02 luglio 2020

Barcelona e Juve, crisi di identitá di due grandi squadre

Snip dal sito 2k20.news

Questa volta partiamo dalla foto di copertina: qualche giorno fa' il Chelsea ha battuto il Manchester City al termine di una bella partita di Premier, molto aperta (il City ha dato spesso l'impressione di poter dilagare, quindi secondo me, dopo l'uscita del Liverpool contro l'Atletico Madrid lo scorso Marzo, rimane il favorito per la Champions, seguito poco distante dal Bayern). Grazie alla sconfitta della squadra di Guardiola, Il Liverpool si e' quindi laureato campione della Premier 2019-20, dopo un'attesa di circa 30 anni. La foto qui sopra mostra i festeggiamenti dei tifosi. E' interessante soprattutto per le polemiche che sono seguite ai festeggiamenti dei tifosi del Napoli dopo la conquista della Coppa Italia ai danni della Juve il mese scorso. Nel caso dei partenopei infatti, non erano stati risparmiati i soliti commenti pieni di pregiudizi anti-meridionali. Come si giustificheranno ora quelli che hanno considerato quella situazione (sicuramente poco educativa dal puro punto di vista di prevenzione del Covid) come uno specchio dell'indisciplina italiana (nel contesto europeo) o napoletana (nel contesto italiano)?

Comunque, la situazione si sta pian piano definendo: dopo il PSG in Ligue 1 e il Bayern in Bundesliga, anche la Premier ha designato il suo vincitore (con varie giornate di anticipo). Ora restano solo le retrocessioni e le qualificazioni per le Coppe Europee (il Chelsea e il Leicester dovranno difendere il quarto posto dal ritorno del Manchester United). La vedo dura per l'Arsenal (non si capisce quando uno guarda la rosa che ha a disposizione), il Tottenham di Mourinho (sempre piu' in basso) o l'Everton di Ancelotti (per quanto vincente quest'oggi).

Restano quindi Liga e Serie A. In Spagna, gli ultimi pareggi del Barcelona (anche condizionati dalla sfortuna) aprono la possibilita' di una fuga al Real, che potrebbe quindi ancora una volta portare Zidane ad un trofeo prestigioso. In Italia, la Juve mantiene i 4 punti di vantaggio sulla Lazio (in cui Immobile sembra ormai irragiungibile per Ronaldo come capocannoniere del torneo) dopo una convincente vittoria sul Genoa condita da tre goal molto belli, particolarmente dopo le prestazioni opache nelle scorse partite. Piu' dietro, vince largo anche l'Inter mentre l'Atalanta ha definitivamente ucciso i sogni di rimonta al quarto posto del Napoli di Gattuso (gli azzurri hanno fatto un primo tempo solido, replicando l'atteggiamento prudente e le ripartenze delle partite contro il Barcelona in Champions o l'Inter e la Juve in Coppa Italia; una volta sotto peró non sono riusciti a creare reali difficoltá ai bergamaschi, il che e' un segnale preoccupante in chiave Champions, dove dovranno cercare di segnare).

Oggi peró volevo parlare del parallelo tra Barcelona e Juve , e non solo perche' le due squadre hanno confermato lo scambio Arthur/Pjanic (che avra' come conseguenza il fatto che entrambi i giocatori potrebbero potenzialmente trovarsi di fronte in Champions ad Agosto, quando in teoria il loro cartellino apparterrá gia' all'altra squadra). Il Barcelona mi ricorda la Juve di qualche anno fa', quando si cercó di rimandare la rifondazione di una solida squadra di ultra-trentenni inserendo altri giocatori esperti come Mandzukic, Evra o Dani Alves.

Il Barcelona ha ancora Messi ovviamente (anche se 33enne oramai), pero' ha visto il ritiro di Xavi ed Iniesta, la partenza di Neymar ed ora il declino di Busquets, Pique' e Rakitic. Ha rinfoltito la squadra con marpioni come Vidal o Boateng, quasi seguendo il modello Juve. I risultati sono stati alterni e a pagare é stato Valverde, anche se ora con Setién non va molto meglio. La veritá é che De Jong potrá dare il meglio solo nel ruolo di Busquets (e con l'arrivo di Pjanic potrebbero formarsi degli ingorghi), mentre la vera grande delusione (tra l'altro seguito allo flop di Dembelé) é stato Griezman, inseguito dai catalani per due stagioni e mai decisivo quest'anno (anche l'infortunato Hazard ha fatto meglio di lui!). Non sono casi isolati, anche Maradona e Ronaldo il Fenomeno hanno inciso poco in Catalogna.

