca e Mancini e naturalmente Stefano Tacconi, Salvatore Schillaci, Pierluigi Casiraghi e Giancarlo Marocchi, protagonisti di una grande stagione alla Juve.

Fonti per informazioni e snip:

- Wikipedia

- Transfermarkt.it

- storiedicalcio.altervista.org

- uefa.com

- passionemaglie.it

- Pinterest.it

- ilnobilecalcio.it

- Italia1910.com

- Solocalcio.com

- Fifa.com

- storiefuorigioco.altervista.org

- gameofgoals.it

- bdfutbol.com

- stadiosport.it

- interlive.it

- footballdatabase.eu/

- magliarossonera.it

- acmilan.com

12 agosto 2025

ANNO x ANNO - Stagione 1988-1989 - il Milan costruisce il suo mito in Europa

Ho scelto questa foto, rispetto a quelle che girano di piú con Gullit che alza la prima Coppa rossonera perché si vede l'apporto italiano a questa vittoria, con capitan Baresi in testa. Fu una grande impresa che ci rimise sulla mappa internazionale del calcio. Peccato che da tempo siamo molto lontani dai vertici.

Eccoci ad un'altra puntata del progetto ANNO x ANNO. Questa fu la stagione in cui il Milan di Sacchi strabilió l'Europa dominando il Real al Bernabeu e prendendosi la sua prima Coppa dei Campioni. La stagione in cui il Napoli di Maradona vinse anche in Europa battendo anche il Bayern Monaco (dopo aver ballato sulle note di Life is Life), in cui la Samp sfioró il triplete italiano in finale di Coppa delle Coppe. Ed in cui l'Inter di Trapattoni e Mattheus vinse il campionato stabilendo vari record.

L'anno 1988-89 fu uno dei piú belli della mia gioventú. Ero in quarta superiore ed ormai uscivo regolarmente la sera durante i week-end. Fu l'anno dove mi innamorai per la prima volta (ora direi che presi una cotta), fu un anno di tante serate indimenticabili (tra Piacere, Traguardo, Jumbo e Arcadia) e di una divertentissima gita in costiera Amalfitana. Ero in banco con Guido in classe e avevo una vita sociale attivissima. L'unica delusione é che non ero riuscito a prendere la patente della moto, quindi dipendevo dagli altri. Continuavo a giocare al San Martino. Quell'estate feci la mia prima vacanza da solo, a Cesenatico, con la mia compagnia. 

Non puó mancare il solito errore: in questo caso, mi sono scordato di indicare che la Serie A era passata a 18 squadre e che in Francia fecero un esperimento e diedero 3 punti a vittoria (tornerá a 2 l'anno dopo)

INGHILTERRA

Quell'anno la First Division scese a 20 squadre. Nell'estate 1988, il Liverpool riportó Ian Rush a casa dopo la deludente esperienza a Torino, mentre il Tottenham acquistó Paul Gascoigne dal Newcastle (parleremo ancora di lui) Tra le altre squadre, l'Aston Villa riprese Gordon Cowans dal Bari (il Southampton fece lo stesso con Paul Rideout) ed il Manchester United portó a casa Mark Hughes dopo l'anno al Bayern (questi gallesi non sembravano andare molto bene all'estero) e lasció partire Gordon Strachan. In quegli anni di esclusione dalle coppe europee, il mercato inglese era ancora abbastanza asfittico. La stagione peró fu entusiasmannte con un bellissimo testa a testa tra Arsenal e Liverpool. Alla fine vinse la squadra londinese grazie al maggior numero di reti negli scontri diretti, mentre il Liverpool di Dalglish dovette consolarsi con la vittoria in FA Cup sull'Everton. Quell'anno successe un altro disastro allo stadio di Hillsborough, a Sheffield ed il destino volle che fosse ancora durante una partita del Liverpool. Il sovraffollamento di tifosi nella semifinale di FA Cup portó alla morte di 97 persone, la piú alta nella storia delo sport inglese.