La Juve invece voleva un gioco collettivo piu' spettacolare per seguire le orme di Ajax, City o Barcelona, e per questo aveva sostituito Allegri per Sarri. Per ora non si sono viste prestazioni all'altezza e, nonostante i commenti entusiastici della Gazzetta dello Sport per la partita di ieri sera, la squadra prevale quasi sempre grazie a delle prodezze individuali (tanto come il Barcelona e' dipendente dalla forma di Messi). Parliamo comunque di due squadroni che possono ambire a vincere nel proprio campionato e alla vittoria finale in Champions. L'impressione pero' e' quella di due incompiute.


25 giugno 2020

Una grande Coppa dei Bar

Snip dal website matchcentre.ng

E cosí, dopo la vittoria del Napoli nella finale di Coppa Italia, e' ripresa anche la Serie A.

É una sensazione molto strana, ogni sera ci sono partite di campionati diversi ad orari diversi, é un'offerta ricchissima di calcio in un periodo in cui di solito, salvo che per le competizioni per nazionali, di calcio non ce n'é.  Mi ha ricordato le atmosfere delle Coppe dei Bar che si giocavano dalle mie parti (come immagino quasi ovunque in Italia) quando iniziava l'estate. Ovvero tante partite una dietro l'altra con un sacco di incroci diversi. Bello, divertente, ma anche un po' surreale.

Saranno gli stadi vuoti (nonostante gli effetti speciali da rollerball o da ready player one); sará il caldo; sará la mancanza di ritmo nelle gambe. Ma anche le partite ricordano un po' quelle delle Coppe dei Bar. Tanti goal, tantissimi errori, sia in difesa che in attacco, e giocatori che sembrano giá pensare al prossimo anno o a preservarsi dagli infortuni. Certo, piú si va avanti piú le partite sembrano partite vere, almeno rispetto alle prime, quelle della Coppa Italia.

Si fa fatica a parlare di trend ancora perché abbiamo visto troppe poche partite. La partita piú intrigante sicuramente é stata quella di ieri sera tra Atalanta e Lazio (la quarta e la seconda). I neroazzurri hanno ribaltato uno 0 a 2 con grandissima forza di volontá e replicato le tanti occasioni della vittoria precedente sul Sassuolo. Insomma, tra la conferma in campionato ed i magnifici quarti di Champions League, i bergamaschi potrebbero replicare il mio personale premio dello scorso anno come migliore squadra italiana della stagione.

L'Inter invece ha spento velocemente gli entusiasmi per la vittoria con la Sampdoria dopo un rocambolesco 3 - 3 con il Sassuolo. I giocatori del biscione hanno perso il mordente e la concentrazione che, durante la prima parte della stagione, li aveva portati in testa alla classifica e a sfiorare l'impresa in un durissimo girone di Champions con il Barcelona ed il Borussia.

I passi falsi di Lazio ed Inter hanno reso la vita piú facile alla Juve, che ora guida la classifica con quattro punti sui romani grazie ad una vittoria convincente (anche se sofferta) con il Bologna. Ronaldo continua ad essere in chiara difficoltá, mentre Dybala fa vedere ottime cose da falso 9. Il suo goal é stato un gioiello, soprattutto per il bellissimo passaggio di Bernardeschi (io lo avevo detto che poteva aiutare questa squadra, cosí stitica in attacco).

Piú indietro hanno vinto le principali competitrici per i posti di Europa League: Roma, Milan, Napoli ed anche il mio Parma (mentre il Verona non demorde). Non credo che Napoli e Roma possano ambire al quarto posto, spero invece ci sorprendano nelle coppe europee ad Agosto...

Diamo ora qualche notizia sparsa sugli altri fronti prima di salutarci:

- Sono ripartite anche La Liga e la Premier League. In Spagna, Barcelona e Real sono a pari punti, si annuncia un finale molto interessante (non ci saranno le coppe ad influire questa volta). Benzema ha fatto vedere momenti di grandissimo calcio, invecchia bene come un ottimo vino e fa capire quanto fondamentale era per CR7.

- In Inghilterra le squadre sono scese in campo con la scritta BLACK LIVES MATTER al posto del nome sulla maglietta (la copertina qui sopra é una foto dei giocatori del Liverpool inginocchiati per rendere omaggio alle lotte per la pari dignitá che stanno scuotendo gli Stati Uniti da tempo). Il Liverpool é vicinissimo ad una vittoria che gli manca da tantissimo tempo, mentre il City ruota i giocatori, probabilmente puntando tutto sulla Champions. Il quarto posto del Chelsea é meno solido di un tempo, vedremo stasera proprio contro Guardiola.

- Il mercato continua ad influenzare questa fase giá molto strana: si parla molto di uno scambio Pjanic-Arthur tra Juve e Barcelona. Gli effetti non sono sempre positivi: Timo Werner ha firmato per il Chelsea e sembra non sará presente con il Lipsia alla fase finale della Champions in Agosto. Discorso simile per Edison Cavani, che ha sbattuto la porta dopo che il PSG, che ha riscattato Icardi, ha deciso di non rinnovargli il contratto. Che tristezza (tra l'altro e' una delle poche volte che il PSG ha serie possibilitá in Champions, soprattutto dopo l'uscita del Liverpool).

- E proprio in Champions e' confermato il torneo finale a partite secche. Si terrá a Lisbona! Non é ancora chiaro dove si terranno le rimanenti partite degli ottavi e se verranno venduti biglietti per le partite di Lisbona (una parte di me ci spera tantissimo). Partite secche anche per l'Europa League, in Germania. Nel frattempo per l'anno prossimo si parla di un ritorno a tre coppe europee!


18 giugno 2020

La versione di Gattuso

snip dal sito fanpage.it

Alla fine ha prevalso Rino, il guerriero rossonero e nazionale di meta' anni 2000. Un bel premio dopo i momenti sicuramente durissimi della perdita della sorella. La Coppa Italia e' finita ai rigori tra Juve e Napoli, dopo uno sterile 0 a 0 sul campo (e due legni del Napoli). La partita dell'Olimpico non e' stata spettacolare e i due grandi attesi, Mertens e Dybala si sono visti poco (soprattutto il primo, fresco di rinnovo).

Alla fine dei tempi regolamentari, si e' andati dritti ai rigori e li' Meret ha fatto una grande parata su Dybala, creando subito un freno psicologico sui bianconeri, che infatti hanno ri-sbagliato subito con un tiraccio di Danilo. Il paradosso e' stato che Ronaldo, probabilmente lasciato come ultimo rigorista per rassicurare i compagni, non c'e' neanche arrivato a tirare il rigore.

Ma torniamo a Gattuso. Aveva preso il Napoli da Ancelotti dopo la fine dei gironi di Champions. Alcuni di noi avevano sollevato perplessita'. Lui pero' ha trovato una squadra piu' motivata a seguirlo del Milan (lui era anche riuscito a portare i rossoneri in finale di Coppa Italia nel 2017, per poi perdere con la Juve di Allegri). Insigne sembra un altro con lui, molto piu' maturo e continuo, mentre Koulibaly e' tornato in forma e anche quelli che entrano dalla panchina danno tutto.

Il Napoli e' rimasto lontano dalla zona Champions (e sara' molto dura che riesca a riacciuffarla), pero' in Champions la squadra ha fatto un' ottima impressione negli ottavi di andata con il Barcelona, finiti 1 a 1. In Coppa Italia, per vincere, Gattuso ha dovuto battere le prime tre di Serie A: la Lazio di Inzaghi, l'Inter di Conte e la Juve di Sarri. Ieri sera la partita e' stata molto simile a quella giocata contro il Barcelona: partenopei compatti, con la mediana vicino alla difesa, il baricentro basso a costringere l'avversario sulle fasce e gli ottimi movimenti di Insigne a innescare i compagni.

Insomma, Gattuso ha dato una dimostrazione di grande sapienza tattica ed e' questo l' aspetto piu' interessante. Spesso ci si ferma sulla grande umilta' (ricordiamo come rinuncio allo stipendio che gli doveva il Milan per far si che i suoi collaboratori fossero pagati) e sulla sua carica emotiva (e comunque, come mostra la foto sopra, ne ha dato prova anche ieri sera con una bellissima arringa alla squadra alla fine della partita). Adesso stiamo conoscendo anche questo suo lato che richiede studio e dedizione.

Certo, l'impresa del Napoli e' stata resa possibile da una delle Juve piu' brutte della stagione (alla pari di quella uscita sconfitta dal Lione in Champions forse). I bianconeri sono stati quasi totalmente incapaci di creare occasioni e mettere qualcuno in condizione di segnare. E questo e' incredibile per una squadra che schiera CR7, Dybala, Douglas Costa e Cuadrado tutti insieme. Purtroppo sono aspetti di cui abbiamo gia' parlato in passato, esprimendo perplessita' su quanto Sarri fosse in grado di resettare e riavviare la Juve.