SPAGNA

La notizia principale di mercato fu l'arrivo di Johan Cruyff sulla panchina del Barcelona. I catalani lasciarono partire molti giocatori ma si assicurarono Miguel Soler ed Ernesto Valverde dall'Espanyol e Jose Mari Bakero dal Real Sociedad. Il Real Madrid, salutó il ritiro del glorioso Santillana e si fece un regalo comprando Bernd Shuster dal Barcelona, inaugurando una serie di acquisti che vedremo poi con Michael Laudrup e Luis Figo. L'Atletico Madrid vendette Alemao al Napoli e Julio Salinas al Barcelona, acquistando invece il brasiliano Baltazar. Tra gli altri trasfrimenti si possono notare: l'arrivo del brasiliano Amarildo al Celta de Vigo; il trasferimento del portiere dell'URSS Toni Dasaev e dell'attaccante Toni Polster al Siviglia, l'arrivo degli argentini Oscar Ruggeri e Nery Pumpido dal River Plate al Logrones e al Betis. Il trasferimento del portiere del Paraguay, José Luis Chilavert, al Saragoza (che vendette Ruben Sosa alla Lazio). Il Barcelona fece una buona stagione, soprattutto in Europa, peró il campionato lo vinse ancora il Real Madrid, che quell'anno si portó a casa anche la Copa del Rey.

GERMANIA

Il Bayern cercó di ritornare piú competitivo acquistando, tra gli altri, Olaf Thon, e Stefan Reuter, anche se dovette vedere partire Matthaus e Brehme, oltre a Pfaff e Michael Rummenigge. Tra gli altri trasferimenti, possiamo notare: Bruno Labbadia al Kaiserslautern; Srecko Katanec (in futuro alla Samp) allo Stoccarda; Oliver Bierhoff all'Amburgo; l'Eintracht cedette Lajos Detari (in Grecia) e Wlodzimierz Smolarek (in Olanda); Michael Rummenigge andó al Borussia Dortmund. Quell'anno il Bayern ripristinó il suo dominio e vinse il campionato davanti a Colonia e Werder Brema (questi ultimi perdettero anche in finale di Coppa di Germania, contro il Borussia Dortmund). Lo Stoccarda di Jurgen Klinsmann arrivó in finale di Coppa UEFA.

FRANCIA

In Francia la vittoria del Monaco dell'anno precedente spinse molte squadre a rinforzarsi. Il Bordeaux cedette i fratelli Vujovic al Cannes ed acquistó Jesper Olsen, Bixente Lizarazu, Enzo Scifo ed Eric Cantona. Oltre a quest'ultimo, il Marsiglia cedette anche Abedí Pelé in prestito e Bernard Genghini, mentre salutó il ritiro di Alain Giresse, protagonista di tutti gli anni '80 della nazionale. Il Monaco, invece, acquistó il giovane George Weah e promosse Emmanuel Petit in prima squadra. Tra gli altri trasferimenti da notare: Bruno Bellone e l'iconico Carlos Valderrama al Montpellier, il futuro allenatore Rudi Garcia passó dal Lilla al Caen; David Ginola passó al Matra Racing di Parigi. Il Marsiglia di Bernard Tapie (che cercava piú in piccolo di replicare le gesta di Berlusconi ed ebbe simili guai giudiziari), vinse il campionato davanti a Bordeaux e Montpellier. Jean Pierre Papin fu ancora capocannoniere ed i marsigliesi vinsero anche la Coppa di Francia al termine di una combattutissima finale contro il Monaco.

ITALIA

Giuseppe Bergomi. Vinse una Coppa del Mondo da giovanissimo e la sua maturitá gli valse il soprannome di Zio. Non l'ho mai considerato fortissimo, peró la longevitá della sua carriera all'Inter ed in nazionale (fece anche i mondiali del 1986 e del 1990 e fu chiamato nel 1998) dicono una cosa diversa. Con Walter Zenga e Riccardo Ferri diede vita ad un trio difensivo molto forte. Vinse lo scudetto del 1989 da capitano.