Ne avevamo parlato ad inizio campionato. Ne abbiamo parlato nel bilancio alla fine del 2019. Ne abbiamo parlato a Febbraio, prima del blocco Covid e pure l'altro giorno per la semifinale con il Milan. La Juve gioca lenta e parte sempre quasi da ferma. Senza velocita' il gioco di Sarri non funziona. Poi c'e' la questione Ronaldo. Io continuo a ritenerlo un giocatore che puo' cambiare le partite e ne ho parlato anche in occasione dell'ultimo pallone d'oro; pero' non si puo' negare che l'ultima Juve di Allegri e la prima di Sarri sono collegate, oltre che dal brutto gioco e la scarsa brillantezza, dal fatto che CR7 ne condiziona le prestazione nel bene e nel male, solo che quando va male non lo puoi' nemmeno sostituire, come successo ieri sera. Insomma questo sara' il grande interrogativo di quest' estate.

Nel frattempo, mentre chiudo questo post di oggi, il Real sta giocando con il Valencia, la UEFA ha confermato una 'final eight' di Champions a Lisbona e questo week-end riparte la Serie A!

12 giugno 2020

inizia la strana estate di calcio 2020


Foto dal sito gianlucadimarzio.com

E cosi' alla fine non e' stato un falso allarme. La stagione calcistica sta veramente ripartendo. Certo il campionato tedesco era ripartito (ed il Bayern si sta mettendo via il titolo con estrema facilita'), pero' sugli altri rimaneva (ed ancora rimane perche' non si puo' mai sapere cosa puo' succedere, basta un contagio in una squadra importante) sempre il dubbio che non si giungesse ad un accordo.

Invece, dopo il derby di Siviglia di ieri sera per la Liga (curiosi gli effetti speciali per nascondere gli spalti vuoti, a meta' tra FIFA PS4 e un congresso del partito nord-coreano), eccoci a scrivere nell'intervallo della semifinale di Coppa Italia tra Juve e Milan (domani Napoli - Inter e tra qualche giorno la finale), in attesa della ripartenza della Premier League e della Serie A.

Sara' un'estate particolare che potrebbe durare fino a fine Luglio o inizio Agosto e sempre sul chi vive per una possibile interruzione in caso di una nuova ondata di contagi. Anche la UEFA cerca soluzioni per le coppe europee. Per la Champions si parla di partite secche di quarti, semifinali e finale a Lisbona, come un mini-torneo nel cuore di Agosto. Io sono uno spettatore stra-interessato, non solo per i motivi ovvi di tutti gli appassionati, ma anche perche' potrei essere in Portogallo lo stesso periodo.

Ma torniamo alla partita per fare qualche valutazione sul primo momento di calcio giocato in Italia. Le squadre sono scese in campo in uno stadio vuoto, il che non e' mai facile. Faceva un po' ridere vedere le mascherine griffate indossate dai giocatori in panchina. La Juve e' partita molto forte ed ha avuto qualche buona occasione, poi paradossalmente si e' afflosciata quando l'arbitro l' ha aiutata, prima con un rigore corretto ma generoso per fallo di mano (rigore pero' mandato sul palo da Ronaldo), poi con un rosso diretto a Rebic per un'entrata scomposta e pericolosa, ma non volontaria, su Danilo. Insomma una delusione, considerando che il Milan era in dieci, gli mancava Ibrahimovic e Pioli e' gia' licenziato. Comunque lo 0 a 0 finale manda la Juve in finale e il Milan a casa.

Il ritmo e' stato basso, quasi da torneo estivo. I giocatori sono sembrati molto arruginiti, sicuramente piu' di quelli del Bayern. Non sembra che Sarri sia riuscito a cambiare le dinamiche che affliggevano la squadra gia' prima dell'emergenza COVID. La squadra non cerca la profondita' e non riesce a mettere CR7 o Dybala nelle condizioni di esprimere il loro talento (devono spesso partire da fermi palla al piede). Si vede molto possesso sterile e tanti, troppi cross dalla tre quarti (se proprio vuoi fare un cross chiedi a Douglas Costa di arrivare sul fondo, insomma se non ce la fa lui!). L'unica nota positiva sembrano De Ligt e Bentancur, molto piu' in palla. Io darei piu' spazio a Bernardeschi.

27 maggio 2020

Ripartenza o falso allarme?

Snip dal sito Gazzetta.it

E cosi' e' passato anche Maggio 2020. Doveva essere il mese delle finali delle Coppe Europee e nazionali, delle ultime giornate di campionato e dell'inizio dei ritiri per gli Europei di Giugno. Invece nulla di tutto questo. Da un paio di settimane sono iniziate le misure di allentamento dell'isolamento, in modi e fasi diverse nei vari paesi europei. Anche il calcio sta cercando di seguire questo flusso, anche se con molti, motivati, tentennamenti. Cerchiamo di fare un breve sommario per chi si fosse scordato dove eravamo rimasti.

La foto copertina va alla Bundesliga, dove in effetti si e' ripreso a giocare. Ieri il Borussia Dortmund di Haaland ha sfidato il Bayern di Lewandowski. Hanno vinto i bavaresi, che si sono portati decisamente al commando con 64 punti in 28 giornate e 7 punti di vantaggio sul Dortmund e  9 sul Lipsia di Werner, 2ndo in classifica cannonieri dietro a Lewandowski.

In Inghilterra, le societá spingono per riprendere, ma intanto continuano ad apparire casi di giocatori che risultano positivi ai tamponi. Il Liverpool rischia di vedere sporcata una splendida cavalcata che l'ha portato a 25 punti di vantaggio sul Manchester City di Guardiola (City che, ricordiamo, potrebbe essere escluso dalla Coppe Europee per 2 anni). In classifica cannonieri, James Vardy, precede Salah e Aubameyang.

In Francia, il campionato e' stato chiuso in anticipo, quindi il PSG é risultato campione davanti a Marsiglia e Rennes con 67 punti in 27 giornate. Il Lione, rimasto fuori dalle Coppe Europee, ha fatto ricorso nei tribunali, mentre nelle squadre si litiga sul taglio stipendi e a Parigi devono decidere se puntare su Icardi per il futuro. Kylian Mbappé ha vinto la classifica cannonieri ex-aequo con Ben Yedder del Monaco e davanti a Dembelé del Lione.

In Spagna sono ripresi gli allenamenti e ci sono speranze di poter riprendere. Il Barcelona e' in testa alla Liga con 58 punti in 27 giornate davanti ai 56 del Real (che peró ha fatto meglio negli scontri diretti) e ai 47 dei Siviglia. Messi guida la classifica cannonieri davanti all'intramontabile Benzema.

In Italia, come al solito si litiga e non si capisce chi decide e quando. Circolano varie proposte per riprendere dopo il 13 giugno, peró il fatto che i giornali sportivi siano concentrati sul possibile trasferimento di Lautaro al Barcelona o alle differenti pettinature di CR7 sa' molto di estate e fasi stanche di calciomercato. Stiamo a vedere. La Juve é in testa con 63 punti in 26 giornate, seguono la Lazio a 62, l'Inter a 54 e l'Atalanta a 48 (le due nerazzurre hanno una partita in meno). Ciro Immobile domina la classifica marcatori davanti a Ronaldo e Lukaku.

In Champions League, la situazione era precipitata durante gli ottavi di finale. Peccato perché si erano verificate varie sorprese: il Lipsia aveva buttato fuori il Tottenham finalista dello scorso anno, allenato dallo specialista Mourinho; l'Atalanta aveva sorprendentemente (ancor piu' considerando che si era qualificata agli ottavi dopo aver perso le prime tre partite del girone autunnale) guadagnato i quarti di finale battendo il Valencia in modo spettacolare con un punteggio aggregato di 8 reti a 4; il PSG aveva battuto i fantasmi degli ultimi anni (che lo volevano fuori agli ottavi) ribaltando il Borussia rinforzato da Haaland e mostrando un Neymar motivatissimo; infine la sorpresa piu' grande: Simeone aveva stregato il Liverpool di Klopp andando a vincere addirittura ad Anfield Road ai supplementari in una partita in cui tutto sembrava indicare il contrario. Gli altri scontri erano rimasti fermi dopo la partita di andata (Bayern praticamente gia' qualificato contro il Chelsea, Barcelona favorito sul Napoli, City in grosso vantaggio sul Real Madrid per la vittoria in trasferta e Juventus a dover rincorrere il Lione).

In generale sara' molto dura fare previsioni. Conterá molto la stabilitá mentale dei giocatori. Molti avranno perso l'abitudine alla competizione o saranno distratti dalla paura del contatto fisico. Potrebbero esserci grosse sorprese, sia nei campionati che nelle coppe. Io non vedo l'ora, sono stufo di video di ricordi!