Dopo il grande clamore della vittoria del Milan di Sacchi dell'anno precedente, in qualche modo rinforzata dal trionfo dell'Olanda agli Europei, le altri grandi di Serie A capirono che dovevano fare altri investimenti per competere, anche perché fu aperta la possibilitá di tesserare un terzo giocatore straniero.  La parte del leone la fece l'Inter con gli acquisti di Lothar Matthaus, Andreas Brehme, Nicola Berti, Alessandro Bianchi e Ramon Diaz (oltre agli addii di Scifo e Passarella, fece molto effetto il passaggio di Spillo Altobelli alla Juventus). Il Napoli rinforzó soprattutto il centrocampo con Luca Fusi, il brasiliano Alemao e Massimo Crippa (mentre partirono colonne storiche della squadra come Bagni, Garella e Giordano e Giuseppe Bruscolotti si ritiró), mentre ormai era titolare fisso Ciro Ferrara. Il Milan si regaló Frank Rijkaard, per completare la squadra degli olandesi (definizione ingenerosa verso la classe degli italiani che furono la spina dorsale della squadra fino a metá anni '90). La Juve (che chiamó Dino Zoff in panchina e salutó il ritiro di Gaetano Scirea), rimandó Rush in Inghilterra prese Sasha Zavarov, grande protagonista dell'URSS agli Europei (e primo giocatore sovietico in Italia), oltre al portoghese Rui Barros e a Giancarlo Marocchi

La Roma (che salutó il ritiro di Zbigniew Boniek) prese il brasiliano Renato Portaluppi dal Flamengo (grande donnaiolo), oltre a Ruggiero Rizzitelli e Daniele Massaro. La Lazio acquistó Ruben Sosa e promosse Gigi Di Biagio in prima squadra. Il Torino acquistó il portiere Luca Marchegiani ed il brasiliano Muller e promose in prima squadra Benny Carbone e Alvise Zago. La Fiorentina di Baggio si rafforzó con gli arrivi di Dunga, Roberto Pruzzo (segnerá il suo ultimo goal prima di ritirarsi da ex contro la Roma in uno spareggio per le coppe europee) e Stefano Borgonovo (che proprio con Baggio formerá una coppia stupenda). La Sampdoria aquistó Giuseppe Dossena e Amedeo Carboni. Tra gli altri trasferimenti, notiamo: l'addio di Aldo Cantarutti all'Atalanta; il Pisa acquistó il futuro allenatore Massimiliano Allegri, tra l'altro livornese; l'arrivo del brasiliano Edmar a Pescara e dell'attaccante Massimo Agostini al Cesena; il Bologna si porto a casa i cileni Hugo Rubio e Ivan Zamorano (poi ceduto in prestito), insieme a Massimo Bonini e Mika Altoonen (il finlandese che aveva stregato l'Inter l'anno prima), oltre che a Massimo Bonini ed Angelo Alessio dalla Juventus; l'arrivo di Giordano e Silvano Fontolan all'Ascoli; il trasferimento di Claudio Canniggia e Mario Bortolazzi al Verona (che disse addio al grande Elkjaer-Larsen e ad Antonio Di Gennaro.


Sicuramente lo straniero piú importante che arrivó quell'anno. Questa foto é famosa perché si riferisce al goal decisivo che Matthaus segnó quell'anno nello scontro diretto tra Inter e Napoli del maggio 1989. Lothar Matthaus non era ancora il capitano della Germania campione del Mondo del 1990 o il pallone d'oro di quell'anno, ma era un giocatore che aveva giá giocato tre Europei (vincendo quello del 1980) e due mondiali (due finali, da titolare nel 1986) e portato il Bayern ad una finale di Champions nel 1987. Con lui l'Inter cercó di creare la squadra dei tedeschi (piú tardi arriverá anche Klinsmann), peró raccolsero meno di quanto avrebbero sperato.

La Serie A era tornata a 18 squadre. L'Inter voló in testa da solo giá alla quinta giornata. Fu una cavalcata a senso unico: i nerazzurri conquistarono 58 punti (nessuna squadra riuscí a farlo nell'epoca dei due punti a vittoria) e vinsero almeno una volta contro tutte le avversarie, tranne la Juventus. Il Milan capí che i sogni scudetti erano molto difficili a ripetersi dopo aver perso il derby dell'andata (decisivia una rete di Aldo Serena, poi capocannoniere a fine stagione) e si concentró sull'Europa. Solo il Napoli di Maradona riuscí a stare in scia, finendo il girone di andata ad un punto dall'Inter, che perse 4 a 3 nell'ultima giornata dell'andata contro la Fiorentina di Baggio e Borgonovo. L'Inter era una squadra molto quadrata ed atletica quell'anno, che scendeva in campo con Walter Zenga in porta, Giuseppe Bergomi, Andrea Mandorlini, Riccardo Ferri e Andreas Brehme in difesa; Alessandro Bianchi, Gianfranco Matteoli, Lothar Mattheus e Nicola Berti a centrocampo; Aldo Serena e Ramon Diaz in attacco.