14 maggio 2020

I piu' forti allenatori dal dopoguerra ad oggi - i sudamericani


Snip dal sito Gazzetta.it

Vi scrivo mentre l'Italia e' entrata nella 'fase 2' di questo 2020 con il corona virus. E' ancora presto per dire se le misure di riapertura aiuteranno la ripresa economica o riporteranno in alto il numero di infetti. Anche in Europa il processo di rilassamento delle restrizioni e' iniziato, sebbene con differenze e peculiarita' in base alla situazione di ogni paese. Anche il calcio si sta mettendo in movimento, sembra che presto ripartira' la Bundesliga, mentre per Premier, Serie A e Liga non c'e' ancora chiarezza. Stessa cosa per le coppe.

In questa lunga fase senza calcio, ravvivato solo dalle interessanti conversazioni su Instagram di cui abbiamo parlato le scorse settimane, vari siti si sono dovuto affidare a momenti di revival del passato. Ultimo Uomo ha fatto uscire una bella serie di articoli sui migliori giocatori per categorie (calciatori di punizioni, assist man, difensori nell'uno contro uno, lanciatori, incontristi,...) dell'ultimo ventennio (il che fa sentire quelli come me un po' vecchi). Sul Corriere della Sera, ogni giorno Tommaso Pellizzari ha raccontato una bella storia di un protagonista del calcio degli ultimi 50 anni. La Gazzetta ha pubblicato video di goal da ricordare ed una serie sui migliori allenatori che hanno lavorato in Italia, ancora in corso.

La rosa inoltre ha condotto un sondaggio tra i lettori tra i migliori azzurri in nazionale (da cui ho postato la copertina di oggi). Ha vinto Gigi Riva (nostro cannoniere in nazionale) davanti a Roberto Baggio (forse il nostro talento piu' puro di sempre). E' interessante che abbiano vinto giocatori che il mondiale lo hanno perso in finale, entrambi contro il Brasile, uno contro Pele' e l'altro sbagliando uno dei rigori piu' famosi della storia del calcio. Pero' e' anche un'indicazione che chi ama la maglia azzurra, come loro due hanno fatto, non viene facilmente dimenticato. Il peccato di questo bel gioco e' che i risultati sono stati determinati da scontri diretti tra vari campioni azzurri, quando forse sarebbe stato piu' interessante fare votare in base ad una lista di campioni (che tra l'altro non includeva Paolo Maldini, il giocatore con il piu' alto numero di minuti giocati nelle fasi finali dei mondiali) che partissero tutti alla pari.


Ma continuiamo con le valutazioni sugli allenatori piú forti dal dopoguerra ad oggi. Negli ultimi due mesi abbiamo parlato dei migliori allenatori in attivita', dei migliori allenatori ITALIANI dal dopoguerra ad oggi (20 su 126 nella classifica completa e siamo i piú numerosi anche tra quelli in attivitá!), dei migliori allenatori in termini di titoli con la nazionale, dei miglori allenatori in Champions e poi degli allenatori piú vincenti nei principali campionati nazionali europei (Premier, Liga, Serie A, Bundesliga, Ligue 1), nelle coppe nazionali ed in quelle minori europee; infine abbiamo discusso degli allenatori vincenti su piu' competizioni o con piu' squadre. Oggi parliamo degli allenatori sudamericani da due punti di vista, ovvero gli allenatori con piu' vittorie in Copa Libertadores (la Champions sudamericana) e gli allenatori sudamericani meglio piazzati nella classifica completa.

Eccovi la lista e piú sotto qualche considerazione (potete trovare una spiegazione dei criteri utilizzati per questa ricerca qui, delle considerazioni sulle scelte che inevitabilmente sono state fatte qui e la lista completa dei migliori 126 allenatori dal dopoguerra ad oggi qui).

Copa Libertadores



Piazzamento allenatori sudamericani nella classifica completa



Ed ora qualche considerazione:

- L'allenatore recordman in Copa Libertadores e' l'argentino Carlos Bianchi. Qualcuno lo ricordera' per una breve e sfortunata parentesi alla Roma. Bianchi pero' e' l'allenatore del fortissimo Boca Juniors di Juan Roman Riquelme, quello che vinse tre Libertadores in 4 anni e che vinse due Intercontinentali, una contro il Real Madrid dei galacticos. Insomma un gigante.

- Tra le curiosita' di questa prima classifica, dominata dagli allenatori argentini, vi e' la presenza di Bela Guttmann, unico europeo, che in Europa divento' famoso guidando il Benfica di Eusebio. Unico brasiliano ai piani alti e' invece Felipe Scolari, anche lui un gigante nel piazzarsi bene con i club in Sudamerica ed in Europa, oltre che ha riuscire a farlo in nazionale: dopo la vittoria al mondiale 2002 con il Brasile, Scolari porto' il Portogallo alla finale dell'Europeo 2004 (quello della mia luna di miele!). Peccato davvero che il ritorno di Scolari in nazionale con il Brasile si concluse con il famoso Mineirazo contro la Germania di Low.

- Passando al classifica assoluta dei migliori allenatori sudamericani (anche se basata su criteri piuttosto 'eurocentrici' come ho gia' spiegato), ho deciso di includere tutti i 25 allenatori sudamericani presenti sul totale di 126 allenatori che hanno superato i 50 punti nella classifica completa. E' curioso che il primo in questa classifica sia il mago Helenio Herrera (unico sopra i 250 punti), mentre l'ultimo (per modo di dire) sia Heriberto Herrera (unico dal Paraguay), spesso avversario del primo dalla panchina della Juve.

- La classifica e' dominata dall'Argentina, seguita dal Brasile (14 a 6) e dall'Uruguay (3). Per trovare un allenatore uruguayano bisogna scendere all'undicesimo posto (il maestro Tabarez e' solo tredicesimo). Primo dei brasiliani e' appunto Felipe Scolari, al secondo posto dietro Herrera. Terzo e' Diego Simeone, sicuramente l'allenatore con piu' possibilita' di fare punti tra quelli in attivita'. Manuel Pellegrini e' l'unico cileno in classifica.

02 maggio 2020

I piu' forti allenatori dal dopoguerra ad oggi - altre curiosita'

Snip di un video dal sito youtube.com

E cosí, dopo il 25 Aprile é passato anche il 1 Maggio. In questo caso non si sono viste le stesse belle celebrazioni a distanza, forse perche' il primo maggio e' il giorno del concertone in Piazza del Popolo a Roma. Ma forse ancor di piu' perche' quest'anno il lavoro e' stato particolarmente colpito da questa crisi e la preoccupazione per il dopo é fortissima. Insomma c'e' poco da stare allegri e tutti guardiamo con apprensione alle prossime misure di rilassamento delle restrizioni decise dai governi, anche loro titubanti a causa del timore che le infezioni ed i decessi ritornino a crescere.

Anche nel calcio si iniziano a prendere delle decisioni perché i tempi stringono. In Francia ad esempio il campionato e' stato assegnato al PSG, che sara' accompagnato in Champions da Rennes e Marsiglia. Clamorosamente fuori dalle coppe invece il Lione, attuale avversario della Juve in Champions (chissa' se riusciranno mai a fare il ritorno degli ottavi). In Olanda il titolo non e' stato assegnato. Non so' cosa significhera' in termini di selezione delle squadre per le Coppe della prossima edizione. Io dovendo scegliere preferirei che si terminasse la stagione a giugno, usando lo spazio lasciato vuoto dagli Europei. Pero' se il tempo non bastasse, piuttosto di assegnarlo sulla base della classifica attuale penso sarebbe meglio un finale piu' spettacolare con dei play-off a porte chiuse. Staremo a vedere.

Continuano a furoreggiare le dirette Instagram. Il grande mattatore rimane Bobo Vieri che ha fatto bellissimi incontri  con tanti protagonisti degli ultimi 25 anni di calcio, incluso l'allenatore della nazionale Roberto Mancini. Per la copertina di questo blog ho scelto Ronaldo il Fenomeno e Fabio Cannavaro: vederli insieme richiama tantissimi incroci interessanti; ai loro tempi sono stati sicuramente l'attaccante ed il difensore piu' forte del mondo (bellissimo il filmato di questa partita tra Brasile ed Italia, una sfida nella sfida). Ronaldo fu il primo giocatore, prima di Messi, a scomodare il paragone con Pelé e Maradona sul piano del talento puro; Cannavaro cresciuto in nazionale all'ombra dell'eterno Maldini, finí per scavalcarlo come presenze e concluse da capitano campione del mondo e pallone d'oro (un po' come Paolo Rossi nell'1982). Cosi' come Ronaldo segno' i mondiali del 2002 in Corea, Cannavaro lo fece in Germania. Ultimo Uomo ha recentemente dedicato un bell'articolo a Ronaldo ed ha inserito Cannavaro tra i migliori difensori degli ultimi 20 anni .