Nel girone di ritorno, l'Inter continuó ad allungare sul Napoli con una serie di vittorie consecutive e poi a fine maggio 1989, conquistarono matematicamente il loro 13mo scudetto (il primo dopo 9 anni di attesa, dovrá aspettare ancora di piú negli anni successivi), battendo il Napoli a San Siro per 2 a 1 con una famosa punizione di Lothar Matthaus. Il Napoli fu ancora una volta superato da una milanese nonostante un ottima stagione. Maradona e compagni rimasero delusi anche in Coppa Italia, dove furono battuti dalla Sampdoria di Vialli e Mancini, una squadra sempre piú rodata e matura che quell'anno raggiunse anche la finale di Coppa delle Coppe. I partenopei peró quell'anno erano presenti anche in Europa e non fallirono l'appuntamento. Sorprese la retrocessione in Serie B del Torino. In quella stagione vi furono anche alcuni incidenti con vittime tra i tifosi.

Portiere e metá difesa erano quelli della nazionale. Dopo quel campionato dei record mi sarei aspettato altre vittorie, peró caló abbastanza rispetto alle previsioni.

Dopo la bella parentesi di Roma e Juventus ad inizio anni '80, le italiane tornarono squadre da battere in Europa. Fu una tendenza che continuó per tutti gli anni '90, dove le squadre italiane raccolsero trofei e finali in tutte le tre competizioni europee. Ovviamente la spinta data da Berlusconi con il suo Milan, trascinó il sistema a trasformare una campionato che era giá il palcoscenico dei giocatori piú forti del mondo anche nella competizione piú competitiva di tutte. Ce ne rendemmo conto piú tardi, quando era finito tutto.

Partiamo come sempre dalle "altre coppe" per poi dare piú spazio alla Champions in fondo alla sezione (e non scordiamoci che le squdre inglesi erano state bandite dalle competizioni dopo l'Heysel). In Coppa delle Coppe, la Sampdoria di Boskov riuscí ad arrivare fino alla finale di Berna, dove si arrese solo al Barcelona di Johan Cruyff, vincente per le reti di Salinas e Rekarte. I blucerchiati erano una squadra che, olre a Vialli e Mancini, poteva schierare giocatori come Gianluca Pagliuca, Moreno Mannini, Fausto Pari, Luca Pellegrini, Fausto Salsano, Toninho Cerezo e Giuseppe Dossena. Giocavano un calcio divertente e verticale. Durante la competizione riuscirono ad eliminare il Norkopping, il Jena, la Dinamo Bucarest ed i campioni in carica del Malines, in semifinale (stupendo l'assist di Mancini per Cerezo al ritorno e bellissimo il raddoppio di Dossena). Fu una grande delusione per Vialli e Mancini, che poi la rivissero alla potenza nella finale di Champions del 1992. Capocannoniere della competizione fu Hristo Stoichkov con il CSKA Sofia.

Il riscaldamento di Maradona a Monaco di Baviera per il ritorno delle Semifinali con il Bayern. Storia. 

In Coppa UEFA, il Napoli di Maradona colse una bellissima vittoria in rimonta per 2 a 1 sullo Stoccarda di Klinsmann e Katanec, con reti di Maradona e Careca. L'Italia era rappresentata da 4 squadre e tutte riuscirono a qualificarsi fino agli ottavi. A quel punto, l'Inter uscí contro il Bayern Monaco (la partita rimase famosa per il 2 a 0 dell'Inter a Monaco con una gran rete di Berti che illuse l'Inter prima della sconfitta casalinga per 3 a 1 a San Siro), mentre la Roma uscí con la Dinamo Dresda. Ai quarti, la Juve uscí proprio contro il Napoli, ai tempi supplementari. In Semifinale il Napoli batté anche il Bayern Monaco dimostrando di aver avuto un calendario molto piú impegnativo dello Stoccarda. Il ritorno a Monaco é rimasta famosissimo per il riscaldamento di Maradona sulle note di Life is Life prima della partita. Fu un trionfo stra-meritato. Una piccola parentesi sulla Libertadores, per dire che fu vinta dall'Atletico Nacional di Medellin (l'allenatore Francisco Maturana allenerá la nazionale Colombiana piú tardi) ai rigori contro i paraguayani dell'Olimpia. Capocannoniere fu Carlos Aguilera del Penarol, lo vedremo in Italia.