Ma continuiamo con le valutazioni sugli allenatori piú forti dal dopoguerra ad oggi. Negli ultimi due mesi abbiamo parlato dei migliori allenatori in attivita', dei migliori allenatori ITALIANI dal dopoguerra ad oggi (20 su 126 nella classifica completa e siamo i piú numerosi anche tra quelli in attivitá!), dei migliori allenatori in termini di titoli con la nazionale, dei miglori allenatori in Champions e poi degli allenatori piú vincenti nei principali campionati nazionali europei (Premier, Liga, Serie A, Bundesliga, Ligue 1), nelle coppe nazionali ed in quelle minori europee. Oggi parliamo degli allenatori vincenti su piu' competizioni o con piu' squadre

Eccovi la lista e piú sotto qualche considerazione (potete trovare una spiegazione dei criteri utilizzati per questa ricerca qui, delle considerazioni sulle scelte che inevitabilmente sono state fatte qui e la lista completa dei migliori 126 allenatori dal dopoguerra ad oggi qui).

Bonus
Ricordo qui i criteri che avevo usato. Ho assegnato dei bonus agli allenatori in tabella secondo la modalita' seguente:
  • 5 punti per un allenatore che raggiunge un piazzamento sia con una squadra nazionale che con una di club;
  • 4 punti per un allenatore che raggiunge un piazzamento con una squadra diversa (4 punti ogni volta dopo la prima squadra);
  • 3 punti per un allenatore che raggiunge un piazzamento in piu' di una competizione (3 punti ogni volta dopo la prima competizione);
  • Esempio: un allenatore che vince lo scudetto con la Juve e la Coppa Italia con il Milan (o si piazza in entrambe le competizioni) prende 4 punti di bonus per via del piazzamento con una squadra diversa e tre punti di bonus per il piazzamento in una competizione diversa. L'idea e'di premiare gli allenatori che si sono confermati in competizioni e squadre diverse.


Altre Competizioni
Ricordo qui i criteri che avevo usato. Per i 126 allenatori che hanno sorpassato i 50 punti nella classifica generale, ho svolto un'ulteriore ricerca per verificare se avessero avuto altre vittorie in altri campionati europei o sudamericani (dando 5 punti per ogni vittoria) o altre coppe nazionali in Europa o Sudamerica (ho dato 2 punti per ogni vittoria).


Ed ora qualche considerazione:

- Nella classifica dei bonus, trionfo italiano con Ancelotti, Ranieri e Trapattoni, davanti a due olandesi e due spagnoli. Mourinho buon terzo per il Portogallo. Questa classifica premia la capacita' di alcuni allenatori di vincere con squadre diverse e in competizioni diverse (tra campionati e coppe) delle cinque maggiori leghe europee.

- Per entrambe le graduatorie ho incluso solo gli allenatori che hanno raccolto almeno 30 punti. Nella classifica dei bonus c'e' una maggioranza di allenatori ancora in attivita'. Il risultato di Ranieri e' impressionante perché é l'unico di questa graduatoria che non ha mai vinto la Champions. Gli altri sono tutti mostri sacri di questa competizione. Pero' Ranieri ha fatto il miracolo con il Leicester, ancora piu' incredibile se si considera l'albo d'oro di quel torneo.

- Per la graduatoria nelle altre competizioni, l'idea era soprattutto quella di riequilibrare le cose per gli allenatori sudamericani che avessero vinto molto anche nel loro continente (come Louis Cubilla o Carlos Bianchi), anche se alla fine questo colonna di punteggi aggiuntivi ha premiato soprattutto allenatori vincenti anche in campionati minori come in Scozia, Olanda, Portogallo o Europa dell' Est.

- In prima linea vediamo infatti Valeriy Lobanovskyi, grande allenatore di URSS, Ucraina e Dinamo Kiev, davanti a John Stein, che ha vinto molto in Scozia. Come sempre gli olandesi sono ben rappresentati con Guus Hiddink e Rinus Michles, pero' sono da notare anche due Ungheresi: "l'italiano" Lajos Czeizler e il famoso Bela Guttman. Altro nome in classifica e' l'austriaco Ernst Happel. Praticamente nessun allenatore in attivitá in questa classifica, segnale che i migliori allenatori ormai si spostano frequentemente nelle leghe principali gia' all'inizio della carriera.