Una squadra iconica. Rispetto a quella dello scudetto 1988, c'é Costacurta al posto di Filippo Galli, Van Basten per Virdis e Rijkaard per Evani anche se questi giocatori parteciperanno molto alle vittorie rossonere.

Nella Coppa Campioni del 1988/89, l'Italia era rappresentata dal Milan di Sacchi. Gli avversari principali erano il Monaco, il PSV, il Porto, ed il Werder Brema. Il Milan passó facilmente contro il bulgari del Vitos Sofia (quattro reti per Van Basten), ma poi fece molta fatica con la Stella Rossa (passó solo ai calci di rigore dopo la ripetizione della partita per nebbia) e del Werder Brema. Arrivó cosí la semifinale con il Real Madrid, che per noi era una vera finale. Il Real per quattro anni di fila aveva buttato fuori dall'Europa il Napoli, la Juventus e l'Inter (due volte in semifinale di Coppa UEFA) ed era il nostro terrore. Il Bernabeu sembrava uno stadio che divorava gli avversari. Peró per me che vidi tutte le partite del Milan in quella stagioni di Coppe, fu proprio la partita piú bella dei rossoneri. Il Milan scese in campo in braghette nere, quello che divento un leit motiv delle partite importanti di Coppa. I rossoneri dominarono il gioco e meritavano di vincere ampiamente. Finí 1 a 1 per caso (gran goal di Van Basten, una rete di Gullit fu annullata per motivi dubbi). Fu una prova talmente maiuscola che al ritorno non ci fu storia ed il Milan vinse per 5 a 0, distruggendo il mito del Real Madrid che poi dovette aspettare anni per riaffacciarsi a quei livelli. Ormai il Milan era lanciato verso l'impresa e, in un Camp Nou pieno di bandiere rossonere, il Milan distrusse lo Steaua di George Hagi per 4 a 0 con doppiette di Gullit e Van Basten in una celebrazione di questa stupenda squadra.

Chiudiamo come sempre con l'assegnazione del Pallone D'Oro. In quell'anno rivinse il Pallone D'Oro Marco Van Basten, davanti a Franco Baresi e a Frank Rijkaard (sinceramente lo meritava piú Gullit un posto visto la grande stagione che fece con un finale da protagonista). Questa edizione sono abbastanza d'accordo: avrei dato il Pallone D'Oro a Baresi, se non fosse che i difensori sono sempre in svantaggio e Van Basten ha segnato 19 reti in campionato e ben 10 in Coppa Campioni. Per il terzo posto peró preferisco Antonio Careca (quell'anno il suo Brasile vinse la Copa America, ma i protagonisti furono Romario e Bebeto), determinante con i suoi goal a portare il Napoli (avrei potuto mettere anche Maradona, meno in forma quest'anno peró) a lottare su tre fronti.


Van Basten e Baresi appaiono giá nelle fotografie del Milan, percui ho voluto mettere qui Antonio Careca, uno dei migliori attaccanti puri della storia del Brasile. Chissá cosa avrebbe fatto in un grande club.

Tra gli italiani direi che quell'anno si misero in luce specialmente Baggio e Borgonovo, tutti gli italiani del Milan, Vialli, Dossena e Mancini e naturalmente Zenga, Ferri, Bergomi, Matteoli e Aldo Serena, protagonisti dello scudetto dell'Inter.

Fonti per informazioni e snip:

- Wikipedia

- Transfermarkt.it

- storiedicalcio.altervista.org

- uefa.com

- passionemaglie.it

- Pinterest.it

- ilnobilecalcio.it

- Italia1910.com

- Solocalcio.com

- Fifa.com

- storiefuorigioco.altervista.org

- gameofgoals.it

- bdfutbol.com

- stadiosport.it

- interlive.it

- footballdatabase.eu/

- magliarossonera.it

- acmilan.com